Elezioni: la sinistra punta sulla scuola, la destra sulla Patria

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Elezioni: la sinistra punta sulla scuola, la destra sulla Patria

Si avvicina il giorno delle elezioni. La corsa alle elezioni è iniziata ufficialmente oggi con la consegna dei simboli presso il Viminale. I vari partiti hanno anche iniziato a presentare i loro programmi. La sinistra punta sulla scuola, mentre le destra sulla Patria.

Elezioni: la sinistra punta sulla scuola

La corsa alle elezioni politiche del 25 settembre è iniziata ufficialmente. Da oggi 12 agosto fino alle 16:00 del 14 agosto i partiti devono consegnare i simboli presso il Viminale. Anche la campagna elettorale è entrata nel vivo e le varie forze politiche stanno presentando i loro programmi. La coalizione di sinistra ha presentato un programma incentrato sulla scuola. “Per noi davanti a tutto, trasversalmente, ci sarà la scuola, con il piano ‘Conoscere è potere’, con cui vogliamo investire 10 miliardi di euro in 5 anni. Le nostre priorità sono lavoro, ambiente, diritti, ma la scuola siamo noi come popolo”, ha detto il segretario del PD Enrico Letta.  Il piano della sinistra punta ad aumentare gli stipendi degli insegnanti, avere una scuola di infanzia obbligatoria e gratuita, scuole sostenibili e sicure, trasporti e libri di testo gratuiti, mense gratuite, aumentare il numero dei docenti di ruolo, investire nelle materie STEM e creare un Fondo nazionale per integrare il finanziamento regionale per i viaggi-studio, le gite scolastiche, il tempo libero e l’acquisto di attrezzature sportive e strumenti musicali.

Il programma della destra: prima la Patria

Il programma della coalizione di centrodestra si concentra invece principalmente sulla difesa della Patria e sulla flat tax. Il piano si divide in 15 punti. Il primo punto si concentra sulla politica estera e sottolinea che l’Italia fa parte dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica. Nei punti successivi vengono dettagliate le proposte per le infrastrutture strategiche, le riforme istituzionali, un fisco equo e i sostegni alle famiglie. In questi punti si discute del ponte sullo Stretto, dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, del riconoscimento delle Autonomie, della riforma del processo civile e penale e della flat tax. Il programma poi parla della difesa del lavoro, con in primis il taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori, del Made in Italy, di energia e ambiente nel rispetto degli impegni assunti dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici e della scuola, dove in primis puntano a rivedere il senso meritocratico e professionalizzante del percorso scolastico. La parte più corposa del programma riguarda il contrasto dell’immigrazione illegale. Per fare questo, chiedono la riattivazione dei Decreti sicurezza.

I programmi elettorali a confronto

Fra i tre principali blocchi elettorali sussistono, ovviamente, delle importanti differenze, che includono diversi aspetti.  Tra questi, per quanto riguarda le tasse, il centrodestra propone la flat tax anche per i lavoratori dipendenti, mentre il Partito Democratico chiede la rimodulazione dell’Irpef, la parità salariale e 10mila euro ai diciottenni. Il Movimento 5 Stelle, invece, chiede aiuti per imprese e famiglie, salario minimo e cashback fiscale.

Sul fronte migranti, il centrodestra chiede un blocco navale. Centrosinistra, “terzo polo” e M5S si dicono invece favorevoli a un piano di accoglienza. Nel programma sull’energia, Lega, FdI e Forza Italia vogliono privilegiare il nucleare, il rigassificatore e il termovalorizzatore. La sinistra, invece, dice no ai rigassificatori ma sì alle rinnovabili. Il M5S, in particolare, è anche contrario al termovalorizzatore. Infine, per quanto riguarda il PNRR, il centrodestra intende rivedere tutti e 55 gli obiettivi previsti dal Piano, mentre la sinistra, in particolare il “terzo polo”, vuole proseguire con l’agenda del governo Draghi.


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