Gli effetti negativi della pandemia sull’agenda 2030

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Gli effetti negativi della pandemia sull'agenda 2030

Quali effetti negativi della pandemia sull’Agenda 2030? Lo spiega bene il nuovo Rapporto 2020 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che analizza lo stato di avanzamento del nostro Paese rispetto all’attuazione dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’ASVIS illustra un quadro organico di proposte, segnalando gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. 

Per l’Italia il percorso verso l’Agenda 2030 dell’Onu, che appariva già in salita prima della crisi, diventa ancora più difficile.

Nel 2020, infatti, si registrerà un peggioramento per 9 dei 17 SDGs – Sustainable development goals. Per questo, secondo l’organizzazione, bisogna intraprendere immediatamente il cammino verso una transizione ecologica “giusta”, capace di generare nuova occupazione e sviluppo economico e sociale. Come? utilizzando in modo coerente le risorse Ue e nazionali per rilanciare il Paese in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale.  

In particolare, rispetto ai 21 dei 169 Target degli SDGs che avrebbero dovuto essere raggiunti entro il 2020, la situazione appare del tutto insoddisfacente. In dodici casi, infatti, il nostro Paese appare lontano dai valori di riferimento. Dalla riduzione delle vittime di incidenti stradali al numero di giovani che non studiano e non lavorano (NEET), dalla definizione da parte delle città di piani per la gestione dei disastri naturali alla difesa della biodiversità.  

Enrico Giovannini

Dal rapporto emerge che la pandemia sta determinando un arretramento dell’Agenda 2030. E’ quanto emerge dall’Executive Summary del rapporto, a firma di Enrico Giovannini che è Portavoce dell’ASviS.

L’ASviS punta i riflettori su gli effetti della pandemia sull’Agenda 2030 anche relativamente all’Italia, Paese che sta sperimentando una crisi gravissima.

Il milione di morti, il peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie, il blocco della didattica, la crisi eco-nomica e l’aumento della disoccupazione, l’accresciuta violenza contro le donne durante i periodi di lock-down, le difficoltà finanziarie dei Paesi più poveri. Questi sono solo alcuni dei fenomeni che stanno impattando negativamente su molti dei 17 Obiettivi.

Nonostante lo straordinario impegno finanziario profuso dallo Stato italiano, l’impatto sui redditi, l’occupazione e l’aumento delle disuguaglianze è senza precedenti.

Gli aggiornamenti al 2019 degli indicatori compositi relativi agli SDGs e la stima delle tendenze per il 2020 qui presentati confermano che l’Italia non si trovava neanche prima della pandemia su un sentiero di svi-luppo sostenibile.

Infatti, tra il 2018 e il 2019 si osservano segni di miglioramento per gli Obiettivi povertà, condizione economica-occupazionale, economia circolare, istituzioni efficienti. Una sostanziale stabilità invece per alimentazione, salute, istruzione, disuguaglianze, sistemi igienico-sanitari, energia, cambiamento climatico, ecosistemi terrestri, partnership. Gli obiettivi su innovazione e città in netto peggioramento.

Anche rispetto a 16 Target sui 21 che avrebbero dovuto essere raggiunti entro il 2020 e per i quali si dispone di indicatori statistici la situazione è tutt’altro che soddisfacente. Infatti solo in quattro casi, infatti, il nostro Paese appare in linea con i valori di riferimento.

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