In Egitto, il presidente Al Sisi ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e lo stato d’emergenza per tre mesi in risposta alla strage di cristiani copti avvenuta ieri.           Due attentati ad Alessandria e a Tanta hanno provocato almeno 47 vittime accertate e circa 126 feriti. I terribili attacchi della Domenica delle Palme sono stati rivendicati dall’Isis:“Miscredenti pagheranno ancora col sangue”.

Le immagini del kamikaze che vorrebbe entrare nella cattedrale di San Marco ad Alessandria evitando i controlli hanno fatto il giro del mondo. Fermato da un agente, il terrorista si è fatto esplodere proprio sotto il metal detector. La deflagrazione ha interrotto la Messa delle Palme che il Papa copto Teodoro II stava celebrando all’interno della Chiesa.

Poco prima a Tanta, città a nord del Cairo, un altro kamikaze si era fatto esplodere nella chiesa di San Giorgio. Era seduto tra i fedeli in prima fila. Dolore e rabbia della comunità cristiano copta, che accusa il governo egiziano di non proteggerla abbastanza.

Il Presidente Al Sisi intanto ha spinto alle dimissioni il capo della polizia locale, dispiegato i corpi speciali convocato il Consiglio per la Difesa. Lo stato di allerta nel Paese è massimo, in vista della visita di Papa Francesco il 28 e 29 aprile. Ad accoglierlo, oltre al Papa copto Tedodoro II e al Presidente egiziano, ci sarà anche il Grande Imam di Al Azar, massima autorità islamica sunnita in Egitto, che ha condannato gli attentati e “l’Islam deviato” che uccide innocenti.

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