Elisabetta I e l’età dei cambiamenti

0
210

Il 17 novembre del 1558 iniziò quella che oggi noi comunemente chiamiamo l’età elisabettiana. Questo, infatti, fu il giorno in cui la figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, seconda e chiacchierata moglie del re, salì al trono. Elisabetta I regnò dal 1558 fino al 1603 e inaugurò un periodo particolarmente florido per la storia inglese.

Una delle prime preoccupazioni della neo regina fu quella di creare una convivenza pacifica tra anglicani e cattolici.

Prima di Enrico VIII, infatti, la Chiesa aveva un’influenza particolarmente forte sulla Corona. In seguito allo scisma fu premura di Elisabetta consolidare il potere dell’anglicanesimo e la subordinazione della Chiesa al potere monarchico: una vera e propria sovversione dell’ordine tradizionale. 

L’Atto di Uniformità del 1559 fu particolarmente importante per annullare l’imposizione al ritorno del Cristianesimo voluto da Maria Tudor la Sanguinaria, colei che uccise tutti coloro che si rifiutavano di sottostare alla sua religione.

La risposta del Papa non tardò ad arrivare: Elisabetta fu scomunicata da Pio V nel 1570.

Maria Stuart, Regina di Scozia, fu un personaggio particolarmente ostile nei confronti di Elisabetta: Maria era una convinta cattolica, fuggita in Inghilterra a causa delle rivolte dei calvinisti nel suo Paese e in seguito condannata a morte dalla sua nemica.

Grazie ad Elisabetta il commercio, le attività artigianali e quelle manifatturiere fiorirono notevolmente. La Virginia, una delle colonie inglesi nell’America del nord, prende il nome proprio dalla Regina Vergine. Lei fondò la Compagnia Britannica delle Indie Orientali. 

Anche la cultura ebbe il suo spazio e il suo vigore: letteratura e teatro, basti citare William Shakespeare, fiorirono proprio in questo periodo. Altri ne criticarono l’assolutismo e la tendenza autocratica.

Commenti