Emilio Ambasz Institute a New York

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Emilio Ambasz, Fukuoka, Giappone

Al MoMa di New York nasce un nuovo istituto di ricerca dedicato al pioniere della green economy Emilio Ambasz

E’ stata da poco annunciata la fondazione dell’Istituto Emilio Ambasz per lo studio congiunto dell’ambiente costruito e naturale con sede presso il Dipartimento di Architettura e Design del MoMa di New York.

Qual è lo scopo dell’Istituto?

L’Istituto, finanziato dalla Fondazione LEAF (Legacy Emilio Ambasaz Foundation), avrà lo scopo di promuovere lo studio sul rapporto tra ambiente costruito e naturale e diffonderne l’interesse e il dibattito in tutto il mondo.

La finalità è quella di rendere il confronto tra architettura ed ecologia visibile ed accessibile ad un pubblico il più vasto possibile, sottolineando l’urgenza di un riequilibrio ecologico.

Con la nascita dell’Istituto Emilio Ambasz, il MoMa potrà proseguire nel suo ruolo di punto di riferimento sul tema della sostenibilità e promuovere una conoscenza più capillare dell’architettura e del design.

L’Istituto sarà un’occasione per sviluppare la ricerca e organizzare conferenze, convegni e simposi pubblici, molti dei quali online.

Con queste modalità sarà possibile un confronto diretto e costante tra architetti, designer, rappresentanti del mondo della politica, sociologi, storici e collettività.

Siamo immensamente grati a Emilio Ambasz per la sua generosità – dichiara Glenn D. Lowry, direttore del Museum of Modern Art – Emilio è stato un precursore nel campo dell’architettura verde e da anni è in prima linea sulle questioni legate ad architettura ed ecologia”.

Chi è Emilio Ambasz?

Emilio Ambasz (Resistencia, 13 giugno 1943), architetto argentino, è unanimamente considerato il padre, il poeta e il profeta dell’architettura verde.

Membro onorario dell’American Institute of Architets e International Fellow del Royal Institute of British Architects, Ambasz ha recentemente ricevuto, per la quarta volta nella sua carriera, il Premio Compasso d’Oro per l’attività di inventore visionario nel campo dell’architettura e del design.

E’ lui l’ideatore, insieme al designer Giancarlo Piretti, di Vertebra (1981), la prima sedia ergonomica per ufficio, inserita nella collezione del MoMa e del Metropolitan Museum of Art.

Emilio Ambasz è legato da oltre cinquant’anni al Museum of Modern Art di New York, avendo ricoperto diversi incarichi.

Dal 1969 al 1976 è stato Curator of Design per il Dipartimento di Architettura e Design.

Inoltre ha curato numerose esposizioni innovative tra cui “Italy: The New Domestic Landscape” (1972); “The Architecture of Luis Barragan” (1974) e “The Taxi Project: Realistic Solutions for Today” (1976).

Ambasz è membro dal 1978 dell’International Council del MoMa e nel 2006 è diventato membro del Consiglio Direttivo del MoMa PS1.

Emilio Ambasz e l’Italia

Stretto è il legame dell’architetto argentino con l’Italia.

Nel 2014, infatti, ha ricevuto l’onorificenza “Stella al merito del lavoro” per i suoi contributi alla cultura italiana.

Nello stesso anno è stato premiato dall’Istituto di Studi Avanzi (ISA) dell’Università di Bologna con la “Medaglia ISA” per le Scienze.

Il 5 marzo 2021 riceverà presso l’Università di Bologna la laurea honoris causa in architettura.

Ambasz ha, inoltre, partecipato alla Triennale di Milano e a numerose Biennali di Architettura a Venezia.

Nella città lagunare l’architetto ha progettato l’edificio per la Fondazione Banca degli Occhi e l’Ospedale di Mestre, riconosciuto come il primo “giardino della salute”.

Nel 1998 Ambasaz ha creato il primo bosco verticale in Italia per la sede ENI di Roma.

Emilio Ambasz, architetto della green economy, articolo di Loredana Carena
EMILIO AMBASZ, ARCHITETTO E DESIGNER PIONIERE DELLA GREEN ECONOMY (ph ufficio stampa)

Il centro Acros di Fukuoka

Autore di progetti considerati punti di riferimento e di ispirazione per la green economy, Ambasz è anche l’ideatore del centro Acros di Fukuoka in Giappone di cui quest’anno ricorre l’anniversario per i suoi 25 anni di fondazione.

Acros è considerato uno degli edifici verdi più innovativi e scenografici a livello internazionale.

Credo che non vi sia alcun precedente in cui la natura domini la creazione architettonica con tale potere e fascino (…) – spiega Tadao Ando, importante architetto giapponese. “Emilio Ambasz ci ha insegnato a vedere una dimensione in cui la natura e l’architettura sono inseparabili (…)”.

Concept operativo di Emilio Ambasz

Secondo il punto di vista di Ambasaz ogni costruzione si può considerare come un elemento estraneo che viene introdotto nel regno vegetale.

Si deve quindi “concepire un’architettura che si erge come l’incarnazione di un patto di riconciliazione tra natura e costruzione – sostiene Ambasz.

Progettare edifici così intrinsecamente legati al paesaggio circostante che è impossibile che si disimpegnino l’un l’altro”.

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