Le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, sono vicine. Si vota il 4 marzo tranne in due regioni dove le elezioni sono spostate per via di quelle interne.

Periodico Daily ha incontrato, nella giornata di ieri, l’ex sindaco di L’Aquila Massimo Cialente per la sua prima intervista dopo aver accettato e firmato la sua candidatura al Senato della Repubblica. Questa sarà la prima di altre interviste ai candidati provenienti dalla regione Abruzzo

 

  • Come è nata la candidatura e perché ha scelto di candidarsi?

Alla candidatura non ci stavo pensando, per via del dibattito che si stava svolgendo e anche perché avevo altre idee di vita, ma stavo ugualmente occupandomi di politica, in particolar modo della sanità a livello regionale e nazionale. Inoltre stavo partecipando alla stesura del programma nazionale del partito, sempre in ambito sanitario, occupandomi anche di alcune industrie aquilane, ma non era nei miei pensieri candidarmi. Poi è stato deciso di inserirmi nella rosa dei sei nomi che dovevano essere portati dal regionale a Roma. Il fatto che abbiano pensato anche a me, mi ha fatto di certo molto piacere, inoltre non immaginavo nemmeno di poter essere candidabile, io sono Cuperliano non Renziano quindi, anche storicamente, sono sempre stato una minoranza della minoranza. Quindi, dato anche il problema delle tensioni che ci sono state e visto anche che la volta scorsa abbiamo avuto il premio maggioranza con 100 deputati avuti con la legge, adesso la “coperta si è accorciata” e di molto, c’erano alcuni compagni molto bravi e preziosi, sempre di stampo Cuperliano, per questo non poteva esserci un posto per me. Giovedì sera, mentre c’era la riunione della direzione provinciale, mi arriva una telefonata di Matteo Renzi che mi chiedeva esplicitamente di candidarmi. Questo perché lui ritiene che la mia enorme esperienza che, come ben sa, ho riversato anche a livello nazionale in merito alla messa in sicurezza del paese e delle grandi questioni, sia per i problemi legati alla ricostruzione ma anche per le problematiche legate ai lavori pubblici, Renzi ha ritenuto opportuno che io mi candidassi. Anche perché il PD nazionale, al contrario di altri partiti che qui hanno catapultato gente sconosciuta (basti solo pensare a Quagliarelli che cinque anni fa è stato eletto dagli abruzzesi, ma qui non ci è mai venuto neanche a farsi un bagno, a mangiare le virtù o gli arrosticini) il partito sa che la nostra regione ha avuto due province duramente colpite dal terremoto: L’Aquila che ancora ha evidenti problemi e Teramo dove c’è ancora molto da fare, ha pensato di candidare due persone importanti. Altro motivo è perché, rispetto ai sondaggi che erano molto pessimistici sui collegi uninominali, per intenderci quelli senza ‘paracadute’, ha ritenuto che in questo momento storico la mia può essere una candidatura vincente. Sono stato scelto per quello che posso dare.

  • Cosa vuol dire candidarsi al Senato e a sua volta fare il senatore?

Sono anni che faccio politica, come sindaco ho lavorato 12 ore al giorno stando sui problemi giorno per giorno, è chiaro che qui ci sono problemi reali di una certa importanza, anche per questo non sono usciti i 5 Stelle, perché non stando sui problemi, non vivendoli non si può parlare dicendo sciocchezze, il problema c’è e va affrontato e qui a L’Aquila sono sempre i soliti che lo risolvono, Cialente, Pezzopane, Lolli ed ora anche Petrucci. Quindi io sono prontissimo. Sono stato il sindaco di tutti gli aquilani, perché una volta che vieni eletto non puoi fare distinzione li sei il sindaco di tutti, non come sta facendo questa amministrazione, per questo che sarò il senatore di tutti. Una volta al senato oltre ad occuparmi di termo, una crisi drammatica, insieme ai compagni ed alla classe dirigente, porrò molta attenzione anche alla Valle Peligna, ovviamente mi occuperò di tutto il territorio.

