El Salvador: OMS dichiara lo Stato malaria free

El Salvador è il primo paese dell’America centrale a ricevere la certificazione di eliminazione della malaria dall’OMS

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El Salvador

El Salvador è diventato il primo paese dell’America centrale a ricevere una certificazione di eliminazione della malaria dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). La certificazione segue più di 50 anni di impegno da parte del governo salvadoregno e delle persone di porre fine alla malattia in un paese con un’alta densità di popolazione e una geografia ospitale alla malaria.  

OMS dichiara El Salvador malaria free?

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato El Salvador Stato libero dalla malaria. El Salvador è diventato così il primo paese dell’America centrale a ricevere tale certificazione dall’OMS. La certificazione segue più di 50 anni di impegno da parte del governo e della popolazione salvadoregna per porre fine alla malattia in un paese con un’alta densità di popolazione e una geografia ospitale alla malaria. Il direttore generale dell’OMS, Sedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato: “La malaria ha afflitto l’umanità per millenni. Ma paesi come El Salvador sono la prova vivente e l’ispirazione per tutti i paesi che possiamo osare di sognare un futuro libero dalla malaria”.

Il ministro della Salute di El Salvador, José Alabi Montoya, ha dichiarato: “Il popolo e il governo di El Salvador, insieme ai suoi operatori sanitari, combattono da decenni contro la malaria. Oggi celebriamo questo traguardo storico di ottenere la certificazione per l’assenza di malaria da parte di El Salvador”.

Quando viene concessa la certificazione di malaria free?

La certificazione di eliminazione della malaria viene concessa dall’OMS quando un paese dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che la catena di trasmissione è stata interrotta a livello nazionale per almeno i tre anni precedenti consecutivi. Secondo quanto riportato dal sito dell’OMS, El Salvador ha costantemente ridotto il numero di casi di malaria negli ultimi tre decenni, ad eccezione di un focolaio nel 1996. Inoltre tra il 1990 e il 2010 il numero di casi è diminuito da più di 9 mila a soli 26. Il paese ha segnato zero casi interni di malaria dal 2017.

El Salvador diventa il terzo paese ad ottenere lo statu di malaria free negli ultimi anni nella regione dell’OMS delle Americhe, dopo l’Argentina nel 2019 e il Paraguay nel 2018. In totale nella ragione sono stati certificati sette paesi dal 1962 al 1973. Invece al livello globale 38 paesi hanno raggiunto questo traguardo.

Come è riuscito El Salvador eliminare la malaria?

Gli sforzi contro la malaria di El Salvador sono iniziati negli anni ’40 con il controllo meccanico del vettore della malaria, la zanzara, attraverso la costruzione dei primi scarichi permanenti nelle paludi, seguita dall’irrorazione interna con il pesticida DDT. A metà degli anni ’50, il governo salvadoregno ha istituito un programma nazionale contro la malaria (CNAP). Ha anche reclutato una rete di operatori sanitari di comunità per rilevare e curare la malaria in tutto il paese. Verso la fine degli anni ’60, i progressi subirono un rallentamento quando le zanzare sviluppavano resistenza al DDT. L’espansione dell’industria del cotone nel paese abbia alimentato un ulteriore aumento dei casi di malaria. El Salvador ha sperimentato una recrudescenza della malaria, raggiungendo un picco di quasi 96000 casi nel 1980.

Con il supporto di Pan American Health Organization (PAHO), i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), El Salvador ha riorientato con successo il suo programma contro la malaria. Questo ha portato a un migliore targeting delle risorse e degli interventi basati sulla distribuzione geografica di casi. Il governo ha anche decentralizzato la sua rete di laboratori diagnostici nel 1987, consentendo di individuare e trattare i casi più rapidamente. Questi fattori e il crollo dell’industria del cotone hanno portato a un rapido declino dei casi negli anni ’80. Un altro fattore importante è stato la riforma sanitaria del 2009 che ha portato importanti miglioranti nel budget e della copertura dell’assistenza sanitaria primaria.


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