Elezioni in Libia vicine ad un rinvio

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Elezioni in Libia

Le prime elezioni democratiche in Libia sono vicine ad un rinvio. Le elezioni sono previste per il 24 dicembre. Tuttavia i vari dissidi giudiziari tra i vari candidati stanno mettendo in pericolo lo svolgimento delle elezioni.

Elezioni in Libia sono sempre più vicine ad un rinvio?

Sono sempre più incerte le prime elezioni democratiche in Libia. A causa dei dissidi giudiziari tra i vari candidati e tra le fazioni e le forze politiche che lo rappresentano, le elezioni, previste per il 24 dicembre, potrebbero essere rimandate. Alcuni principali leader si sono riunti nel tentativo di salvare le elezioni. Nei giorni scorsi diversi candidati hanno tenuto colloqui nel tentativo di trovare un compromesso per salvare la data del 24 dicembre, concordata con l’ONU. Secondo diversi analisti, tuttavia, il principale problema sono i candidati. Si sono infatti presentati quasi 100 candidati e quelli di più alto profilo sono tutti controversi.

C’è il generale Khalifa Haftar, capo dell’esercito che ha assediato Tripoli nel tentativo di conquistare tutto il Paese. La commissione elettorale ha accettato la sua candidatura, tuttavia sono stati presentati numerosi ricorsi contro di lui. Poi c’è Saif al-Islam Gheddafi, figlio del dittatore deposto Muammar Gheddafi. Inizialmente la commissione ha rifiutato la sua candidatura, ma Gheddafi jr ha fatto ricorso ed è riuscito a farsi ammettere tra i candidati. Tuttavia sono stati presentati ulteriori ricorsi contro di lui. Infine c’è Abdul Hamid Dbeibah, il primo ministro ad interim, che prima aveva promesso di non presentarsi alle elezioni e poi ha cambiato idea. La commissione ha accettato la sua candidatura, ma anche in questo caso i rivali hanno fatto ricorso.

Con i numerosi ricorsi in atto la commissione elettorale ha affermato di non poter annunciare i nomi dei candidati approvati. Le fazioni rivali si sono accusate a vicenda di intimidire o corrompere funzionari giudiziari per garantire il reintegro dei loro candidati e la commissione sta cercando di vedere se le decisioni erano valide.

Le preoccupazioni delle potenze straniere

Le potenze straniere temono anche che lo slancio generale verso la democrazia possa dissiparsi. A breve termine dovranno concordare se il governo ad interim continuerà o meno per colmare il vuoto politico ed evitare il ritorno alla guerra civile. L’ambasciatore degli USA in Libia, Richard Norland, ha affermato che il ritardo delle elezioni metterebbe il Paese alla mercé di coloro che preferiscono “il potere dei proiettili al potere del voto”.


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