Elezioni spagnole: vince il Partito Socialista (PSOE)

Il Partito Socialista Spagnolo (PSOE) vince le elezioni politiche.

0
872
Pedro Sánchez, leader del Partito Socialista spagnolo

Il Partito Socialista (PSOE) è il gran vincitore delle elezioni spagnole tenutesi ieri. Il PSOE avrà comunque bisogno di stringere accordi con altre formazioni politiche per formare un Governo.

Risultati elezioni politiche spagnole

Il Partito Socialista vince le elezioni

Il PSOE ha ottenuto 123 seggi, il doppio di quelli del Partito Popolare che perde più della metà dei voti rispetto ai comizi del 2016. Il PSOE può formare un governo di coalizione ma dovrebbe farlo contando sia sulla sinistra che sulla sinistra catalana incline al separatismo.

Il Partito Socialista ha infatti bisogno di 176 seggi per governare. L’alleanza più probabile sembra quella con Unidas Podemos ed ERC.

Storica vittoria socialista al Senato dove si raggiunge la maggioranza assoluta con 139 seggi di 266. Traguardo che non veniva raggiunto dal 1993.

La sconfitta del Partito Popolare

Grande disfatta de Partito Popolare ha ottenuto 70 seggi. Nel 2016 ne aveva ottenuti 137, il che vuol dire aver perso circa tre milioni di voti.

Tutto era pronto per eventuali festeggiamenti nella loro sede centrale di Madrid, sita in Corso Genova con un gran cartellone con la foto del suo leader Pablo Casado e il claim della campagna elettorale “valore sicuro”.

Fino alle undici di ieri sera, il suo leader Pablo Casado, aveva mantenuto silenzio rispetto ai risultati elettorali. Verso le ore 12 invece è uscito a fare dichiarazioni e ha invitato i compagni di partito a fare una riflessione su quanto accaduto. Non è chiaro se dopo questa scacco rassegni le dimissioni.

Pablo Casado, Partito Popolare

Ciudadanos

Invece, Ciudadanos, il partito di centro di Albert Rivera, sfiora la leadership della destra spagnola con 57 seggi. Questo risultato però, non gli permette di stringere un accordo col Partito Popolare per formare un Governo e spodestare Pedro Sánchez dalla Presidenza. Infatti il partito di Rivera, ha già dichiarato di non avere intenzione di allearsi con il Partito Socialista dato che quest’ultimo viene segnalato come l’alleato dei separatisti catalani. Inoltre l’intenzione è quella di essere percepiti come l’alternativa al Partito Popolare e non solo come un gruppo parlamentare con cui stringere accordi per poter ottenere il numero necessario di seggi per formare un Governo.

Sono comunque fiduciosi di ottenere un risultato migliore nelle elezioni amministrative di fine maggio.

Albert Rivera, Ciudadanos

Unidas Podemos

La formazione di sinistra, Unidas Podemos, si ritiene soddisfatta dei suoi 42 seggi nonostante ne abbia persi 30 rispetto alle elezioni del 2016. Infatti il suo leader Pablo Iglesias, dice che questo risultato adempie i loro obiettivi e li pone nella posizione di essere una formazione imprescindibile per formare una coalizione di sinistra. Volontà già comunicata al leader del Partito Socialista sia nella campagna sia durante il trascorso della notte elettorale.

Pablo Iglesias, Unidas Podemos

Vox: sconfitta dell’estrema destra

Grande sconfitta dell’estrema destra di Vox. Il partito capeggiato da Santiago Abascal, ottiene 24 seggi ed è la quinta forza política. Sembra che ad incidere in questi risultati sia stata la gran affluenza alle urne e la questione indipendentista catalana. In realtà, questa formazione política dovrebbe dimostrare soddisfazione per i riultati ottenuti dato che in così poco tempo ha conquistato più di venti seggi. E invece non è stato così, perchè nelle ultime settimane si puntava di raggiungere almeno 37 seggi, esito che poi non si è poi materializzato.

I partiti indipendentisti

Gli indipendentisti catalani hanno ottenuto 22 seggi. 15 seggi sono andati ad Esquerra Republicana de Catalunya (Sinistra Repubblicana per la Catalogna, ERC). Invece 7 seggi sono andati a Junts per Catalunya, con la sigla JxCat (Insieme per la Catalogna). Si tratta di una cifra record per le formazioni indipendentiste ma queste non sono tutte decisive per la formazione del governo.