La mia prima proposta che farò, ma che ho già fatto nelle passate discussioni politiche, è che il 4% dei soldi della ricostruzione del cratere, pubblica e privata, dovranno essere versati con il nostro stesso meccanismo che sta funzionando, ovvero dovrà essere messo per il rilancio economico e produttivo, ad esempio come è accaduto per la Accord Phoenix che aprirà il 5 febbraio. Queste sono misure necessarie per Teramo e per la montagna.

 

  • Qualora fossi eletto, cosa porteresti al nostro territorio in particolare alla città. In sostanza con quale programma ci si candida

A livello nazionale affronterò la grande questione della messa in sicurezza dell’Italia. È una cosa sulla quale ho lavorato tanto andando a tanti convegni. In questo momento il nostro paese ha Casa Italia, il bonus Sisma, ma questo non basta bisogna affrontare seriamente, tramite la proposta, che in tutti gli edifici pubblici ci sia il fascicolo del fabbricato. Ad esempio Rigopiano, io non mi rassegno di una cosa, sono certo che se quella struttura avesse avuto il fascicolo, che non indica solo la struttura dello stabile, ma indica anche dove è collocato se ad esempio vicino il fiume oppure sotto un conoide, come nel caso citato, si sarebbe visto che sotto 4 metri di neve era a rischio valanga. È come la macchina, la spia della temperatura non si accende mai, ma quella volta che si illumina si provvede subito mettendo l’acqua. Poi punterò all’alleggerimento dei lavori pubblici in Italia abbiamo miliardi fermi per la lentezza soprattutto burocratica. Una proposta ce l’ho e riguarda il mio campo professionale, parlo del rischio clinico. Ho fatto questa proposta al precedente governo e la porterò anche al Senato, ed è quello di istituire una commissione d’indagine del perché in Italia i lavori pubblici non camminano. Al momento ci sono 980.000.000 di lavori di edilizia di cui una grande fetta sono i lavori pubblici. Dato che gli uffici responsabili sono tutti, chi se ne occupa il comune, chi la provincia, chi la sovrintendenza, chi il provveditorato delle opere pubbliche, se ne tirano fuori 15 (che siano scuole o chiese o edifici) e le si esamina per capire perché alcuni edifici sono andati di corsa ed altri piano. Ad esempio a L’Aquila, due edifici del tribunale sono andati di corsissima e del ed altre strutture no?! Quindi batterò molto sul discorso della messa in sicurezza del paese. Poi la giustizia che è troppo lenta, il problema è l’anti corruzione che, a mio avviso, è inutile fare leggi e contro leggi si ingolfa il paese, dopo aver fatto il deputato alcune cose non le sapevo, le ho imparate facendo il sindaco non ho la verità in tasca ho il metodo per affrontare il problema. Io sono convinto che se studiamo la storia di 15 opere pubbliche a L’Aquila più la storia di alcuni interventi bloccati di 8-000-000-000 circa a disposizione, per il rischio idrogeologico sul territorio italiano, si fa un’estrazione e si analizza la storia di quel lavoro, si troveranno una serie di passaggi che possono arrivare a far risparmiare un anno di lavori. È importante che si capisca che se cammina l’edilizia è come un motore dell’economia.

