EIE: sbarca in Europa il tool di Google per monitorare le emissioni di CO2

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Google EIE: arriva in Europa il tool che controlla le emissioni di CO2.

Dopo i primi test effettuati negli Stati Uniti, Google ha deciso di introdurre anche in Europa il suo nuovo tool «ambientalista». Si chiama EIE, e consentirà ad alcune città del Vecchio Continente di tenere costantemente sotto controllo il livello di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Per adesso, i centri urbani che potranno aderire al servizio sono i seguenti: Birmingham, Wolverhampton, Manchester, Coventry, Dublino e Copenaghen.

L’Environmental Insights Explorer (la cui sigla è proprio EIE) è stato approntato dall’azienda di Mountain View in collaborazione con gli esponenti del Patto globale dei sindaci per il clima e l’energia. Questa piattaforma permette di monitorare e analizzare i dati relativi alle emissioni di CO2 prodotte da mezzi di trasporto ed edifici, nonché i livelli generali e il potenziale solare di una determinata area urbana. Facendo leva su Google Maps, il tool riesce a captare quali sono le strutture (private o aziende) da monitorare, fornendo delle risposte relative ad energia utilizzata ed emissioni rilasciate da quest’ultima.

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Come funziona EIE di Google.

Inoltre, sempre tramite Maps, la funzione è in grado di esaminare la media del traffico cittadino e delle modalità di viaggio, dando al contempo una valutazione sulla quantità di anidride carbonica liberata nell’atmosfera. Il progetto punta principalmente a fornire alle varie amministrazioni cittadine dei dati concreti e attendibili che permettano di approntare delle strategie ben precise per contrastare efficacemente lo smog, ricorrendo ad esempio ad un numero più ampio di piste ciclabili oppure all’installazione di pannelli solari sui vari edifici urbani.

EIE in Europa: le prime reazioni dei sindaci

Google, dunque, continua a lanciare iniziative volte ad una maggiore tutela dell’ambiente. Ad esempio, di recente ha utilizzato una funzione di Maps, Google Street View, per rilevare i livelli di inquinamento atmosferico di alcune città durante la guida. Questo esperimento è avvenuto in alcune realtà europee come Londra o Copenaghen. Intanto, dopo l’annuncio dell’approdo di EIE in alcune aree del Vecchio Continente, sono arrivate le prime reazioni da parte delle amministrazioni cittadine coinvolte nel progetto.

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Un funzionario di Copenaghen ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo del tool dell’azienda statunitense che, per la prima volta in assoluto, consentirà di avere delle valutazioni precise ed attendibili sull’inquinamento presente nella capitale danese, e in particolare sulle pericolose polveri sottili rilasciate nel centro storico e sulle cause principali dello smog.

Andy Street, sindaco della contea metropolitana britannica di West Midlands, ha ricordato che già da qualche tempo è stata dichiarata una «emergenza climatica» nelle Midlands occidentali. Inoltre i suoi collaboratori stanno già studiando delle misure per far sì che l’intera zona raggiunga il livello di «zero emissioni» entro il 2040. In quest’ottica, i dati forniti da Google attraverso EIE risulteranno fondamentali e di grande aiuto per comprendere dove si dovrà intervenire con maggior decisione per ottenere i «risultati migliori».

Google EIE in Europa: cosa ne pensano i sindaci.

Sull’argomento è intervenuta anche Amanda Eichel, direttrice esecutiva del Patto globale dei sindaci per il clima e l’energia. La dirigente considera il tool di Google come uno strumento molto importante per i team di sostenibilità delle varie città, i quali potranno cominciare a trarre delle valutazioni e considerazioni più precise sullo stato d’inquinamento delle rispettive aree urbane. Inoltre avranno l’opportunità di monitorare e controllare costantemente i progressi raggiunti con le iniziative per la tutela del clima e dell’ambiente.

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