Elezioni USA 2020. Come funzionano primarie e “caucuses”

Con il voto del 03 Febbraio sarà inaugurato, a partire dall'Iowa, il lungo percorso che porterà alle elezioni presidenziali del Novembre 2020. Il Partito Democratico Americano ha avviato le consultazioni per decidere il miglior candidato che sfiderà Trump

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Ben lungi dall’elezione del Presidente degli Stati Uniti, il processo delle primarie è ricco di snodi e consultazioni elettorali, ripetute almeno 50 volte durante la “stagione delle primarie” che si aprirà col voto in Iowa del 03 Febbraio e si concluderà solo il 06 Giugno.
Ecco cos’è necessario sapere per comprendere meglio questa “stagione elettorale”.

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Ora come ora, i Democratici stanno scegliendo, attraverso le primarie e i cd. “caucuses”, il candidato che si opporrà a Trump in vista dell’elezione del nuovo Presidente. Per questo sono anche conosciute come “primarie presidenziali”.
Dal canto loro, anche i Repubblicani faranno delle primarie in alcuni Stati, ma sarà più una formalità.

Donald Trump sarà sicuramente ricandidato, com’è normale per ogni Presidente che si accinge a concludere il suo primo mandato.

Al momento sono 12 i candidati Democratici in corsa per la nomina alla Presidenza.
Gli elettori voteranno dal 03 Febbraio al 06 Giugno, cosicché in ogni Stato si avrà la possibilità di esprimere la propria preferenza secondo due processi alternativi, a scelta di ciascuno Stato: o attraverso le primarie o attraverso i “caucuses“. Finalità di entrambi i procedimenti è quella di assegnare un numero di “delegati” proporzionale al numero dei voti ottenuti da ciascun candidato.

I candidati Democratici

Secondo a votare sarà il New Hampshire (11 Febbraio), seguito da Nevada e South Carolina 

Le primarie

Le primarie sono simili a delle “mini elezioni”, con voto segreto espresso nelle urne.
Nelle primarie, i delegati sono aggiudicati ad ogni candidato proporzionalmente, sulla base dei voti ricevuti: ogni candidato deve raggiungere almeno il 15% delle preferenze per essere considerato ancora “in corsa”.
Le primarie possono essere:
– “chiuse”, in cui a votare può essere solo un elettore registrato come Democratico;
– oppure “aperte” e, in tal caso, chiunque potrà esprimere il proprio voto (anche un elettore Repubblicano).
Per la semplicità del metodo, questo procedimento è utilizzato da 46 stati su 50.

I “caucuses

A differenza delle primarie, i “caucuses“, in tutto 1681, non si basano sul voto segreto, anzi. A differenza di un ballottaggio, sembrano più delle “riunioni chiassose”, in cui i partecipanti si spostano fisicamente dalla parte della stanza precedentemente assegnata al candidato cui vogliono esprimere la preferenza.
Per il 2020, poi, alcune regole sono state aggiornate, soprattutto in Iowa. In particolare, a seguito della riforma del 2016, è stata estesa la possibilità di partecipazione ammettendo consultazioni anche al di fuori dello Stato di appartenenza.

Procediamo con ordine.

L’importanza dell’Iowa

Trampolino di lancio o flop totale, lo Stato dell’Iowa è, per legge, il primo ad essere interessato dal voto da quando, nel 1972, è stato scelto dai Democratici per istituire i “caucuses“. Apparentemente insignificante, questo Stato è, in realtà, tutto l’opposto: dagli anni 2000, infatti, ogni candidato che si fosse aggiudicato una vittoria in Iowa, avrebbe ottenuto la nomina a candidato Democratico in vista dell’elezione presidenziale, come accadde per Obama nel 2008.
Nonostante le piccole dimensioni, con le sue 99 contee e i suoi 3 milioni di abitanti, per la maggior parte caucasici (90%) tanto da essere chiamato “l’America del 1870”, il suo “peso” sulle scelte dell’elettorato a livello federale è imponente: dallo studio condotto dal National Bureau of Economic Research, l’influenza si stima pari al 20%.