Per quanto riguarda il territorio risolvere i problemi legati al terremoto: il problema delle tasse, il rilancio economico e produttivo, la necessità di avere piani strategici di sviluppo, intervenire su alcuni punti centrali la più grave è quella del pedaggio autostradale che incide sulla qualità dello sviluppo del territorio, attraverso una operazione che D’Alfonso ha già avviato. Purtroppo c’è un contratto che fu avviato dal governo Amato ma è stato portato a termine nel 2001 dal governo Berlusconi dove alla regione c’era il centro destra ed il sindaco era Tempesta, che ci ha distrutto ed abbiamo fatto ricorso alla corte costituzionale perché noi siamo l’unica autostrada dove una parte dei proventi anziché andare al M.I.T. (il ministero delle infrastrutture) vanno a l’A.N.A.S. che con i nostri soldi ci fa le strade in tutta Italia. Purtroppo il problema è che è una legge per di più segretata, vuol dire che non se ne conoscono i termini perché segreto di Stato. Ovviamente tutto ciò che ha avviato la regione verrà portato a termine. Certo c’è un’altra cosa, il politico ha delle idee ma deve anche accogliere i problemi quotidiani che gli pone il cittadino.

Io dalla mia parte ho un grande vantaggio: grande esperienza, conoscenza dei meccanismi, e cosa importante in politica sono i rapporti.

Ho dato del tu a tutti da Berlusconi in giù, questo perché mi conoscevano e li conoscevo e questo sicuramente è utile alla regione, e per alcuni aspetti, anche al paese. In queste ultime ore sono stato chiamato da ingegneri e dai presidi delle facoltà d’ingegneria proprio perché sono a conoscenza della mia battaglia di messa in sicurezza dell’Italia.

 

  • Alcune persone non hanno più voglia di votare perché “sfiduciati dal sistema”, oltretutto il voto è un diritto ma anche un dovere, quindi rinunciando a questo diritto/dovere cosa comporta?

Io capisco che ci sia disillusione, e che molti siano arrabbiati l’ho passato in prima persona durante il periodo post terremoto. Quando la barca trova la bufera, si balla terribilmente col rischio di affondare, la stessa cosa è accaduta quando cadde il governo Berlusconi, spesso i passeggeri e membri dell’equipaggio sono spaventati ed arrabbiati, soprattutto i più deboli, ad esempio come la canzone Titanic di De Gregori, se la prendono con il comandante della nave, ed è normale. Io questo lo capisco benissimo che se la prendono con chi ‘guida’, ed è comprensibile anche quando le persone dicono ‘sono tutti uguali’, che non è assolutamente vero, io non sono come gli altri politici. Chi non va a votare è come se venisse portato ad una stazione di una grande città e decidi dove andare o almeno dove vorresti andare, fai il biglietto anche se quel treno non parte o non passa, ma almeno hai il biglietto perché avevi chiaro dove volevi andare. Chi non vota, è come se stando alla stazione, venisse preso di peso da qualcun altro e lo facesse salire sul treno, ignaro di quale sia la destinazione. Facciamo un altro esempio un amico organizza una gita e c’è quello che dice ovunque si va mi va bene accettando passivamente le scelte altrui. È troppo comodo lavarsene le mani, come dire che non si ha un’ideale, una speranza. La mia candidatura serve anche per dare speranza perché la gente sa che se mi chiama mi troverò, conta che il mio cellulare ce l’hanno tutti.

Conta che ci sono persone che mi chiamano convinte che io sia ancora il sindaco. Io posso non piacere, ma ho le mie idee ben chiare e la mia storia, ma bisogna stare attenti ad andare dietro ad alcune parole che si sentono in questi giorni in tv.

Un esempio, parliamo degli sprechi, una riduzione di tutti i vitalizi dei parlamentari e anche i vitalizi regionali e di altri incarichi, che oltretutto quelli regionali dovevano essere aboliti ma, guarda caso, è stato bocciato dai 5 Stelle e dovevano scendere allo stipendio da Sindaco che a L’Aquila erano 2.380€ al mese, se si cancellasse tutto ciò il paese risparmierebbe 100.000.000 annui. Attenzione, i parlamentari ricevono tutti i privilegi delle pensioni baby, di quando in passato di quando si andava in pensione con 14 anni 6 mesi 1 giorno di lavoro, gente con pochi contributi ma pensioni esorbitanti. Quindi lamentarsi ora non serve.

