Elezione Quirinale: cosa ne pensano i giornali stranieri?

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Mattarella bis: la reazione della stampa estera

Sono iniziate le votazioni per l’elezione al Quirinale. Cosa ne pensano i giornali stranieri? Il Financial Times e Bloomberg vedono positivamente la possibile elezione di Mario Draghi al Colle. Mentre per Les Echos e The Economist Draghi dovrebbe mantenere il ruolo attuale. Per il New York Times, l’elezione del presidente italiano di quest’anno è molto importante.

Cosa pensano i giornali stranieri dell’elezione al Quirinale?  

Ieri sono iniziate le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. I partiti non hanno trovato un accordo per stabilire chi sarà il successore di Mattarella. I vari partiti hanno però presentato un serie di nomi. C’è chi vorrebbe anche che il ruolo di presidente sia occupato da Mario Draghi, l’attuale premier. Ma cosa pensano i giornali stranieri sulle elezioni del presidente italiano? Le testate estere si sono perlopiù occupati della possibilità che Draghi diventi presidente.

Il Financial Times titola la sua analisi Il dilemma Draghi: l’elezione presidenziale italiana rischia la turbolenza. Secondo il quotidiano britannico, il passaggio di Draghi da premier a presidente porterebbe benefici per l’Italia. Per FT, infatti, l’attuale premier dal Colle potrebbe garantire il percorso delle riforme, mentre se non venisse eletto il suo ruolo di premier verrebbe indebolito. Il quotidiano britannico scrive che Draghi da premier ha rivitalizzato la fiducia dei mercati e degli investitori grazie a una campagna vaccinale di successo e politiche di bilancio espansive per far accelerare la ripresa economica. Tuttavia, sottolinea che un’elezione presidenziale divisa potrebbe causare una crisi politica che preoccuperebbe Bruxelles e i mercati. Quindi per il Times la scelta di Draghi al Quirinale è una scelta giusta perché, secondo il quotidiano, Draghi potrebbe usare i suoi poteri e la sua autorevolezza per assicurarsi che i governi futuri mantengano le riforme sui binari giusti.

Il parere di Bloomberg

Anche per il quotidiano americano Bloomberg Draghi al Quirinale sarebbe la scelta ottimale. Bloomberg osserva: “Draghi è stato al governo per quasi un anno: ha guidato l’economia italiana a raggiungere un tasso di crescita del 6,3%, ha organizzato una delle campagne vaccinali di maggior successo d’Europa, ha avviato riforme per affrontare i problemi strutturali dell’Italia, come la burocrazia eccessiva e il sistema giudiziario lento. Draghi potrebbe ritenere che il modo migliore per preservare in futuro i risultati della sua azione di governo sia diventare Presidente della Repubblica, un ruolo che dura sette anni”. Il quotidiano scrive anche che se Draghi terrà l’attuale lavoro, rischia di essere trascinato nel pantano delle lotte intestine politiche paralizzando di nuovo l’Italia.

The Economist e Les Echos

Per The Economist, invece, la scelta di Draghi al Quirinale sarebbe negativa per l’Italia e l’Europa. “Il governo di Draghi ha iniziato bene l’attuazione delle riforme e degli investimenti necessari per assorbire la liquidità in modo produttivo. Ma il suo desiderio appena mascherato di lasciare Palazzo Chigi per il Quirinale lo mette a rischio. Se verrà eletto, sarà difficile trovare un successore in grado di tenere insieme l’attuale coalizione ideologicamente eterogenea. Se non lo sarà, la sua posizione sarà più debole”, scrive il settimanale. Che poi sottolinea: “Il trasloco al Colle di Draghi interromperà un governo che funziona bene”. Anche il quotidiano francese Les Echos è della stessa idea dell’Economist. Il quotidiano francese, nell’articolo “l’Italia senza il suo garante” scrive: “Draghi avrà fatto tuto il possibile per salvare l’euro, ma non necessariamente per la sua patria”.

Elezione Quirinale: l’opinione del New York Times

Per il New York Times, l’elezione del presidente italiano di quest’anno è molto importante. “Questa elezione è anche particolarmente importante perché molto probabilmente determinerà il futuro di Draghi, un peso massimo dell’Europa, che ha presieduto un periodo di stabilità nella politica italiana e di buon governo. I sostenitori di Draghi sostengono che nominarlo presidente per sette anni invece di mantenerlo primo ministro per qualche mese in più fornirebbe all’Italia stabilità a lungo termine e un maggiore status che dovrebbero calmare i mercati, che hanno mostrato nervosismo alla prospettiva della sua partenza il suo lavoro di primo ministro. Questo è soprattutto il caso, sostengono, perché il suo governo ha già messo in atto i grandi piani economici del Paese per i prossimi anni andando avanti rapidamente su progetti e riforme sostanzialmente finanziate da 200 miliardi di euro in fondi europei per la ripresa che nessuno vuole mettere a repentaglio. Alcuni che sostengono che il governo non può fare a meno del signor Draghi, sperano che il signor Mattarella rimanga per un altro paio d’anni, e poi se ne vada presto, aprendo il posto al signor Draghi in un momento politicamente meno difficile”, scrive il giornale di New York.

Per il Times, il ruolo del presidente italiano è diventato sempre più importante in Italia negli ultimi decenni. Questo perché la politica è diventata più frammentata e caotica.


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