Scoperta e riportata alla luce per caso durante un’operazione delle forze di polizia, l’antica tomba di età tolemaica (305 a.C. – 30 a.C.) contenente almeno 50 mummie e molto probabilmente appartenente ad un uomo di nobili origini, in questi giorni è stata aperta al pubblico. L’annuncio è stato diramato dall’autorità per le antichità egizie, mentre Mostafa Waziri, segretario generale della Corte Suprema per le Antichità, nonché responsabile degli scavi, ha affermato che si tratta di “una tomba molto piccola, eccezionalmente decorata con scene meravigliose”.

La storia del ritrovamento di quest’importante testimonianza della storia dell’Antico Egitto è piuttosto originale. Tutto è cominciato nello scorso ottobre quando, presso il distretto di al-Dayabat, nella provincia di Sohag, a circa 400 chilometri a sud del Cairo, le forze di polizia del turismo e dell’antichità hanno organizzato un blitz per stroncare un’attività di scavi clandestini che si stava tenendo a Sohag. Proprio durante l’operazione, gli agenti hanno rinvenuto una misteriosa e bellissima tomba, e immediatamente il Ministero delle Antichità ha approntato delle ricerche archeologiche affidate al dottor Mostafa Waziri.

In questi mesi, durante gli studi e gli scavi sono state scoperte le eccezionali bellezze di quest’edificio di epoca tolemaica che da poco è stato aperto anche a visitatori e turisti. Innanzitutto, l’ingresso della struttura ospita delle raffigurazioni della divinità Anubi, mentre l’ipogeo è costituito da due piccole camere sormontate da suggestivi dipinti che hanno come protagonisti il proprietario e la consorte. Proprio grazie a questi affreschi è stato possibile scoprire che il titolare della tomba era quasi certamente un nobiluomo di nome Tutu (forze un ufficiale in età avanzata), mentre la moglie con molta probabilità doveva essere una musicista, poiché è stata rappresentata come portatrice del sistro (antico strumento rituale) presso il tempio di Hathor.

Un dipinto della tomba di epoca tolemaica.

La coppia è stata immortalata in diversi momenti della sua vita quotidiana: dal raccolto nei campi alla cerimonia funebre, quando marito e moglie si ritrovano al cospetto degli dei. Inoltre è stato possibile risalire ai nomi perché vengono riportati in diverse occasioni, insieme a quelli di altri familiari, sulle varie pareti della tomba.

Decisamente suggestiva ed emozionante l’area più interna dell’edificio: prima di accedere alla stanza dedicata alla sepoltura, gli archeologi hanno rinvenuto un disco solare alato recante la scritta “Horus, Signore del Cielo”. Nella camera mortuaria, invece, erano presenti due sarcofagi in pietra calcarea ed una mummia in ottimo stato di conservazione, la cui identità è ancora oggetto di studio da parte degli esperti. Inoltre, quando hanno effettuato gli scavi, i ricercatori hanno trovato all’esterno della tomba di età tolemaica anche i resti di una donna di circa 35-50 anni, e di un ragazzino di 12-14 anni.

Le mummie rinvenute nella tomba di età tolemaica.

L’intero ambiente, inoltre, ospitava almeno 50 mummie di animali, tra i quali sono stati identificati: gatti, cani, falchi, aquile, topi molto piccoli, toporagni e stambecchi. L’introduzione di queste specie inumate nell’ipogeo ha indotto gli archeologi a pensare che negli anni successivi alla sepoltura di Tutu e della moglie, l’edificio sia stato riutilizzato come cimitero per animali.

Al termine degli scavi archeologici, con l’apertura al pubblico della tomba egiziana del periodo tolemaico, le istituzioni hanno deciso di allestire all’esterno della struttura una mostra formata dai vari oggetti ritrovati accanto alle sepolture, e le due mummie ancora anonime della donna e dell’adolescente. Khaled al-Anani, ministro per le antichità egiziano, ha dichiarato alla stampa che la scoperta di questo sito potrà risultare fondamentale per far conoscere al mondo la zona di al-Dayabat, finora non molto frequentata dai turisti.

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