  • Sempre per rimanere in tema, spesso si fanno dei paragoni con i paesi del Nord Europa, uno fra tutti la Germania, per la qualità della vita ad esempio: perché il nostro paese non riesce ad avere quei livelli di vita???

Già essere tedeschi ed italiani è una differenza. Dipende molto da noi cittadini, ad esempio la nostra evasione fiscale è spaventosa, ovviamente il sistema fiscale va rivisto, anche la mancanza di senso civico, e cosa importante c’è una parte del paese che è fuori dal controllo dello stato, sotto la malavita organizzata che poi si riconduce anche all’evasione fiscale, traffici illeciti e via dicendo.

Inoltre ci portiamo dietro un altro grande problema, in passato abbiamo fatto le cicale, ricordo che da ragazzino c’era il C.A.F. Craxi – Andreotti – Forlani, decisero di andare con il debito pubblico, in sostanza si dava molto, il debito cresceva, la lira si svalutava, la Malfa ne morì di crepacuore per questa situazione, e Craxi disse la famosa frase: “La nave va”. Ad oggi siamo richiamati a rientrare dal debito pubblico, perché tempo fa il mondo era lento, l’Italia aveva i suoi confini e l’Europa aveva poche regole, e non esisteva la globalizzazione al giorno d’oggi è diverso, il mondo è diventato piccolo. Il che vuol dire che oggi con le grandi potenze come la Cina e la Corea Del Sud da soli non ce se la farebbe. Quello che questo paese deve fare è regolare i conti. Basti pensare che un operaio tedesco lavora meno di un italiano ma produce di più perché vi è una diversa organizzazione soprattutto sull’amministrazione pubblica. Il paese ha le potenzialità per arrivare ad un ottimo livello. Il problema maggiore qui è il lavoro, e si crea rendendo più rapidi i processi di pubblica amministrazione, oggi bisogna andare sui nuovi lavori, ma se pensi che hanno aperto un bar completamente automatizzato senza barista, questo in Giappone, è un segnale che alcuni lavori saranno destinati a scomparire, ed è per quello che bisogna puntare su altro.

  • Vuoi aggiungere altro a quanto già detto prima?

È la politica che decide tutto, dalla sveglia del mattino per andare a scuola, al lavoro a tutto, l’unica cosa che hai scelto tu è il colore delle pantofole, il tipo di dentifricio ed il colore dello spazzolino. Bisogna rendersi conto che la vita è scandita dalle scelte politiche. C’è un 40% delle persone che non si sforzano neanche di capire la politica, o non vogliono, e non votano. Un altro problema grande è che con i % Stelle sta passando un fenomeno sociale pericoloso, ed è che chiunque anche senza una preparazione politica adeguata può dire tutto, un esempio sono i vaccini.

Sui vaccini parla Di Maio che non ha una preparazione specifica, ma come si può parole di un qualcosa del genere senza essere un medico/immunologo che ha passato anni a studiare su questi argomenti, che si confronta a livello internazionale, che scrive pubblicazioni. È come se ci si arrogasse il diritto di parlare di tutto pur non avendo le conoscenze adeguate, ad esempio io per iniziare a capire qualcosa in merito alla sicurezza dei fabbricati la notte, dopo essere rientrato dal comune, mi mettevo a studiare e non sui siti improbabili ma su documenti ufficiali degli ordine degli ingegneri, ordine degli architetti nel sito dell’istituto Superiore dei Lavori Pubblici, non vado di certo a studiare l’articolo di quell’economista che poi scopri essere un commercialista in Svizzera ma parla del debito pubblico Italiano. E questo è un grave danno, anche perché ai miei figlio ai vostri figli cosa gli insegniamo, che non importa quanto abbia studiato che tanto può parlare di qualunque cosa anche non di sua competenza? Questo va a minare profondamente la coscienza del paese.

