Elezioni Nicaragua: aperti i seggi per le presidenziali

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Elezioni Nicaragua

Oggi, 7 novembre, si svolgono le elezioni in Nicaragua. I cittadini sono chiamati alle urne per eleggere il prossimo presidente. Le elezioni sono considerate una “farsa” per la comunità internazionale. Il presidente uscente, Daniel Ortega, ha infatti incarcerato tutti i suoi rivali, aprendosi la strada per il suo quinto mandato.

Elezioni Nicaragua: cos’è successo?

Oltre 4,3 milioni di elettori sono chiamati oggi alle urne in Nicaragua per le elezioni presidenziali e legislative. La comunità internazionale ha criticato queste elezioni, affermando che sono una “farsa”. Il presidente uscente, Daniel Ortega, in cerca di un quinto mandato, ha ampliato la sua presa potere incarcerando decine di leader dell’opposizione. Il governo di Ortega ha eliminato almeno sette aspiranti candidati presidenziali contro il suo partito. Tra questi vi è anche Cristina Chamorro, figlia dell’ex presidente Violeta Chamorro. La polizia ha inoltre imprigionato quasi 40 esponenti di spicco dell’opposizione, importanti dirigenti d’azienda, giornalisti e persino alcuni degli ex alleati di Ortega. L’unica opposizione del presidente è ora rappresentata da cinque candidati meno noti di piccoli partiti allettati. I cittadini dovranno anche eleggere 92 seggi del Congresso unicamerale.  

La presa di potere da parte di Ortega

La svolta autoritaria di Ortega è arrivata nel 2018, quando ha annullato le proteste, in gran parte pacifiche, iniziate per i tagli alla spesa. Le autorità nicaraguensi hanno ucciso più di 300 persone e ferite oltre un migliaio.  L’anno scorso, il partito al governo ha introdotto una nuova legge che criminalizza il dissenso e negli ultimi mesi ai giornalisti stranieri è stato vietato l’ingresso nel Paese. Il mese scorso il segretario di Stato americano Antony Blinken ha deplorato le “elezioni fittizie“, accusando Ortega e il suo vice Murillo di cercare una “dinastia autoritaria”. La scorsa settimana, i funzionari statunitensi hanno affermato che sono state prese in considerazione nuove sanzioni contro il governo di Ortega, un sentimento condiviso anche dai leader dell’Unione europea, oltre che dalla futura revisione dello status del Nicaragua nel patto commerciale regionale CAFTA.

Molti analisti sono preoccupati non tanto per le elezioni, ma per cosa succederà dopo. “La domanda non è cosa accadrà il 7 novembre. Ma quanto fortemente gli USA e le altre democrazie reagiranno l’8 novembre”, ha detto Jason Marczak, un ricercatore dell’Atlantic Council con sede a Washington specializzato in politica centroamericana.


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