Eleonora Pimentel de Fonseca: nasce la patriota italiana

''Una donna fuori dall'ordinario, che pagò la vita con i suoi ideali''

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Eleonora Pimentel Fonseca

Eleonora Pimentel de Fonseca, la conosciamo bene, rivelata una patriota, politica e giornalista italiana. Nasce il 13 gennaio 1752 a Roma, con nome anagrafico Leonor da Fonseca Pimentel Chaves. Una donna fuori dall’ordinario, che pagò la vita con i suoi ideali. Considerata tuttora una delle figure maggiormente rilevanti della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799. Numerose le opere letterarie della famosa poetessa, che scopriremo assieme!

Eleonora Pimentel Fonseca, futura giornalista e rivoluzionaria, nasce il 13 gennaio 1752. Nella città di Roma, da genitori portoghesi. Una donna con un fondamentale obiettivo, ampliare le sue conoscenze. Vive a Napoli nei Quartieri Spagnoli, istruita da Antonio Lopez, si interessa di latino e greco, comprese materie letterarie e scientifiche. Numerose le opere letterarie di Eleonora Pimentel Fonseca, dedicate in particolare, alla famiglia reale dei Borbone. Citiamo le prime due: ”A Maria Carolina Regina delle due Sicilie per l’Augustissimo parto d’una seconda Bambina (1773)”. ”La nascita di Orfeo (1775)”.

Eleonora Pimentel de Fonseca: un’adolescenza dedicata allo studio?

Eleonora Pimentel de Fonseca fin dalla giovane età si concentra, come unica priorità, allo studio della letteratura anche scientifica. In grado di parlare diverse lingue, si cimenta nella composizione di versi con sonetti, cantate, epitalami. Ancora giovane è ammessa all’Accademia dei Filaleti, ove assume il nome di Epolnifenora Olcesamante, anagramma del nome e cognome. Successivamente ammessa nella nuova accademia, Arcadia, qui prende il nome di Altidora Esperetusa. Oltretutto partecipa ai salotti del giurista e filosofo, Gaetano Filangieri.


Eleonora Pimentel Fonseca: il 20 agosto 1799 saliva sul patibolo l’eroina della Repubblica Napoletana


Le epistole coinvolgono illuministi, come Voltaire

Le epistole di Eleonora Pimentel de Fonseca coinvolgono illuministi dell’epoca, come Voltaire, quest’ultimo le dedica alcune parole sul Giornale letterario di Siena, in merito a un sonetto a lui dedicato. Nell’anno 1778 sono due gli eventi degni di nota per Eleonora, i de Fonseca divengono ufficialmente sudditi del regno, un decreto li legittima come nobili portoghesi. Eleonora ha 25 anni ed è pronta a sposare Pasquale Tria de Solis, un militare di venti anni più grande di lei che appartiene alla piccola nobiltà napoletana. Purtroppo, trascorre una vita matrimoniale infelice, subisce 2 aborti e quotidiane botte da parte del marito. 


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Un processo a suo carico

Eleonora Pimentel de Fonseca prima di morire cita: ”Forsan et haec olim meminisse juvabit” (forse un giorno gioverà ricordare tutto questo). Il 5 ottobre 1958, la polizia dove averle perquisito casa a seguito della scoperta di scritti giudicati poco consoni, viene portata in carcere. Guadagnata la libertà partecipa alla conquista e proclamazione del forte di Castel Sant’Elmo, il 21 gennaio 1799, della Repubblica Napoletana ”una e indivisibile”. Come è noto, Ferdinando non rispetta la capitolazione ed Eleonora viene condannata a morte, per avere osato scrivere contro il Re. Il 20 agosto sale al patibolo.

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