Elisabetta Bagli, una voce poetica da Madrid

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Elisabetta Bagli è nata a Roma e vive a Madrid dal 2002. Lavora come insegnante di italiano per stranieri presso l’Accademia di Lingue Booklane. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo libro di poesie in italiano “Voce”. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo risultati di prestigio. Fa parte del progetto “Giveight”.

Il tuo essere Poeta da cosa è nato? Come ti sei avvicinata alla Poesia?

E- Come indica il titolo della mia silloge poetica “Voce” e come ho descritto nella poesia che dà il titolo alla stessa, la mia Voce era un fiume sotterraneo e silenzioso che ha scavato a lungo dentro di me prima di poter uscire. Aveva bisogno solo di una spinta per poter vedere la luce e così gridare. E’ stata una sfida improvvisa che ho deciso di raccogliere in pieno, quando un amico mi ha detto: “Perché non metti in evidenza i tuoi sentimenti, piuttosto che esprimerli attraverso le poesie o le citazioni dei poeti o degli scrittori che più ti piacciono? Provaci, tu puoi”. Così mi sono messa a scrivere poesie ed è nata “Voce”. Ho sempre amato la poesia sin dalle scuole elementari e, sebbene gli studi da me intrapresi non siano stati di stampo umanistico-letterario, mi è sempre piaciuto leggere, non solo romanzi e narrativa in genere, ma soprattutto poesie. Per tale motivo, nel momento in cui ho avvertito la necessità di far ascoltare la mia voce all’esterno, ho deciso di farlo attraverso i miei versi.

Hai dato alle stampe “Voce” una raccolta di poesie davvero intensa. Mi ha colpito molto la lirica “Amore e Psiche”. Ci racconti com’ è nata questa poesia?

E- La favola di Apuleio di “Amore e Psiche” mi ha affascinata da sempre e quando sul finire dell’adolescenza sono andata a Parigi e al Louvre ho visto il gruppo scultoreo di Antonio Canova che li rappresentava ne sono rimasta colpita. Lo scultore era riuscito a rendere i movimenti delle statue così sensuali che trasudavano amore ed Eros nonostante si trattasse di marmo scolpito. Un’immagine rimasta viva dentro di me che mi ha accompagnato nel tempo. E riprendendo la favola per il progetto di un mio libro ancora da terminare, osservando di nuovo le fotografie di questa splendida scultura sono riaffiorate in me le sensazioni provate tanto tempo prima. Queste sono le origini della mia poesia “Amore e Psiche”.

Hai scelto di pubblicare la raccolta attraverso il self-publishing. Cosa ti ha spinto ad autopubblicarti?

E- La mia scelta in questo senso è stata dettata dal fatto che, nuova sul mercato editoriale e avendo inviato alcuni miei testi a grandi editori dai quali sono stata puntualmente rifiutata, ho cercato un modo per poter mettere un piede in questo ambiente. E grazie a un concorso indetto da www.ilmiolibro.it per sillogi poetiche inedite ho fatto il salto.

Una tua riflessione sul mercato editoriale italiano. Quali sono le difficoltà di chi pubblica poesia?

E- Le difficoltà maggiori sono senza ombra per chi scrive poesia considerando il mercato ristretto al quale è diretta questa forma di espressione. Ma sussistono difficoltà oggettive anche per coloro che scrivono narrativa e romanzi. La difficoltà è nell’emergere e, quindi, nell’individuare un canale giusto per poterlo fare. Attualmente esistono molti bravi scrittori che non riescono a farsi notare dalle grandi case editrici nonostante i loro sforzi e altrettanti scrittori mediocri che viceversa riescono a stare sulla cresta dell’onda perché supportati dalla buona stella.

Qual è il libro che secondo te ha segnato la storia della letteratura?

E- Per ciò che concerne la letteratura italiana il libro più importante è senz’altro la “Divina Commedia”. Dante Alighieri è riuscito a raccogliere nel suo libro tematiche universali che possono essere rapportate, a distanza di secoli, anche al mondo attuale. Inoltre, non si deve dimenticare che proprio con questo libro nacque la nostra splendida lingua. Per quanto riguarda il mondo occidentale posso affermare che per me la Bibbia e Omero sono i testi fondamentali, che aiutano alla comprensione del nostro animo, della nostra essenza e anch’essi universalmente rilevanti nella vita di oggi.

Federico Garcia Lorca scrisse: “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”.Cosa cerca secondo te un poeta?