I “caucuses” in Iowa

In Iowa saranno 1678 le strutture designate ad ospitare questa particolare procedura di voto. Inoltre, come novità del 2020, sono state previste ulteriori consultazioni “satellite”, 87 in tutto, per dare la possibilità di esprimere la propria preferenza al maggior numero di elettori possibile. Si era cercato di predisporre una modalità di voto telematica (attraverso gli smartphone), ma la Democratic National Commitee (DNC), per preoccupazioni sulla validità dei consensi, ha bloccato la procedura limitandosi ad ampliare quanto previsto già nel 2016 per il voto di membri delle forze armate o soggetti con difficoltà a deambulare.

La procedura “ordinaria”
Per votare, chi ne possegga i requisiti, dovrà presentarsi all’ora e nel luogo stabiliti.
La votazione dovrà fornire un risultato certo entro la notte.
All’inizio delle consultazioni, gli abitanti delle varie contee riceveranno un messaggio con l’indicazione dell’orario e della struttura di voto ad essi assegnata.
A seguito della discussione, per esprimere la propria preferenza i votanti dovranno dividersi in gruppi spostandosi fisicamente verso la sezione della stanza preventivamente assegnata al candidato favorito.
Per rimanere in corsa, ogni candidato dovrà raggiungere la soglia legale minima del 15% dei voti espressi dai presenti. Se il candidato non dovesse raggiungere tale soglia, i suoi sostenitori dovranno scegliere un nuovo candidato che abbia già raggiunto almeno il 15% delle preferenze.
I sostenitori di un candidato che abbia raggiunto la soglia minima, non potranno invece modificare la scelta fatta: a loro verrà dato un cartoncino su cui scrivere il nome del candidato alla Presidenza scelto.
A questo punto, sarà assegnato a ciascun candidato “in corsa” un numero proporzionale di delegati in base al numero di voti ricevuti.
Queste regole, possono cambiare da Stato a Stato.

Chi può partecipare
Ogni votante dev’essere registrato come Democratico e compiere il diciottesimo anno di età entro Novembre 2020.

I delegati
Sono quei soggetti che rappresenteranno, per ogni Stato, il singolo candidato alla Convention nazionale. Il loro numero è assegnato in misura proporzionale ai voti ottenuti nelle singole consultazioni (primarie o “caucuses“).
Il candidato Democratico per aggiudicarsi la nomina e, dunque, la corsa alla Presidenza, dovrà ottenere 2376 preferenze su 4750 totali.

La Convention nazionale è sostanzialmente il momento in cui inizia la corsa alla Presidenza. Per il candidato Democratico, quindi, è fondamentale raggiungere i 2376 consensi necessari alla nomina prima di questa data.

Prossime tappe

Appuntamento fondamentale sarà poi l’atteso Super Tuesday del 03 Marzo, quando nove tra i maggiori Stati faranno le primarie nello stesso momento: al voto anche California e Texas che, da soli, rappresentano circa 1/3 dell’elettorato. I risultati daranno sicuramente un’idea su chi potrà ricadere la nomina.
Se non fosse ancora chiaro al Super Tuesday, di sicuro qualche informazione in più si avrà entro la fine di Marzo, quando circa 2/3 dei delegati saranno stati aggiudicati.

Il calendario delle primarie nei vari Stati

Previsioni di voto: https://www.realclearpolitics.com/epolls/2020/president/ia/iowa_democratic_presidential_caucus-6731.html

Per riassumere

  • Per le primarie si vota da Febbraio a Giugno, al fine di decidere chi sarà il candidato Democratico che sfiderà Trump alle elezioni presidenziali di Novembre 2020.
  • Con primarie e “caucuses” ogni candidato si aggiudicherà un numero di “delegati” proporzionale alle preferenze ottenute. Sarà nominato rappresentante del Partito Democratico il candidato che, prima del Giugno 2020, otterrà 2376 voti su 4750 totali.
  • Il giorno cui prestare attenzione è il 3 Marzo, chiamato Super Tuesday, momento in cui sarà già stato aggiudicato circa il 40% dei delegati, determinando potenzialmente la nomination. Per qualcuno è una vera e propria “chiamata alle armi”.
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