Le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, sono vicine. Si vota il 4 marzo tranne in che due regioni dove le elezioni sono spostate per via di quelle interne.

Periodico Daily ha incontrato, nella giornata di ieri, l’ex sindaco di L’Aquila Massimo Cialente per la sua prima intervista dopo aver accettato e firmato la sua candidatura al Senato della Repubblica. Questa sarà la prima di altre interviste ai candidati provenienti dalla regione Abruzzo

 

  • Come è nata la candidatura e perché ha scelto di candidarsi?

Alla candidatura non ci stavo pensando, per via del dibattito che si stava svolgendo e anche perché avevo altre idee di vita, ma stavo ugualmente occupandomi di politica, in particolar modo della sanità a livello regionale e nazionale. Inoltre stavo partecipando alla stesura del programma nazionale del partito, sempre in ambito sanitario, occupandomi anche di alcune industrie aquilane, ma non era nei miei pensieri candidarmi. Poi è stato deciso di inserirmi nella rosa dei sei nomi che dovevano essere portati dal regionale a Roma. Il fatto che abbiano pensato anche a me, mi ha fatto di certo molto piacere, inoltre non immaginavo nemmeno di poter essere candidabile, io sono Cuperliano non Renziano quindi, anche storicamente, sono sempre stato una minoranza della minoranza. Quindi, dato anche il problema delle tensioni che ci sono state e visto anche che la volta scorsa abbiamo avuto il premio maggioranza con 100 deputati avuti con la legge, adesso la “coperta si è accorciata” e di molto, c’erano alcuni compagni molto bravi e preziosi, sempre di stampo Cuperliano, per questo non poteva esserci un posto per me. Giovedì sera, mentre c’era la riunione della direzione provinciale, mi arriva una telefonata di Matteo Renzi che mi chiedeva esplicitamente di candidarmi. Questo perché lui ritiene che la mia enorme esperienza che, come ben sa, ho riversato anche a livello nazionale in merito alla messa in sicurezza del paese e delle grandi questioni, sia per i problemi legati alla ricostruzione ma anche per le problematiche legate ai lavori pubblici, Renzi ha ritenuto opportuno che io mi candidassi. Anche perché il PD nazionale, al contrario di altri partiti che qui hanno catapultato gente sconosciuta (basti solo pensare a Quagliarelli che cinque anni fa è stato eletto dagli abruzzesi, ma qui non ci è mai venuto neanche a farsi un bagno, a mangiare le virtù o gli arrosticini) il partito sa che la nostra regione ha avuto due province duramente colpite dal terremoto: L’Aquila che ancora ha evidenti problemi e Teramo dove c’è ancora molto da fare, ha pensato di candidare due persone importanti. Altro motivo è perché, rispetto ai sondaggi che erano molto pessimistici sui collegi uninominali, per intenderci quelli senza ‘paracadute’, ha ritenuto che in questo momento storico la mia può essere una candidatura vincente. Sono stato scelto per quello che posso dare.

  • Cosa vuol dire candidarsi al Senato e a sua volta fare il senatore?

Sono anni che faccio politica, come sindaco ho lavorato 12 ore al giorno stando sui problemi giorno per giorno, è chiaro che qui ci sono problemi reali di una certa importanza, anche per questo non sono usciti i 5 Stelle, perché non stando sui problemi, non vivendoli non si può parlare dicendo sciocchezze, il problema c’è e va affrontato e qui a L’Aquila sono sempre i soliti che lo risolvono, Cialente, Pezzopane, Lolli ed ora anche Petrucci. Quindi io sono prontissimo. Sono stato il sindaco di tutti gli aquilani, perché una volta che vieni eletto non puoi fare distinzione li sei il sindaco di tutti, non come sta facendo questa amministrazione, per questo che sarò il senatore di tutti. Una volta al senato oltre ad occuparmi di termo, una crisi drammatica, insieme ai compagni ed alla classe dirigente, porrò molta attenzione anche alla Valle Peligna, ovviamente mi occuperò di tutto il territorio.

