Elettrico: la guerra scombina i piani in Germania

0
140

La Germania è uno dei Paesi europei che più sta spingendo sull’elettrico. Ma la guerra in Ucraina ha cambiato le carte in tavola.

La Germania punta ancora sull’elettrico?

La Commissione Europea punta sul Green Deal, l’aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili per accelerare la transizione ecologica. Nessuno aveva però previsto la guerra in Ucraina, e il conseguente calo di forniture di gas russo. Accade quindi che la Germania, la nazione che più premeva sul passaggio all’elettrico, sia costretta a compensare con il carbone, anche nella produzione automobilistica.


Tavares sulla transizione ecologica ma non solo


Una decisione amara

“Per ridurre il consumo di gas è necessario utilizzarne meno per generare elettricità. Invece, le centrali elettriche a carbone dovranno essere utilizzate di più” ha spiegato ieri il Ministero dell’Economia tedesco. La Germania, insomma, non ha altra scelta che rinnegare tutte le energie spese sino ad ora per giungere all’accordo, anticipare l’addio al carbone dal 2038 al 2030. “È una decisione amara, ma essenziale per ridurre i consumi di gas” ha aggiunto il leader dei verdi e Ministro dell’Economia, Robert Habeck.

L’Italia segue la scia

La Germania non è l’unico Paese a prendere una decisione così difficile: anche il nostro Governo sembra intenzionato a riaccendere le centrali a carbone. La cosa singolare è che entrambi i Paesi avevano firmato l’impegno di abbandonare il carbone alla Cop26, anche se questo accadeva prima della crisi ucraina. Non si può negare che la situazione sia grave, tra i rincari delle bollette e le risorse rinnovabili non ancora pronte a soddisfare il fabbisogno generale. In Italia, ad esempio, la siccità sta fermando le centrali idroelettriche, e l’utilizzo dei condizionatori d’aria sta causando frequenti black out. Ciò significa che le risorse pubbliche di carburanti fossili andranno ad altri scopi rispetto a quelli per cui erano state pensate.

Una misura temporanea

C’è da dire che la misura tedesca è stata definita temporanea, se non transitoria. Quanto al mondo dell’auto, l’utilizzo maggiore di carbone impatta sulla transizione elettrica, anche perché in Germania il carbone rappresenta il 30% del mix energetico. Oltretutto è sempre in salita, in quanto il contributo dell’eolico nel Mare del Nord è stato penalizzato negli ultimi mesi. È anche vero, però, che erano stati lanciati diversi allarmi negli ultimi anni, soprattutto dalle case automobilistiche.

Perplessità dalle case automobilistiche

La Volvo è stata la prima casa europea a decidere per il solo elettrico entro il 2030. Ugualmente, ha spiegato che la produzione di un’auto elettrica utilizza il 70% di emissioni in più che producendone una tradizionale. Stando così le cose, per avere un impatto positivo sull’ambiente un veicolo elettrico dovrebbe percorrere almeno 70 km. La stessa cosa affermava Carlos Tavares, AD di Stellantis. E le cose, purtroppo, non accennano a migliorare in tempi brevi.