La poesia è espressione sintetica e immediata dell’animo del poeta. Con essa si può trasmettere la propria vita, le proprie esperienze, le proprie idee in forma armonica e diretta. Si è poeti solo se si ama la poesia, si è poeti solo se attraverso di essa ci si sente realizzati e se almeno un solo lettore riesce a comprendere in pieno ciò che il poeta voleva dire nei suoi versi, allora si è riusciti ad arrivare dentro l’anima di chi legge e a far comprendere l’amore che si nutre per tale forma di arte. Non è importante se ci sono molti o pochi poeti; ciò che importa è che i poeti siano dei veri poeti.

Fai parte del progetto “Giveight”. Di cosa si tratta?

E- Il Giveight è andato trasformandosi nel tempo. Dapprima è stato un programma di Radio Autori Emergenti ideato da Gaetano Barreca e condotto da Irene Teixeira, in collaborazione con il portale di informazione Kaleidoscopia.it. Gaetano Barreca ha scelto e unito otto autori emergenti del web per allestire una “tavola rotonda della letteratura ai tempi di Facebook”. Londra, Madrid, Roma e altre cinque città italiane da Nord a Sud sono state le co-protagoniste della trasmissione. Ogni settimana due degli otto autori emergenti scelti hanno avuto la parola per discutere della letteratura ai tempi di Facebook, del loro rapporto con la scrittura e hanno presentato una delle loro opere. La scelta della rosa degli otto autori è stata fatta valutando, oltre la scrittura, anche l’importanza e l’amore che questi scrittori/autori hanno dato ai loro scritti. Interviste radio, blog e album-ricordo sono stati gli strumenti di crescita della popolarità di questi otto autori emergenti, gruppo del quale sono orgogliosa di far parte.

In seguito, unendoci al Comitato dei lettori del Giveight abbiamo dato luogo a un concorso nel quale gli autori dei due libri iscritti al Comitato che avessero ricevuto la migliore recensione avrebbero avuto l’opportunità di poter partecipare a un’intervista sempre di R.A.E. Infine, una volta terminato questo concorso si è dato il via al Concorso Internazionale di poesia “Libera Espressione”, premio Erica Angelini, sempre in collaborazione con R.A.E., Kaleidoscopia.it, “Galassia Arte” e con “Evolutive Press”, un’associazione di giovani emergenti che si è occupata della parte pubblicitaria dell’evento.Il 29 settembre è avvenuta la premiazione della prima classificata. E già si sono gettate le basi di un nuovo progetto che coinvolge gli autori del G8, forti di nuove collaborazioni e presenze e che vedrà la luce nel periodo natalizio. Ma questo è solo uno dei progetti che bollono in pentola e, se stiamo cercando di procedere per gradi, è per assicurare migliore qualità sebbene con lo sguardo e con il pensiero già stiamo abbracciando le iniziative future, nell’interesse di tutti gli autori emergenti.Il nostro gruppo è ben affiatato ed è forte dello spirito che lo ha animato sin dai suoi primi passi.Il Giveight è stato, e continua a essere, una splendida esperienza per me, un’esperienza che mi ha dato l’opportunità di crescere in questo mondo della letteratura.

Secondo Elisabetta Bagli qual è la migliore definizione di Poesia?

E- Per prima cosa vorrei dire che più di definire la poesia è importante averne un’idea intuitiva forte e un’esperienza, la più ricca possibile, del fenomeno poetico. Detto questo, per me una poesia è una creazione che integra in modo molto personale parola, silenzio, suono e significato, che parla alla mente e al cuore e che non rinuncia ad avere una dimensione vocale e, pertanto sensibile, corporea, con la quale raggiunge la pienezza delle sue possibilità estetiche. Con tutti questi elementi ogni poeta crea la propria voce unica, intrasferibile, con la quale parla al lettore (o a chi ascolta). Partendo da queste premesse, ogni poeta agisce in un ambito di libertà assoluta, creando poemi lunghi o corti, con rime o senza, su qualsiasi argomento immaginabile, esplorando le risorse della lingua con la quale si esprime, e sempre con un amore per il suo lavoro che sorprende perfino lo stesso poeta.

Progetti e ambizioni per il futuro

E- Sicuramente continuerò per questa strada. La poesia mi chiama e io le rispondo. Mi piace scrivere poesie. Continuerò a farlo finché avrò la giusta ispirazione. Stimoli esterni per scrivere poesie e non solo, ma anche pensieri o racconti, ce ne sono moltissimi. Talvolta penso a me stessa come un semplice veicolo della poesia, come una voce attraverso la quale poter far vivere e fluire sentimenti, giochi, passioni. Ho già vari progetti in corso di realizzazione, sto ultimando una nuova silloge poetica e, inoltre, vorrei proseguire la stesura del mio primo romanzo. Spero proprio di poter proseguire per questo cammino.

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