La mia prima proposta che farò, ma che ho già fatto nelle passate discussioni politiche, è che il 4% dei soldi della ricostruzione del cratere, pubblica e privata, dovranno essere versati con il nostro stesso meccanismo che sta funzionando, ovvero dovrà essere messo per il rilancio economico e produttivo, ad esempio come è accaduto per la Accord Phoenix che aprirà il 5 febbraio. Queste sono misure necessarie per Teramo e per la montagna.

 

  • Qualora fossi eletto, cosa porteresti al nostro territorio in particolare alla città. In sostanza con quale programma ci si candida

A livello nazionale affronterò la grande questione della messa in sicurezza dell’Italia. È una cosa sulla quale ho lavorato tanto andando a tanti convegni. In questo momento il nostro paese ha Casa Italia, il bonus Sisma, ma questo non basta bisogna affrontare seriamente, tramite la proposta, che in tutti gli edifici pubblici ci sia il fascicolo del fabbricato. Ad esempio Rigopiano, io non mi rassegno di una cosa, sono certo che se quella struttura avesse avuto il fascicolo, che non indica solo la struttura dello stabile, ma indica anche dove è collocato se ad esempio vicino il fiume oppure sotto un conoide, come nel caso citato, si sarebbe visto che sotto 4 metri di neve era a rischio valanga. È come la macchina, la spia della temperatura non si accende mai, ma quella volta che si illumina si provvede subito mettendo l’acqua. Poi punterò all’alleggerimento dei lavori pubblici in Italia abbiamo miliardi fermi per la lentezza soprattutto burocratica. Una proposta ce l’ho e riguarda il mio campo professionale, parlo del rischio clinico. Ho fatto questa proposta al precedente governo e la porterò anche al Senato, ed è quello di istituire una commissione d’indagine del perché in Italia i lavori pubblici non camminano. Al momento ci sono 980.000.000 di lavori di edilizia di cui una grande fetta sono i lavori pubblici. Dato che gli uffici responsabili sono tutti, chi se ne occupa il comune, chi la provincia, chi la sovrintendenza, chi il provveditorato delle opere pubbliche, se ne tirano fuori 15 (che siano scuole o chiese o edifici) e le si esamina per capire perché alcuni edifici sono andati di corsa ed altri piano. Ad esempio a L’Aquila, due edifici del tribunale sono andati di corsissima e del ed altre strutture no?! Quindi batterò molto sul discorso della messa in sicurezza del paese. Poi la giustizia che è troppo lenta, il problema è l’anti corruzione che, a mio avviso, è inutile fare leggi e contro leggi si ingolfa il paese, dopo aver fatto il deputato alcune cose non le sapevo, le ho imparate facendo il sindaco non ho la verità in tasca ho il metodo per affrontare il problema. Io sono convinto che se studiamo la storia di 15 opere pubbliche a L’Aquila più la storia di alcuni interventi bloccati di 8-000-000-000 circa a disposizione, per il rischio idrogeologico sul territorio italiano, si fa un’estrazione e si analizza la storia di quel lavoro, si troveranno una serie di passaggi che possono arrivare a far risparmiare un anno di lavori. È importante che si capisca che se cammina l’edilizia è come un motore dell’economia.

