Egitto avverte Turchia: “siamo una potenza militare”

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Egitto e Grecia hanno firmato la scorsa settimana un accordo di demarcazione marittima. In uno sviluppo che ha un ampio significato economico e soprattutto geopolitico e di difesa.

Egitto e Grecia firmano un accordo su i confini marittimi tra i due paesi

Prima della firma dell’accordo che delimita il confine marittimo tra Egitto e Grecia, il 6 agosto, che definisce la zona economica esclusiva (ZEE) tra i due Paesi, si sono svolte più di una dozzina di tornate negoziali.

“L’accordo è importante per la Grecia e l’Egitto”, ha spiegato l’esperto petrolifero egiziano Ramad Aboul-Ella.

“Potrebbe anche significare lo sfruttamento di nuovi giacimenti di gas, dopo quello di Zohr scoperto nel 2015. Questo è particolarmente importante perché c’è chi vuole ‘sporcare’ le nostre acque finanziarie”, ha detto Abul-Ela. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che “vuole ficcare il naso dove non deve” sottolinea.

La visione che ha l’Egitto su Erdogan

“Prima è un invasore nel nord della Siria e dell’Iraq e ora è un pirata nel Mediterraneo”, ha detto, facendo eco alla visione generale che prevale in Egitto su R.T. Erdogan.

Nel novembre dello scorso anno, la Turchia e il Primo Ministro del Governo di Accordo Nazionale (Gna) in Libia, Fayez Al-Sarraj, hanno firmato un memorandum d’intesa sui confini marittimi nel Mediterraneo.

“Le loro coste non sono però opposte”, ha detto Abul-Ela.

L’UNCLOS è una convenzione internazionale adottata nel 1982 che permette ad uno Stato di estendere la costa della ZEE a 200 miglia nautiche (370 km). Tuttavia, se la distanza del mare tra due Paesi è superiore alle 424 miglia nautiche, la zona economica esclusiva può essere definita solo attraverso accordi bilaterali tra due Stati costieri.


Governo greco sul piede di guerra


La Turchia non ha firmato UNCLOS.

“Con la conclusione di un accordo con Al-Sarraj, la Turchia sta cercando di ottenere una quota delle ricche risorse di gas naturale nel Mediterraneo orientale”, ha detto l’esperto di petrolio Ibrahim Zahran.

Tuttavia, “dato che non ha firmato il trattato del 1982, può fare quello che sostiene, ma alla fine prevarrà solo il diritto internazionale”, ha aggiunto.

L’Egitto è pronto a proteggere i sui interessi

“Inoltre, l’Egitto è ben equipaggiato militarmente per proteggere i suoi interessi economici marittimi da qualsiasi violazione”, ha concluso.

“L’accordo dell’Egitto con la Grecia minaccia i piani della Turchia. La Turchia ha annunciato che le sue navi effettueranno trivellazioni esplorative dal 10 al 23 agosto”, ha detto l’esperto egiziano.

Rafforzamento di cooperazionesull’energia

Negli ultimi anni, Egitto, Grecia e Cipro hanno rafforzato la loro cooperazione. Soprattutto nel campo dell’energia, aiutandosi a vicenda per sfruttare al meglio le loro risorse.

Ad esempio, i tre paesi hanno firmato un accordo quadro su un progetto di connessione elettrica attraverso Creta.

Egitto e Cipro hanno inoltre concordato la costruzione di un gasdotto. Il quale permetterà il flusso di gas dal giacimento cipriota di Afrodite verso l’impianto di liquefazione egiziano di Idku e Damietta. Una volta li sarà riesportato come gas naturale liquefatto.

Nel 2018 i tre paesi sono diventati la pietra angolare del Forum del gas del Mediterraneo, che comprende tutti i paesi che producono e importano gas nella regione e i paesi di transito.

Tutto ciò porta alla creazione di un accordo di difesa con forze aeronautiche selezionate congiuntamente che salvaguardano questi accordi.

Non c’è altro modo, e questo è esattamente ciò che Erdogan sta cercando di evitare. Mettendo inizialmente la Grecia di fronte a delle sfide, per annullare questi piani.

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