Ieri, Domenica 31 Marzo, si sono tenute le elezioni locali Turche del 2019. Al voto in tutte le 81 province del Paese per l’elezione di 30 sindaci metropolitani e 1351 distrettuali comunali, oltre a 1.251 consiglieri provinciali e 20.500 municipali.

I risultati indicativi dimostrano che le alleanze di opposizione hanno favorito ottimi risultati nelle aree metropolitane, causando una sostanziale battuta d’arresto dell’alleanza di Governo che invece perde la Capitale Ankara, dove i risultati non ancora ufficiali dimostrano il vantaggio del Candidato del Partito Popolare Mansur Yavas con il 50,9 %. A seguire il candidato di Erdogan Mehmet Ozhaseki con il 47,2%. Erdogan cade anche ad Istanbul, la Città più grande della Repubblica Turca, dove la principale candidata di opposizione del Partito Popolare della Turchia è in vantaggio nella corsa a sindaco.

Per il leader Turco perdere Istanbul, il cuore culturale ed economico del Paese, la metropoli frontiera tra Asia ed Europa, sarebbe uno smacco tremendo. Sarebbe soprattutto un segnale di svolta, dopo quindici anni di potere assoluto. I risultati, se confermati, rappresenteranno un duro colpo per Erdogan, che ha dominato la politica turca da quando è diventato primo ministro nel 2003. Un lungo periodo in cui Erdogan ha instaurato un regime in cui le voci di dissenso, che siano i curdi, le donne o gli avversari politici, è da reprimere.

La campagna elettorale è stata caratterizzata dalle divisioni, con l’opposizione che ha fortemente criticato il governo per la crisi economica in cui si trova la Repubblica Turca, in particolare per la mala gestio dei fondi pubblici e la corruzione. Erdogan invece ha criticato i partiti di opposizione accusandoli di agire nell’interesse di potenze straniere e dei terroristi. Ma la crisi economica in cui è precipitata il Paese è un dato di fatto. Disoccupazione sopra il 10 %, al 30% nei giovani. Lira Turca svalutata quasi del 30% in un anno, e inflazione al 20%. La sconfitta elettorale si spiega anzitutto così.

Infatti le elezioni sono state ampiamente viste come un referendum su Erdogan e il suo partito in vista dei risultati. In un discorso di domenica sera, Erdogan ha detto che “Le persone che escogitano false promesse, vanno avanti, vedremo come governeranno, continueremo sul nostro cammino se Dio vuole – prendendo lezioni dai nostri errori in queste elezioni”, quasi come per predere atto delle difficoltà elettorali che la sua coalizione sta vivendo.

Il caso. La notte delle elezioni è stata oscurata da un lungo blackout negli aggiornamenti dei conteggi dei voti, con l’agenzia Anadolu che ha interrotto l’aggiornamento dei risultati per oltre 10 ore. L’opposizione ha bruscamente criticato questo evento, che si è verificato proprio mentre il proprio candidato era in procinto di superare il candidato di Governo per la carica di Sindaco ad Istanbul. Non sono mancate le preoccupazioni degli elettori per ipotesi di manipolazione del voto, lasciando spazio ad una serie di teorie cospirative.

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