Per quanto riguarda il territorio risolvere i problemi legati al terremoto: il problema delle tasse, il rilancio economico e produttivo, la necessità di avere piani strategici di sviluppo, intervenire su alcuni punti centrali la più grave è quella del pedaggio autostradale che incide sulla qualità dello sviluppo del territorio, attraverso una operazione che D’Alfonso ha già avviato. Purtroppo c’è un contratto che fu avviato dal governo Amato ma è stato portato a termine nel 2001 dal governo Berlusconi dove alla regione c’era il centro destra ed il sindaco era Tempesta, che ci ha distrutto ed abbiamo fatto ricorso alla corte costituzionale perché noi siamo l’unica autostrada dove una parte dei proventi anziché andare al M.I.T. (il ministero delle infrastrutture) vanno a l’A.N.A.S. che con i nostri soldi ci fa le strade in tutta Italia. Purtroppo il problema è che è una legge per di più segretata, vuol dire che non se ne conoscono i termini perché segreto di Stato. Ovviamente tutto ciò che ha avviato la regione verrà portato a termine. Certo c’è un’altra cosa, il politico ha delle idee ma deve anche accogliere i problemi quotidiani che gli pone il cittadino.

Io dalla mia parte ho un grande vantaggio: grande esperienza, conoscenza dei meccanismi, e cosa importante in politica sono i rapporti.

Ho dato del tu a tutti da Berlusconi in giù, questo perché mi conoscevano e li conoscevo e questo sicuramente è utile alla regione, e per alcuni aspetti, anche al paese. In queste ultime ore sono stato chiamato da ingegneri e dai presidi delle facoltà d’ingegneria proprio perché sono a conoscenza della mia battaglia di messa in sicurezza dell’Italia.

 

  • Alcune persone non hanno più voglia di votare perché “sfiduciati dal sistema”, oltretutto il voto è un diritto ma anche un dovere, quindi rinunciando a questo diritto/dovere cosa comporta?

Io capisco che ci sia disillusione, e che molti siano arrabbiati l’ho passato in prima persona durante il periodo post terremoto. Quando la barca trova la bufera, si balla terribilmente col rischio di affondare, la stessa cosa è accaduta quando cadde il governo Berlusconi, spesso i passeggeri e membri dell’equipaggio sono spaventati ed arrabbiati, soprattutto i più deboli, ad esempio come la canzone Titanic di De Gregori, se la prendono con il comandante della nave, ed è normale. Io questo lo capisco benissimo che se la prendono con chi ‘guida’, ed è comprensibile anche quando le persone dicono ‘sono tutti uguali’, che non è assolutamente vero, io non sono come gli altri politici. Chi non va a votare è come se venisse portato ad una stazione di una grande città e decidi dove andare o almeno dove vorresti andare, fai il biglietto anche se quel treno non parte o non passa, ma almeno hai il biglietto perché avevi chiaro dove volevi andare. Chi non vota, è come se stando alla stazione, venisse preso di peso da qualcun altro e lo facesse salire sul treno, ignaro di quale sia la destinazione. Facciamo un altro esempio un amico organizza una gita e c’è quello che dice ovunque si va mi va bene accettando passivamente le scelte altrui. È troppo comodo lavarsene le mani, come dire che non si ha un’ideale, una speranza. La mia candidatura serve anche per dare speranza perché la gente sa che se mi chiama mi troverò, conta che il mio cellulare ce l’hanno tutti.

Conta che ci sono persone che mi chiamano convinte che io sia ancora il sindaco. Io posso non piacere, ma ho le mie idee ben chiare e la mia storia, ma bisogna stare attenti ad andare dietro ad alcune parole che si sentono in questi giorni in tv.

Un esempio, parliamo degli sprechi, una riduzione di tutti i vitalizi dei parlamentari e anche i vitalizi regionali e di altri incarichi, che oltretutto quelli regionali dovevano essere aboliti ma, guarda caso, è stato bocciato dai 5 Stelle e dovevano scendere allo stipendio da Sindaco che a L’Aquila erano 2.380€ al mese, se si cancellasse tutto ciò il paese risparmierebbe 100.000.000 annui. Attenzione, i parlamentari ricevono tutti i privilegi delle pensioni baby, di quando in passato di quando si andava in pensione con 14 anni 6 mesi 1 giorno di lavoro, gente con pochi contributi ma pensioni esorbitanti. Quindi lamentarsi ora non serve.

