Le elezioni per il parlamento europeo avranno luogo in Spagna domenica 26 maggio, come in Italia. L’apporto della Spagna al Parlamento Europeo saranno 59 deputati, eletti in una circoscrizione unica, con un sistema proporzionale con liste bloccate e senza soglia di sbarramento.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e la sua conseguente mancata partecipazione alle Elezioni Europee hanno comportato una riduzione del numero dei parlamentari europei da 751 a 705, una riduzione minore degli effettivi 73 scranni che spettavano al Regno d’oltremanica. Alcuni stati membri aumentano quindi la propria rappresentanza a Strasburgo. Tra questi la Spagna, che passa dall’eleggere 54 deputati all’eleggerne 59.

I principali partiti spagnoli hanno già cominciato a intavolare le trattative: pare, infatti, che i socialdemocratici di Unidos Podemos, quelli di Izquierda Unida e gli ecologisti di sinistra di Equo correranno insieme alle elezioni del 2019.

Pedro Sanchez, capo del governo spagnolo e leader del PSOE

Si configurano però anche coalizioni di partiti minori che, approfittando della mancanza di soglia di sbarramento, puntano a portare i loro rappresentanti nell’emiciclo europeo; è il caso dei movimenti autonomisti di Galizia, Paese Baco e Catalogna: nella coalizione Los Pueblos Deciden, già presente alle scorse elezioni, il Bloque Nacionalista Gallego e Euskal Herria Bildu mirano a cooptare Esquerra Republicana, eminente rappresentate dell’autonomismo catalano che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi anni.

Santiago Abascal, fondatore e leader di Vox

Anche l’estrema destra spagnola, quantomeno quella tradizionale, sembra intenzionata a presentarsi unita alle elezioni con la coalizione ADÑ Identidad Española, in cui trovano la propria casa politica la FE-JONS, che si rifà all’esperienza originale del nazional-sindacalismo di Primo de Rivera, FE- La Falange, Alternativa e Democracìa Nacional.

Il PSOE probabilmente correrà da solo o comunque senza grandi partiti come alleati. Il Partido Popular della nuova linea di Pablo Casado, successore di Mariano Rajoy alla guida del centrodestra spagnolo, invece, starebbe cercando di tessere alleanze con Ciudadanos di Albert Rivera, uno dei partiti che si sono distinti per l’opposizione all’indipendenza catalana e per il fervore nel chiedere l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, e guarderebbe con interesse alla crescita dei consensi di Vox.

Pablo Casado, leader del PP

Proprio Vox, il partito fondato da Santiago Abascal dopo una scissione dallo stesso PP, potrebbe essere la maggiore sorpresa di questa tornata elettorale iberica, dopo anni di confino ai margini della vita politica Vox è giunto in prima linea alle elezioni in Andalusia, dove il partito di estrema destra ha ottenuto 12 rappresentanti con il 10,97% dei consensi contestualmente al crollo del PSOE, tradizionale partito del centrosinistra spagnolo dal 35,43% delle scorse elezioni al 27,95%, percentuale che testimonierebbe uno scarso indice di gradimento per il governo Sanchez in uno dei feudi tradizionali del partito.

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