Elezioni USA2020: Trump voleva aprire indagine sulle “frodi”

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Elezioni USA2020: Trump

Mentre si stanno svolgendo le udienze della Commissione che indaga sull’assalto a Capitol Hill, i giornali americani svelano nuove rivelazioni su Trump e la sua ossessione della sconfitta alle elezioni presidenziali USA2020. Secondo quanto riferito dal Washington Post, Trump, dopo la sconfitta, avrebbe chiamato tutti i giorni il procuratore generale ad interim per chiedere di aprire un’indagine sulle frodi elettorali.

Elezioni USA2020: Trump era ossessionato dalle frodi?

Secondo quanto riferito, l’ex presidente Trump avrebbe chiamato il suo procuratore generale ad interim quasi ogni giorno dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2020 nel tentativo di far aprire un’indagine sulle affermazioni infondate di frode elettorale. A riferire la notizia è stato il Washington Post, che cita due persone che hanno familiarità con le conversazioni. Il Post ha riferito che Trump ha appunto chiamato l’ex procuratore generale Jeffrey Rosen quasi ogni giorno dopo che l’ex procuratore generale William Barr si è dimesso dal suo incarico alla fine di dicembre. Le chiamate a Rosen si sono fermate dopo la rivolta del 6 gennaio al Campidoglio, secondo il giornale. Secondo il Post, Trump avrebbe chiamato Rosen per condividere le accuse di frode elettorale e conteggi impropri dei voti alle presidenziali del 2020. Trump, nel condividere le informazioni, avrebbe chiesto a Rosen cosa avrebbe potuto fare il Dipartimento di Giustizia in merito.

Rosen non aveva dato seguito a Trump

Un fonte ha riferito al Post che Rosen non ha promesso alcuna azione in risposta ed è stato vago riguardo alle affermazioni del presidente Trump. La fonte ha detto: “Trump era assolutamente ossessionato dalle frodi elettorali”. Il Post afferma anche che Rosen ha riferito al Congresso a maggio di non aver dato seguito a ciò che Trump voleva. Rosen ha affermato: “Durante il mio mandato, non sono stati nominati procuratori speciali, né per frode elettorale né per altro; non sono state rilasciate dichiarazioni pubbliche in merito all’elezione; nessuna lettera è stata inviata a funzionari statali che cercassero di ribaltare i risultati elettorali; e non sono state presentate azioni o documenti del tribunale del DOJ che cercassero di ribaltare i risultati delle elezioni”.


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