Effetti meteo invernali caotici la Niña cambia e passerà a El Niño

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Effetti meteo invernali

La Niña cambia con effetti meteo invernali caotici e passerà a El Niño. La Niña sta precocemente perendo forza. Inverno 2021/2022 al paradosso.

La Niña influenzerà l’Emisfero nord quest’anno, generando condizioni meteo climatiche che vedranno acute anomalie. Al contempo sono attesi lunghi periodi con una N.A.O. negativa, ed un Vortice Polare che andrà spesso in crisi, con una A.O. negativa. Un mix di tele connessioni che già nelle prossime settimane innescheranno una raffica di estremizzazioni climatiche su tutto l’emisfero settentrionale, determinando condizioni caotiche. L’Europa è molto sensibile però a due indici di comportamento del clima: N.A.O. e A.O., ovvero al posizionamento dell’alta pressione oceanica e quindi delle correnti perturbate, e il Vortice Polare.

C’è poi un altro elemento che spesso viene manipolato in maniera scorretta, che quella del rapido riscaldamento della Stratosfera, lo Strat Warming, che oltre innescare criticità del Vortice Polare, favorisce l’inversione delle correnti in Europa, che generalmente sono da occidente verso oriente, e che invece con taluni eventi di Strat Warming vanno a divenire orientali, portando sul nostro continente il gelo dalla Siberia. Gelo dalla Siberia concretizzabile già dal mese di novembre sulla carta, soprattutto dalla seconda parte del mese.

Nel periodo precedente gli anni 2000, precoci ondate di gelo provenienti dalla Siberia si verificavano diverse volte in un decennio nel mese di novembre. Ma torniamo a parlare di La Niña e della sua influenza attesa per il prossimo inverno in Italia, dove comunque si farà sentire probabilmente aumentando la potenza di un altro indice di comportamento del clima, la N.A.O. che dovrebbe essere frequentemente negativa. Inoltre, la precoce attività instabile del Vortice Polare potrebbe concorrere insieme alla N.A.O. a frequenti fasi di brutto tempo e anche di freddo nelle regioni mediterranee.

Gli effetti invernali sul meteo in Italia ed in Europa: N.A.O. negativa

Semestre freddo è in mano alla N.A.O.: Un bolide di masse d’aria gelida

Una curiosità, vi abbiamo parlato di estate di San Martino, di una fase di bel tempo dovuta alla formazione di un’alta pressione piuttosto potente sull’Europa centrale. Questa figura indica la tendenza ad una N.A.O. positiva, infatti allo stesso tempo le correnti oceaniche tenderanno a essere dirottate verso l’Artico, per poi discendere in Siberia con tempeste di neve. Stavolta però la neve dovrebbe sbordare più ovest, in quanto una bassa pressione sulla Russia europea determinerà gran maltempo da quelle parti.

Il Mar Mediterraneo resterà terra quasi di nessuno, ed ecco che si dovrebbe isolare una goccia d’aria fredda in quota, che nel Mare Nostrum prenderà forma, aumentando di intensità sino a diventare un piccolo ciclone Mediterraneo capace di portare forti precipitazioni soprattutto sulla Penisola Iberica orientale, dove il rischio di alluvioni con la posizione della bassa pressione sulle Baleari è molto elevata. Nel frattempo, gran parte d’Italia verrebbe spazzata d’aria calda proveniente dal Nord dell’Africa, e ciò andrebbe a far salire sensibilmente i termometri sull’Italia centrale e meridionale.

Ma sul Nord Italia no.

Questa situazione è anticipo la probabilità di una gran variabilità invernale, anche se l’inverno è relativamente distante, e le previsioni stagionali diffusi dai modelli matematici non sono affatto buone, prospettando temperature in una prima parte del periodo sopra la media, per poi vederle secondo la norma, ma con una carenza di precipitazioni. Previsioni stagionali che contrastano notevolmente con gli indici di comportamento del clima. Uno dei più grossi centri meteorologici mondiali rappresentato da Accuweather indica che nelle regioni mediterranee, Italia compresa, si avrà invece maltempo, e non di certo con precipitazioni sotto la media. Prospettano anche molta neve sui rilievi soprattutto quelli alpini del Nord Appennino.

Tutte le proiezioni indicano che si potrebbe verificare una replica di quello che abbiamo vissuto lo scorso inverno, con l’aggiunta che si potrebbe inserire quella che poi non c’è stata: una forte irruzione d’aria fredda dalla Siberia, che venne prevista dai modelli matematici prima decade di gennaio, per propagarsi verso l’Italia entro la metà mese, ma nei fatti non si realizzò, ed anzi cessarono anche le precipitazioni densissime e fitte avvenute sino ad allora. Fu una clamorosa previsione errata da parte di tutti i modelli matematici. Per ora c’è una novità che si sta palesando: La Niña accenna alla sua decadenza nel corso di questo inverno, e già iniziano esserci previsioni dell’avvento del suo antagonista, El Niño. Un vero sconquasso sulle condizioni atmosferiche globali, specialmente in quelle aree che ne sono principalmente influenzate.

In ampie regioni attorno al Pacifico, La Niña provoca alluvioni e siccità, mentre nelle stesse aree Il Niño ha effetti opposti. Ciò vuol dire che in quelle regioni si passerà da un periodo secco a particolarmente umido se non alluvionale, in altre da grandi precipitazioni a siccità. El Niño ha un effetto anche sul clima europeo, e in genere se non fortemente influenzato da altri indici di comportamento del clima, favorisce un inverno mite sull’Europa. Ma ciò non esclude l’eventuale avvento di ondate di gelo in Europa, non ha fatto influenzate dall’insieme di correnti del Pacifico chiamate ENSO.

Fonte: Meteo Giornale