Elezioni di midterm: vincono i Democratici , ma solo parzialmente.

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Dopo 8 anni i Democratici tornano alla camera, mentre il Senato si riconferma Repubblicano.

Affluenza record, notevole numero di donne elette alla Camera – ben 84 su 435 seggi, vittoria per la prima volta nella storia una musulmana (Rashida Tlaib nel  Michigan) un omosessuale (Jared Polis nel Colorado) e la più giovane candidata di sempre: (Alezandria Ocasio-Cortez eletta a New York a soli 29 anni) questi sono i fatti che hanno caratterizzato le elezioni di Midterm conclusesi questa notte negli States.

COSA SONO LE MIDTERM ELECTION?

Le  elezioni di midterm, si svolgono ogni quattro anni (solo negli anni pari), due dopo dell’elezione del presidente, il primo martedì del mese (dopo il primo lunedì).

Il loro scopo oltre  a indicare quello che è l’attuale indice di gradimento del Presidente e prevedere come potrà proseguire la sua legislatura; le elezoni di mid term rieleggono l’intera Camera dei Deputati (436) il cui mandato dura due anni, un terzo del Senato (32/33 di 100) il cui mandato dura sei anni e 36 nuovi Governatori.

Al Senato ciascuno Stato possiede due seggi, eletti secondo il sistema maggioritario mentre alla Camera i seggi sono ripartiti in base alla densità di popolazione dello Stato e vengono eletti -quasi tutti- con il metodo uninominale.

Prima di queste elezioni, sia Camera che Senato erano ad appannagio dei Repubblicani di Trump; la prima con 235 deputati su 435 e la seconda con 51 senatori su 100.

I SONDAGGI

A qualche giorno dal voto i sondaggi davano la vittoria dei democratici; attribuendo una certa rilevanza al voto di minoranze etniche, di donne bianche laureate e uomini bianchi non laureati; come si può evincere dai dati publicati dal “the brookings institutions” e “wall street journal” infatti sembra che i primi due esprimono la loro preferenza a favore dei democratici, mentre i secondi con i republicani  di Trump. Questo primo risultato lascia intendere come il livello di istruzione e cultura influisca sulla scelta di candidati con ideali più o meno estremi.

 

I RISULTATI

I risultati, confermano almeno in parte quello che erano stati i sondaggi degli ultimi giorni. Tra le sfide più avvincenti  ci sono: quella tra il repubblicano Ted Cruz e il democratico Beto O’Rourke in Texas, dove ha avuto la meglio il primo; anche in Florida vince  il repubblicano Ron De Santis contro Nelson. In California a vincere è l’ex sindaco di San Francisco il democratico Gavin Newson; mentre in Kentucky  ad avere la meglio è stato il repubblicano Andy Barr.  

ANALISI

Per quanto il risultato sembrasse costato è stata comunque una sfida all’ultima scheda. La vittoria dei democratici alla Camera forse è il segnale che gran parte del popolo non sembra apprezzare particolarmente le politiche troppo estreme di Trump tra tutte spicca questione dell’immigrazione proveniente dal Messico, la reintroduzione dei dazi e il non aver rispettato alcune delle promesse elettorali, primo fra tutti la non abolizione del Obamacare. Senza contare i fatti successi a ridosso delle elezioni: quali le dure sanzioni impartite all’Iran- entrate in vigore proprio il giorno prima delle elezioni e l’elezione di Kavanaugh come giudice della Corte Suprema, dopo le presunte accuse di stupro mossegli dalla Ford.

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