Elezioni in Islanda: riconteggio toglie maggioranza alle donne

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Elezioni in Islanda

Nelle elezioni in Islanda è sfumato il sogno di aver il parlamento a maggioranza femminile. Un riconteggio dei voti ha infatti assegnato 30 seggi invece di 33 alle candidate femminili. Questo dato rappresenta comunque un record. Con il 48% di rappresentanza, quello islandese diventa il parlamento europeo con il maggior numero di donne.

Elezioni in Islanda: le donne perdono la maggioranza?

In Islanda, paese noto per le sue norme sull’uguaglianza di genere, è sfumato il sogno di aver un parlamento a maggioranza femminile. I primi risultati avevano mostrato che le donne avevano vinto 33 seggi nel parlamento su 63. Un vero record. Nessun paese europei infatti aveva mai superato il 50% di eletti di sesso femminile. Ma dopo un riconteggio la speranza di avere il primo parlamento europeo a maggioranza femminile si è infranta. Secondo quanto riportato dall’emittente statale RUV, il riconteggio avrebbe assegnato “solo” 30 seggi alle candidate donne. Questo dato tuttavia rappresenta ancora la più alta rappresentanza di donne in un parlamento europeo con quasi il 48%, davanti a Svezia e Finlandia con rispettivamente il 47% e il 46%.

Nelle elezioni di domenica in Islanda la coalizione destra-sinistra ha confermato la sua maggioranza, ma i Verdi della premier Katrin Jakobsdottir hanno perso un seggio. Mentre il centrodestra del Partito del progresso ne ha guadagnati cinque. Insieme ai seggi vinti dai conservatori del Partito dell’Indipendenza, la coalizione conta 37 deputati.


Elezioni Islanda: coalizione di governo ottiene maggioranza


Islanda: il paese con la maggiore parità al mondo

L’Islanda, un’isola del Nord Atlantico di 371.000 persone, è stata classificata dal World Economic Forum per più di un decennio il paese con la maggiore parità di genere al mondo , sulla base di misure quali opportunità economiche, istruzione, salute e leadership politica. Ha persino migliorato il suo punteggio complessivo lo scorso anno in un momento in cui i progressi globali hanno ristagnato durante la pandemia.