  • Sempre per rimanere in tema, spesso si fanno dei paragoni con i paesi del Nord Europa, uno fra tutti la Germania, per la qualità della vita ad esempio: perché il nostro paese non riesce ad avere quei livelli di vita???

Già essere tedeschi ed italiani è una differenza. Dipende molto da noi cittadini, ad esempio la nostra evasione fiscale è spaventosa, ovviamente il sistema fiscale va rivisto, anche la mancanza di senso civico, e cosa importante c’è una parte del paese che è fuori dal controllo dello stato, sotto la malavita organizzata che poi si riconduce anche all’evasione fiscale, traffici illeciti e via dicendo.

Inoltre ci portiamo dietro un altro grande problema, in passato abbiamo fatto le cicale, ricordo che da ragazzino c’era il C.A.F. Craxi – Andreotti – Forlani, decisero di andare con il debito pubblico, in sostanza si dava molto, il debito cresceva, la lira si svalutava, la Malfa ne morì di crepacuore per questa situazione, e Craxi disse la famosa frase: “La nave va”. Ad oggi siamo richiamati a rientrare dal debito pubblico, perché tempo fa il mondo era lento, l’Italia aveva i suoi confini e l’Europa aveva poche regole, e non esisteva la globalizzazione al giorno d’oggi è diverso, il mondo è diventato piccolo. Il che vuol dire che oggi con le grandi potenze come la Cina e la Corea Del Sud da soli non ce se la farebbe. Quello che questo paese deve fare è regolare i conti. Basti pensare che un operaio tedesco lavora meno di un italiano ma produce di più perché vi è una diversa organizzazione soprattutto sull’amministrazione pubblica. Il paese ha le potenzialità per arrivare ad un ottimo livello. Il problema maggiore qui è il lavoro, e si crea rendendo più rapidi i processi di pubblica amministrazione, oggi bisogna andare sui nuovi lavori, ma se pensi che hanno aperto un bar completamente automatizzato senza barista, questo in Giappone, è un segnale che alcuni lavori saranno destinati a scomparire, ed è per quello che bisogna puntare su altro.

  • Vuole aggiungere altro a quanto già detto prima?

È la politica che decide tutto, dalla sveglia del mattino per andare a scuola, al lavoro a tutto, l’unica cosa che hai scelto tu è il colore delle pantofole, il tipo di dentifricio ed il colore dello spazzolino. Bisogna rendersi conto che la vita è scandita dalle scelte politiche. C’è un 40% delle persone che non si sforzano neanche di capire la politica, o non vogliono, e non votano. Un altro problema grande è che con i % Stelle sta passando un fenomeno sociale pericoloso, ed è che chiunque anche senza una preparazione politica adeguata può dire tutto, un esempio sono i vaccini.

Sui vaccini parla Di Maio che non ha una preparazione specifica, ma come si può parole di un qualcosa del genere senza essere un medico/immunologo che ha passato anni a studiare su questi argomenti, che si confronta a livello internazionale, che scrive pubblicazioni. È come se ci si arrogasse il diritto di parlare di tutto pur non avendo le conoscenze adeguate, ad esempio io per iniziare a capire qualcosa in merito alla sicurezza dei fabbricati la notte, dopo essere rientrato dal comune, mi mettevo a studiare e non sui siti improbabili ma su documenti ufficiali degli ordine degli ingegneri, ordine degli architetti nel sito dell’istituto Superiore dei Lavori Pubblici, non vado di certo a studiare l’articolo di quell’economista che poi scopri essere un commercialista in Svizzera ma parla del debito pubblico Italiano. E questo è un grave danno, anche perché ai miei figlio ai vostri figli cosa gli insegniamo, che non importa quanto abbia studiato che tanto può parlare di qualunque cosa anche non di sua competenza? Questo va a minare profondamente la coscienza del paese.

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