Elezioni USA: Biden a un passo dalla nomina

Con la straordinaria vittoria alle consultazioni del 10 marzo Joe Biden è a un passo dall'aggiudicarsi la nomina democratica in vista delle presidenziali del 2020

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Alle elezioni Joe Biden ha ottenuto Michigan, Missouri, Mississippi e Idaho.

Durante le ultime consultazioni elettorali Joe Biden ha riscosso una serie di vittorie chiave tanto che – salvo grosse sorprese – il prossimo 17 marzo l’ex vicepresidente potrebbe matematicamente aggiudicarsi la nomina democratica alle presidenziali 2020.

Ad essere degno di nota è soprattutto il suo primato in Michigan, Stato di vitale importanza quanto all’assegnazione del considerevole numero di delegati, preziosi per raggiungere la quota dei 1991 rappresentanti che gli varrebbero automaticamente il pass per sfidare Donald Trump a novembre.

Biden ha anche ottenuto importanti riscontri in Mississippi, Missouri e Idaho.
Il Nord Dakota è stato l’unico premio di consolazione per Sanders, sconfitto a un metro dal traguardo.

Al momento cresce l’attenzione sulle primarie che si stanno per svolgere a Washington, minacciata dall’epidemia di coronavirus.

L’ascesa di Biden

Alla vigilia delle consultazioni di martedì, l’ex vicepresidente si era detto fiducioso rispetto alle imminenti votazioni e aveva pronosticato sempre più probabile la sua candidatura contro il Presidente uscente.

Da Filadelfia Biden aveva annunciato: “Poco più di una settimana fa molti esperti avevano dichiarato questa campagna morta, ora siamo più vivi che mai”, aggiungendo “Sembra che avremo un’altra grande notte”.

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Già con tono da vincitore il braccio destro di Obama ha assicurato: “Stasera, abbiamo fatto un passo in più per ripristinare l’integrità, la dignità e l’onore della Casa Bianca, questo è il nostro obiettivo finale”, continuando “In questo momento di angoscia, condivisa a livello mondiale, abbiamo bisogno di una leadership americana. Abbiamo bisogno di una presidenza che sia onesta, fidata, veritiera e stabile”.

Riferendosi al rivale Sanders, anziché attaccarlo aspramente come ci sarebbe attesi, Biden ha deciso di ringraziare il Senatore del Vermont comportandosi come avrebbe fatto un leader sicuro della propria vittoria piuttosto che un candidato immerso nel pieno della campagna elettorale.
Voglio ringraziare Bernie Sanders e i suoi sostenitori per la loro instancabile forza di volontà” ha detto l’ex vicepresidente, rimarcando che “Condividiamo un obiettivo comune e insieme sconfiggeremo Donald Trump”.

La cocente sconfitta di Sanders.

Un martedì difficile per il Senatore, in cui s’è visto sottrarre d’emblée una nomina che ormai considerava conquistata. Dopo essere stato in vetta alle classifiche già dalle prime consultazioni e aver costantemente condotto i sondaggi nazionali numeri alla mano  – o meglio, delegati alla mano – Sanders non può dire di avere i consensi necessari per sperare ancora in una possibile elezione democratico contro Trump, a novembre.

Lo Stato del Michigan è stato per il Senatore il primo duro colpo, non tanto per il numero di candidati che assegna ma soprattutto perché il candidato ha perso nello Stato che lo aveva visto trionfare contro Hillary Clinton alle primarie del 2016.

La seconda sconfitta che Sanders ha dovuto incassare è stata quella in Idaho dove aveva vinto in passato e rappresentava – come del resto gli altri stati occidentali – l’unico baluardo che il Senatore ha avuto nelle ultime settimane.

Tuttavia, le prime preoccupazioni del socialista democratico erano già sorte in occasione delle scorse consultazioni, che hanno assegnato al rivale Biden un vantaggio considerevole quanto a numero di delegati: 715 contro i 584 di Sanders e segnando una vera e propria inversione di rotta rispetto a poche settimane fa quando sembrava che fosse il Senatore del Vermont a tracciare un’inarrestabile scalata alla Casa Bianca.

A causa degli scarsi risultati ottenuti in Michigan ora Sanders dovrebbe ottenere oltre il 55% dei consensi per sperare ancora nella nomina, un’impresa a dir poco sovrumana.

Rassegnato, il Senatore ha scelto di far ritorno a casa, a Burlington, Vermont.

Biden ha il supporto del partito

Per gli esponenti del Partito dell’Asinello la grande ascesa di Biden comincia a significare qualcosa: alla CNN l’ex governatrice del Michigan, Jennifer Granholm, ha dichiarato: “Penso solo che questo sia un chiaro segno che la gente voglia qualcuno in grado di battere Donald Trump”.

L’ex vicepresidente Biden, dopo gli esiti delle consultazioni tenutesi martedì in Mississippi e Missouri, ha anche ricevuto il sostegno da parte dell’organizzazione democratica Priorities USA super Pac come annunciato dal suo presidente, Guy Cecil, che su twitter ha scritto: “Ora la matematica è chiara. Joe Biden sarà il democratico nominato alla presidenza e la Priorities USA gli offrirà tutto il supporto necessario per aiutarlo a battere Donald Trump a novembre. Spero che altri si uniscano a noi nella battaglia”.

La grande incognita

I giochi, però. non possono ancora dirsi conclusi almeno non prima di conoscere i risultati elettorali dello Stato di Washington. 

A complicare la situazione sarà l’emergenza sanitaria di coronavirus giunta anche negli Stati Uniti e che già ha costretto le campagne di entrambi i candidati ad annullare in via precauzionale numerosi comizi in Ohio.

Soprattutto, gli esiti che avrà l’epidemia sul tessuto sociale (politico ed economico) non sono facilmente predeterminatili a maggior ragione nello Stato ove ha sede la Casa Bianca, considerato al momento come il principale focolaio degli USA con 22 decessi dovuti al covid-19. 

Per prevenire i rischi del contagio, a Washington gli organizzatori stanno già valutando di istituire il voto per corrispondenza che potrebbe favorire notevolmente l’affluenza elettorale fino a battere qualunque precedente record.

Al momento, dunque, si stanno vagliando tutte le misure precauzionali più idonee a gestire l’epidemia che sostanzialmente ricalcano le principali raccomandazioni igienico-sanitarie condivise a livello internazionale.