Elezioni anticipate in Libano previste per marzo

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Elezioni anticipate in Libano previste per marzo

Il parlamento del Libano ha confermato che le elezioni anticipate sono previste per il giorno 27 marzo. Nel corso della sua prima riunione dopo la conferma del primo ministro Mikati si è inoltre stabilito che anche gli espatriati possono votare. Quest’ultima decisione risulta controversa sia per l’opinione pubblica che per molti analisti.

Per quando sono previste le elezioni anticipate in Libano?

Il parlamento libanese ha dichiarato che le elezioni anticipate avranno luogo il 27 marzo. Trattasi di una notizia che arriva nel corso della prima riunione parlamentare dalla conferma del primo ministro Najib Mikati, avvenuta a settembre. Ma l’arrivo di una data definitiva in cui i libanesi saranno chiamati alle urne non è l’unica notizia che giunge dal palazzo dell’Unesco di Beirut. Il parlamento ha infatti stabilito che anche gli espatriati libanesi potranno prendere parte alle elezioni anticipate. Altri argomenti su cui ci si aspettava il parlamento discutesse riguardano l’elezione di nuovi capi di commissione e l’introduzione delle quote per le donne nella legislatura.

Il voto agli espatriati: una questione controversa

Proprio in vista di questa chiamata alle urne si è acceso un dibattito nell’ambito del permesso agli espatriati di votare. Per molti, infatti, si tratta di una decisione controversa, dal momento che potrebbe far pendere l’ago della bilancia in un sistema politico che al momento risulta essere molto delicato. Gli analisti ritengono che la diaspora libanese potrebbe essere portata a rifiutare i partiti politici tradizionali del Paese. Questa discussione risulta ancora più al centro dell’attenzione se si considera che un considerevole numero di cittadini libanesi ha lasciato il Paese negli ultimi due anni.

Già da tempo l’opposizione chiedeva queste elezioni

Le elezioni anticipate sono parte di una lunga lista di richieste da parte di diversi gruppi di opposizione, frutto delle rivolte verificatesi nell’ottobre 2019. Tuttavia, con l’esplosione del porto di Beirut nell’agosto 2020 molti dei principali partiti politici avevano spinto affinché il voto fosse portato avanti, poiché avrebbe rappresentato l’unica via d’uscita dalla crisi. Ad obiettare particolarmente contro queste elezioni è stato il capo del Movimento Patriottico Libero, Gebran Bassil. Quest’ultimo aveva affermato che l’autorità meteorologica aveva avvertito di probabili tempeste il giorno delle elezioni, cosa che avrebbe frenato l’accesso alle urne. Aveva dunque promesso di prendere in mano la situazione e apportare una modifica alla data delle elezioni. La votazione era infatti inizialmente prevista per maggio.


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