Elezioni in Cile: vincono sinistra e indipendenti

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Elezioni in Cile

Al termine delle elezioni in Cile, durate due giorni, la sinistra ha conquistato la maggioranza dei 155 seggi dell’Assemblea costituente. L’Assemblea è chiamata ora a redigere una nuova costituzione, che sostituirà quella in vigore, imposta nel 1980 dalla dittatura del generale Augusto Pinochet. Con il 90% dei voti scrutinati, il 40% dei 155 seggi risulta assegnata a candidati indipendenti e lontani dai partiti tradizionali. Tra questi ultimi, il blocco delle sinistre (Partito comunista, Lista Apruebo, e Apruebo Dignitad) ha ottenuto il 33,2%. Mentre la lista delle destre, Vamos por Chile, si è fermata al 20,8%. I seggi saranno distribuiti in modo equo tra uomini e donne e 17 seggi saranno riservati alle comunità indigene.

Elezioni in Cile: cos’è successo?

Sabato 15 e domenica 16 maggio in Cile si sono tenute le elezioni che i giornali nazionali hanno soprannominato le “megaelezioni”. Gli elettori cileni sono stati chiamati per eleggere contemporaneamente sindaci, assessori e governatori delle regioni. Ma soprattutto i 155 componenti dell’Assemblea costituente, che avrà il compito di riscrivere la Costituzione. Queste elezioni sono considerate le più importanti nella storia del paese dopo il plebiscito del 1988, nel quale il 56% dei cileni votò contro il prolungamento del governo del dittatore Augusto Pinochet.  In totale i candidati che hanno partecipato alle elezioni sono 16.730. I cileni hanno votato per eleggere sindaci e consiglieri di 346 comuni e i governatori di tutte e 16 le regioni del Cile. Le attenzioni maggiori sono state rivolte ai 155 futuri membri dell’Assemblea costituente, che avrà nove mesi di tempo per presentare il nuovo testo della Costituzione.  

Indipendenti conquistano la maggioranza dei seggi

Al termine di due giorni di votazioni, la sinistra ha conquistato la maggioranza dei 155 seggi dell’Assemblea costituente. Con il 90% dei voti scrutinati, il 40% dei 155 seggi risulta assegnata a candidati indipendenti. Il blocco delle sinistre ha ottenuto il 33,2% dei voti, mentre la lista delle destre si è fermata a 20,8%. I seggi saranno distribuiti in modo equo tra uomini e donne e 17 seggi saranno riservati alle comunità indigene.

Secondo una proiezione fatta dagli analisti della CNN Chile, nella nuova Assemblea faranno parte 37 di “Chile Vamos”, 27 di “Apruebo Dignidad” (Frente Amplio più Partito comunista), 25 di “Apruebo” (socialisti, PPD e Democrazia cristiana), e uno della lista del “Partido Humanista”. La rappresentanza più ampia sarà senza dubbio quella degli eletti come indipendenti, che saranno 48, e che sono gli interpreti del movimento che a partire del 19 ottobre 2019 espresse nelle strade il proprio disagio nei confronti della classe politica tradizionale, chiedendo cambiamenti radicali. La coalizione di centrodestra che governa in Cile, guidata dal presidente Sebastián Piñera, ha preso una grossa batosta.

Le dichiarazioni di Piñera

Dopo la diffusione dei risultati, Piñera ha affermato: “La cittadinanza ha mandato un messaggio forte e chiaro, al governo e a tutte le forze tradizionali. Non siamo sintonizzati in maniera adeguata con le richieste e i desideri dei cittadini. È nostro dovere ascoltare con umiltà e attenzione il messaggio della gente”. A molti, comunque, le parole di Piñera sono sembrate poco credibili.  Il presidente e i membri del suo governo sono infatti stati ampiamente criticati per “mancanza di empatia” verso i manifestanti, soprattutto per alcune dichiarazioni fatte nei primi mesi delle proteste che avevano lo scopo di minimizzare i problemi delle classi meno abbienti del Cile.


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