Egitto: manifestanti invocano la caduta del regime

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Egitto

L’Egitto del presidente abd el-Fatah al-Sisi, nelle ultime ore, è scosso da un terremoto di proteste che chiedono al generale di lasciare il potere.

Il simbolo delle manifestazioni è piazza Tahrir, dalla quale sono partite le sollevazioni contro il regime trentennale di Mubarak, e successivamente contro il governo di M. Morsi, morto il 19 giugno in seguito ad arresto cardiaco.

Nelle ultime ore migliaia di manifestanti si sono radunati non solo al Cairo, ma anche in altre zone del Paese, chiedendo la caduta del regime di al-Sisi. Le proteste sono scaturite da un appello lanciato dall’imprenditore egiziano Muhammed Ali sui social network, nei quali ha denunciato la corruzione dilagante nel Paese e di alcuni generali.

Per adesso le forze di sicurezza egiziane non intendono favorire le manifestazioni, infatti la polizia ha chiuso le vie che permettono di accedere alla piazza più famosa d’Egitto, e non solo, le forze dell’ordine hanno fatto uso di lacrimogeni per disperdere i manifestanti. effettuando decine di arresti.

Secondo il canale al-Jazeera, non è solo il Cairo ad essere interessato dalle proteste in corso, ma a giudicare da alcuni video che circolano sui social (la cui autenticità è ancora da verificare), anche altre città egiziane sono state interessate da manifestazioni, come Alessandria, Suez, Damietta.

L’aspetto che pone più di una perplessità è l’atteggiamento delle forze dell’ordine che sta facendo un uso eccessivo della forza, come denunciato da Human Rights Watch e dal suo presidente in persona Michael Page, il quale ha dichiarato: “Le agenzie di sicurezza del presidente hanno di nuovo usato una forza brutale per sedare le proteste pacifiche”, il presidente ha ribadito nelle sue dichiarazioni che: ” Le autorità devono riconoscere che il mondo sta guardando e devono compiere i passi necessari per evitare che si ripetano le atrocità del passato”.

Le protetste divampate al Cairo non sono solo frutto dell’appello lanciato dall’imprenditore ed ex militare egiziano, attualmente in esilio in Spagna, ma anche di un malcontento generale della popolazione, principalmente dovuto alla crisi economica che sta investendo il Paese, e che ha costretto il regime ad alzare i prezzi dei generi alimentari e cancellare i sussidi statali per il carburante.

Per quanto riguarda i diritti umani, anche in questo campo il presidente egiziano e il suo establishment hanno mostrato tutta la loro insofferenza per i dissidenti e soprattutto per la stampa libera.

L’imprenditore egiziano Muhammad Ali in un video che ha pubblicato sul suo profilo facebook, aveva chiesto le dimissioni de ministro della difesa e in generale del governo egiziano, per malversazione dei fondi pubblici.

Il regime però ha risposto alle richieste della piazza con l’uso della forza non giustificata, visto che si tratta di proteste pacifiche.

La strada per la democrazia in Egitto è ancora lunga, tuttavia le proteste degli egiziani potrebbero i sogni di potere del presidente al- Sisiche grazie al referendum dello scorso aprile potrebbe rimanere in carica fino al 2030.

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