Emergenza supplenze: la direttrice cerca docenti su Facebook

A Torino la direttrice scolastica di un istituto comprensivo cerca docenti lanciando un appello su Facebook.

0
623

“AAA cercasi docenti per la scuola primaria. Le graduatorie sono esaurite e anche le domande di messa a disposizione. Chi è in possesso del titolo di accesso (diploma magistrale abilitante oppure Laurea in scienze della formazione primaria) e ha voglia di lavorare a Torino presso l’IC Corso Racconigi mi scriva in privato. Grazie”.

Questo è l’appello di emergenza lanciato su Facebook ieri mattina da Maria Teresa Furci, la direttrice scolastica dell’istituto comprensivo Racconigi in Borgo San Paolo, dopo aver perso ogni speranza di trovare un insegnante di sostegno fino a giugno per un bambino certificato in corso d’anno. Le colleghe le hanno assicurato comprensione e solidarietà per una storia che sembra alquanto paradossale. La direttrice afferma che negli ultimi anni il ruolo del docente sia stato cosi sminuito che nei giovani è diminuita drasticamente la voglia di scegliere questa professione come lavoro privilegiato. Ora il risultato, a detta della direttrice, è che non vi sono insegnanti a sufficienza.

Dopo aver pubblicato l’annuncio su Facebook, il social network che rende ogni notizia fruibile in pochi istanti, sono arrivate offerte da Torino e anche da altre regioni. Purtroppo, sono arrivate da parte di persone che non hanno i requisiti adatti per ricoprire questo ruolo poiché in possesso di diplomi o lauree non idonei: diplomati di liceo o istituto tecnico, laureati in pedagogia o psicologia. “Per le supplenze brevi abbiamo anche assunto delle tirocinanti, ma questa è una cattedra vacante che si è aggiunta durante l’anno e i soli titoli utili sono la laurea in scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale pre-2001 –  afferma la direttrice- Postare un’offerta su Facebook è davvero l’ultima risorsa, se avessi avuto altre alternative non l’avrei fatto”.

Quello dell’insegnamento, come si sa, è un campo piuttosto difficile e il gesto di questa direttrice non poteva che essere una testimonianza della criticità della situazione scolastica italiana.

 

 

Commenti