Egitto di al-Sisi continua a violare i diritti umani

La Human Rights Watch ha diffuso un rapporto nel quale denuncia le autorità egiziane di aumentare le esecuzioni arbitrarie e le detenzioni

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Egitto di al-Sisi

In un rapporto diffuso ieri, la Human Rights Watch accusa l’Egitto di al-Sisi di violare i diritti umani con esecuzioni arbitrarie e detenzioni ingiuste. I risultati della Human Rights sono agghiaccianti. In Egitto, nel solo mese di ottobre, ci sono state non meno di 49 esecuzioni in 10 giorni.

Egitto di al-Sisi – che fine hanno fatto i diritti umani?

In Egitto da quando è salito al potere, con un colpo di stato militare nel 2014, Abdel Fattah al-Sisi la repressione si è intensificata.

Al-Sisi ha più volte dichiarato lo stato di emergenza e, grazie a questo, dal 2017 ha notevolmente ampliato i poteri della polizia in materia di arresto e sorveglianza. Inoltre, da quando è scoppiata la pandemia di coronavirus, ne ha approfittato per intraprendere una serie di emendamenti alla legge sullo stato di emergenza e per estendere il suo potere.

Ora, il Presidente è autorizzato anche a vietare riunioni pubbliche o private. Solo un mese fa, il regime aveva ampliato i motivi degli arresti, che si sono moltiplicati contro i giornalisti, gli accademici e gli oppositori politici. Secondo le organizzazioni per i diritti umani in Egitto, dopo queste nuove leggi, ci sono quasi 60 mila prigionieri politici.  

Ieri la Human Rights Watch ha diffuso un rapporto agghiacciante. Secondo l’organizzazione in Egitto le violazioni dei diritti umani sono aumentate sotto il regime di al-Sisi. Questo è dovuto soprattutto all’aumento di esecuzioni arbitrarie e di detenzioni.

Il rapporto della Human Rights Watch

Nel rapporto la Human Rights afferma che nel mese di ottobre nel Paese ci sono state non meno di 49 esecuzioni in 10 giorni. Secondo l’organizzazione tra i giustiziati ci sarebbero uomini accusati di essere coinvolti in casi di violenza politica, persone giudicate colpevoli di attacchi rivendicati dal gruppo jihadista Ajnad Masr nel 2014 e 2015, e anche detenuti accusati di omicidio e stupro.

Jour Amr Magdi, ricercatore per la ONG, ha dichiarato: “Penso che il regime voglia inviare un chiaro messaggio politico che è in grado di prendere vite, che siano quelle degli oppositori politici o di coloro che hanno commesso un atto contro lo Stato”.

La ONG denuncia la mancanza di processi equi nel Paese, soprattutto quando si tratta di processi di materia politica.

Queste esecuzioni si aggiungono alla lista di accuse di violazione dei diritti umani mosse contro l’Egitto, che ora si trova nell’elenco della Human Rights Watch dei dieci Stati più colpiti dalla pena di morte.

Anche Amnesty denuncia la situazione deplorevole dell’Egitto di al-Sisi

Anche Amnesty International denuncia la situazione deplorevole nelle carceri egiziane, sovraffollate e con mancanza di igiene e che è peggiorata con l’arrivo della pandemia.

Amnesty afferma: “L’Egitto ha raggiunto un ulteriore livello di maltrattamento dei prigionieri. Nessuno di loro ha potuto ricevere visiti negli ultimi mesi. Né dalla famiglia, né da un avvocato. Tutto questo peggiora ulteriormente le condizioni di vita dei detenuti”.

USA e Europa in soccorso dei detenuti

Cinquantasei membri del Congresso americano, all’inizio di questa settimana, hanno inviato una lettera al presidente al-Sisi chiedendogli di liberare tutti coloro che sono detenuti ingiustamente nel Paese. Ron Khanna, rappresentante della California, ha affermato: “Il rapporto degli USA con l’Egitto sarà riesaminato in base ai diritti umani, che saranno una priorità”.

Anche i parlamentari europei si sono mobilitati per i prigionieri di coscienza, pubblicando una lettera indirizzata al Presidente egiziano. Nella lettera vi è scritto: “Siamo già in 222. Siamo 222 tra membri del parlamento europeo e di parlamenti nazionali europei”.


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