Elezioni in Irlanda post Brexit: il partito nazionalista potrebbe giocare un ruolo chiave

Secondo gli ultimi sondaggi il Sinn Féin, partito nazionalista di sinistra potrebbe giocare un ruolo chiave nelle elezioni parlamentari dell'8 Febbraio e sconvolgere gli assetti di governo

0
250
Sinn Fein leader Mary Lou McDonald speaks at a press conference at Wynn's Hotel in Dublin. (Photo by Niall Carson/PA Images via Getty Images)

Oggi in Irlanda si terranno le elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento dopo una serie di crisi del Governo ormai in minoranza del Primo Ministro Irlandese, il conservatore Leo Varadkar.

Secondo gli ultimi sondaggi, il Sinn Féin, o SF (“noi stessi” in gaelico), partito nazionalista di sinistra i cui oppositori associano all’IRA, per la prima volta nella storia della Repubblica potrebbe aggiudicarsi la chance di ottenere un ruolo chiave al governo: i dati raccolti da PoliticoIrish TimesFinancial Times mostrano dei risultati – se non propriamente uguali – almeno simili nel classificarlo come secondo se non addirittura primo partito d’Irlanda. 

Leo Varadkar sembra aver perso popolarità tra gli elettori, molti dei quali lo ritengono “arrogante”.

L’attuale Primo Ministro irlandese, Leo Varadkar

I tradizionali partiti conservatori susseguitisi fin dagli anni ’30 nella conduzione dell’Irlanda sono tallonati, negli ultimi decenni, dal Sinn Féin, da sempre a favore della riunificazione dell’isola e dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. 

Terzo partito, affermatosi soprattutto in Irlanda del Nord, il SF ha visto incrementare esponenzialmente i propri consensi – in particolare dei giovani irlandesi – dalla grave crisi economica del 2008 fino al boom a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Europa con la Brexit.

Secondo gli ultimi sondaggi, il Sinn Féin sarebbe in vantaggio col 25% delle preferenze, seguito a ruota dal Fianna Fail, il maggior partito di opposizione. Al terzo posto il Fine Gael, partito dell’attuale Primo Ministro Leo Varadkar. 

Tuttavia, vanno considerati alcuni aspetti che potrebbero condizionare il successo del Sinn Féin alle parlamentari dell’8 Febbraio.

Innanzitutto, il partito si è presentato profondamente diviso e ha proposto un esiguo numero di candidati rispetto ai propri avversari politici: solo 42 contro gli 84 del Fianna Fail e gli 82 del Fine Gael, per i 159 seggi totali da assegnare.

In secondo luogo, sconta ancora la sua affiliazione all’IRA, discussa organizzazione militare indipendentista, conclusasi solo nel 1998 con l’Accordo del Venerdì Santo.

Inoltre, la crescita dei consensi potrebbe spingere i due maggiori partiti di centrodestra a trovare un’intesa di governo con l’appoggio dei Verdi o dei Laburisti.

Le urne resteranno aperte fino alle 22 locali.

La leader del Sinn Féin, Mary Lou McDonald, ha commentato: “è stata una campagna difficile, impegnativa ma davvero piacevole”, chiedendo agli elettori di dare al suo partito l’opportunità di poter fare la differenza per l’Irlanda.

Mary Lou McDonald, leader del Sinn Féin

Ad ogni modo, non può tralasciarsi la considerazione che il recente successo del partito radicale possa leggersi come una richiesta di cambiamento da parte della popolazione irlandese e possa costituire un monito che assume una certa rilevanza soprattutto perché successivo alla recente uscita del Regno Unito dall’Eurozona. 

I SONDAGGI DI EUROPE ELECTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here