Elezioni 2018: ecco dove si sono candidati i leader dei vari partiti

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Anche se non ci sono scontri diretti tra i big della politica, sono tanti i «match» interessanti che si consumeranno oggi nei collegi (232 alla Camera e 116 al Senato), dove vince chi arriva primo. Quasi tutti i leader e ministri in campo sono «protetti», ad ogni modo, da una serie di «paracadute» nel listini proporzionali che ne assicureranno l’ingresso in Parlamento anche in caso di sconfitta sul territorio.

Gentiloni a Roma, Renzi a Firenze
Il premier Paolo Gentiloni corre alla Camera nel suo collegio di residenza nella Capitale (Roma 1); a sfidarlo per il M5s c’è Angiolino Cirulli, un imprenditore che ha perso il proprio investimento in Banca Etruria dopo il crac dell’Istituto. In corsa per il centrodestra Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione Lazio con la giunta Polverini, nonché Filippo Miraglia di Leu, vicepresidente nazionale dell’Arci. Il premier è capolista anche in due listini proporzionali: nelle Marche e in Sicilia. Il segretario del Pd Matteo Renzi candidato a Firenze Centro al Senato, se la vedrà con l’economista di centrodestra “no euro” Alberto Bagnai. Mentre per il M5s corre l’avvocato Nicola Cecchi: quest’ultimo non solo ha avuto la tessera Dem nel 2016, ma su Facebook annunciò anche il suo sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. Il segretario dem ha due “paracadute” proporzionali: uno in Campania e uno in Umbria.

Sfida Di Maio-Sgarbi in Campania
A sfidare il leader M5s Luigi DI Maio (capolista anche in un listino proporzionale in Campania) nel collegio di Acerra per un seggio a Montecitorio c’è lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi schierato dal centrodestra. Più defilati il dem Antonio Falcone, sindaco di S.Vitaliano, e l’ex segretario Pd a Casal di Principe Carlo Corvino ora con Leu. Interessante anche lo scontro a Pesaro tra il ministro dell’Interno Marco Minniti(capolista anche in due listini: in Campania e Veneto) e il giovane e autoctono ex portavoce M5s Andrea Cecconi. Quest’ultimo è nella lista dei «ripudiati» per il caso «rimborsopoli».

Salvini corre solo nel proporzionale
Niente collegi uninominali per Matteo Salvini, bensì cinque posti da capolista in listini proporzionali al Senato (Calabria 1, Lazio 1 (Roma), Lombardia 4 (Milano), Liguria 1, Sicilia 2). Giorgia Melonisi candida per la Camera a Latina, città tradizionalmente di destra, dove si confronterà con il deputato uscente del centrosinistra Federico Fautilli (+Europa) e, per Leu, con Tommaso Conti, ex sindaco di Cori, anche lui un transfuga del Pd. Anche per lei paracadute proporzionale garantito: è capolista in cinque listini (tre nel Lazio, uno in Lombardia e uno in Sicilia).

Grasso a Palermo e Bonino a Roma
Tra i leader di partito Pietro Grasso (Liberi e Uguali) corre al Senato nella sua Palermo (Centro); contro di lui M5s schiera, Steni Di Piazza, cattolico aderente al movimento dei focolarini, direttore della filiale di Banca Etica a Palermo; per il Pd Teresa Piccione, deputata uscente e segretaria cittadina. A Grasso sono stati riservati tre posti come capolista nel proporzionale (due nel Lazio e uno in Sicilia). Emma Bonino (+Europa) è schierata con il centrosinistra nel collegio del Senato di Roma Gianicolense. Contro di lei Federico Iadicicco, responsabile “vita e famiglia” di Fratelli d’Italia, l’avvocato M5s Claudio Consolo e, per Leu, Laura Lauri, presidente di Sinistra italiana. La leader radicale figura in cinque listini proporzionali (due in Lazio, due in Veneto e uno in Puglia: in tre casi come capolista).Beatrice Lorenzin, (Civica popolare) se la vedrà a Modena per un seggio alla Camera con l’avvocato Ylenia Lucaselli (esponente di Fratelli d’Italia), con la geologa pentastellata Enrica Toce e con Cecilia Guerra, capogruppo di Leu al Senato. Alla Lorenzin sono stati riservati cinque posti come capolista in cinque regioni diverse: Campania, Piemonte, Lombardia, Lazio e Friuli.

Boschi a Bolzano
A Bolzano la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi sfiderà la candidata di Forza Italia Micaela Biancofiore, che in Alto Adige è di casa. Mentre i 5 stelle schierano Filomena Nuzzo, professoressa precaria. Il collegio è blindato, perché a decidere sono gli elettori Svp di lingua tedesca. E con la Svp i dem hanno stretto un accordo elettorale. Sia Boschi che Biancofiore sono però protette da una serie di «paracadute» nel listini proporzionali (cinque per Boschi e due per Biancofiore) che ne assicureranno comunque l’elezione. In particolare Boschi è capolista in tre listini in Sicilia, uno in Lazio e uno in Lombardia

Il derby Casini-Errani a Bologna
Da segnalare infine il duello nella «rossa» Bologna tra Pier Ferdinando Casini, schierato al Senato dal centrosinistra, e l’ex governatore emiliano Vasco Errani, candidato con Liberi e Uguali. Casini ha avuto ieri l’appoggio dell’ex segretario dem Walter Veltroni, che lo ha definito «un vecchio amico, una persona che stimo e che per competenza ed esperienza ha dato tanto a questo paese». Mentre Errani ha accusato il Pd di aver offerto per Bologna «una proposta centrista».