Egitto: arrestato l’attivista Lgbt e studente Patrick George Zaki

Appello di Amnesty International per il rilascio dell'attivista Lgbt e studente Patrick George Zaki

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Patrick Geprge Zaki

Patrick George Zaki 27 anni attivista egiziano per i diritti delle Lgbt e studente da circa sei mesi in Italia presso il nel master Gemma, il primo programma Erasmus Mundus dedicato agli studi di genere, all’università di Bologna è stato fermato all’aeroporto del Cairo la notte tra il 6 e il 7 gennaio. A dare la notizia è stato Riccardo Noury portavoce di Amnesty International Italia tramite un tweet.

Il giovane si trova ora agli arresti a Mansoura e rischia una detenzione prolungata e tortura. 

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La ricostruzione dell’arresto di Patrick George Zaki

Secondo la ricostruzione fatta dalla Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), Zaki stava tornando a casa per un breve periodo di vacanza, ma la polizia lo ha bloccato allo sbarco e lo ha sottoposto a ore di interrogatorio e probabilmente a tortura. L’arresto è avvenuto sulla base di un mandato di cattura emesso nel 2019 di cui l’attivista non era a conoscenza e di cui sono ignoti i capi d’accusa. 

Amnesty chiede l’immediato rilascio di Patrick George Zaki e la fine delle persecuzioni ai membri della società civile e dei giornalisti che operano nel campo dei diritti umani. Nel 2018 Patrick George Zaki era stato fra i promotori della campagna presidenziale di Khaled Ali noto politico e avvocato per la difesa dei diritti umani che più volte si è scontrato con il generale Abdel Fattah al-Sisi autore del colpo di stato egiziano nel 2013.

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Patrick George Ziki: l’appello di Amnesty International

“Pretendiamo di sapere cosa c’è scritto sul mandato e quali reati vengono imputati a Ziki. Se il mandato contiene un reato che non è altro che una legittima attività di denuncia, in questo caso scatta l’imputazione di informazioni false e nocive per sicurezza nazionale. Se nel mandato si leggono capi d’imputazione che equivalgono a un’attività legittima, va scarcerato subito, devono farlo sapere”.

Parole di preoccupazione sono state espresse anche dal rettore dell’Università di Bologna e dal sindaco Virginio Merola che ripropone la richiesta di chiarimenti espressa da Amnesty e fa riferimento anche alla vicenda di Giulio Reggeni torturato e ucciso in Egitto nel 2016.

“Dal balcone del nostro comune sventola lo striscione giallo per Giulio Reggeni anche per questo non possiamo essere indifferenti a quello che è accaduto”.

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Change.org ha già lanciato una petizione per chiedere la liberazione di Patrick alle autorità governative egiziane. La campagna ha già raccolto in pochi minuti oltre un migliaio di adesioni.


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