Effemeridi: 2066 anni fa moriva Pompeo Magno, apologia di un condottiero assassinato dalla politica

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Il 29 settembre del 48 a.C. moriva Pompeo Magno, il grande generale rovinato dalla politica fu uno dei più gloriosi condottieri di Roma Antica. Distintosi già nel 77 a.C. quando, agli ordini di Lucio Cornelio Silla, sconfisse Marco Emilio Lepido, difendendo la costituzione sillana. Continuò la sua carriera difendendo strenuamente l’ordine costituito, incarnato nello Stato diretto dall’aristocrazia senatoriale.

Le campagne militari

Ricevette nel 67 a.C. mandato senatoriale di eliminare definitivamente la piaga dei pirati che affliggeva il Mediterraneo. Al comando di una poderosa flotta annientò la minaccia della pirateria, scovandoli fin nei loro covi in Dalmazia. La campagna venne portata a termine in una quarantina di giorni, seppur il numero di navi dei pirati fosse di gran lunga superiore a quello della flotta pompeiana.

Riporta Cassio Dione Cocceiano nella Storia Romana, a proposito di coloro che dovette affrontare Pompeo nella guerra piratica:

“I pirati non navigavano più a piccoli gruppi, ma in grosse schiere, e avevano i loro comandanti, che accrebbero la loro fama [per le imprese]. Depredavano e saccheggiavano prima di tutto coloro che navigavano, non lasciandolo in pace neppure d’inverno […]; poi anche coloro che stavano nei porti. E se uno osava sfidarli in mare aperto, di solito era vinto e distrutto. Se poi riusciva a batterli, non era in grado di catturarli, a causa della velocità delle loro navi. Così i pirati tornavano subito indietro a saccheggiare e bruciare non solo villaggi e fattorie, ma intere città, mentre altre le rendevano alleate, tanto da svernarvi e creare basi per nuove operazioni, come si trattasse di un paese amico.”

Celebri sono poi le campagne orientali di Pompeo che, inviato a Oriente per contrastare la minaccia del re Mitridate del Ponto, in marcia contro i possedimenti di Roma, sconfisse il re del Ponto, fece di Armenia e Bitinia due stati clienti e creò due nuove provincie: Giudea e Siria (entrambe avrebbero creato in futuro non pochi problemi a Roma, la prima sotto la dinastia Flavia, la seconda addirittura nel Basso Impero, con la regina Palmira, senza contare l’omniprésence della minaccia partica).

Al Senato non piacque l’ordinamento dato all’Asia dal generale e, in risposta, egli creò il Primo Triumvirato con altri due uomini ambiziosi, Cesare, attirato nel suo intimo dal potere regale, e Crasso, uomo ricchissimo in cerca di onori. Nel 53 a.C. Crasso perì con disonore a Carre, combattendo contro i Parti, perdendo le aquile di due legioni.

La Guerra Civile

Nel 52, Cesare conquistò la Gallia, e a Roma lo scontro si fece più acceso tra Optimates, la fazione aristocratica che faceva capo al Senato e trovava proprio in Pompeo il proprio leader (una fazione che definiremmo conservatrice) e Populares, la fazione popolare che faceva capo a Cesare. Per sedare i tumulti nel 51 Pompeo venne nominato unico console. Allo scoppio della guerra civile, quando Cesare ignorò l’ultimatum del Senato e marciò su Roma, Pompeo si trasferì a Oriente con il Senato per opporgli un contropotere legittimo.

Nel 48 a.C. Pompeo fu chiamato a guidare la Roma Aristocratica del Senato in battaglia contro la Roma di Cesare, che già lasciava intravedere la Monarchia, di cui i Romani parevano aver dimenticato i precedenti. A Farsalo, in Tessaglia, avvenne l’apocalittico scontro finale tra due visioni del mondo, quella Cesariana, di sovversione popolare, a tratti rivoluzionaria e monarchica, e quella Pompeiana, di lealtà all’ancient régime romano e di conservatorismo aristocratico. Fu un bagno di sangue e Pompeo ne uscì sconfitto.

Cercando asilo nel regno tolemaico d’Egitto Pompeo trovò il proprio epilogo. Tolomeo XIV Filopatore, su suggerimento dell’influente consigliere greco Potino, finse di concedere asilo a Pompeo in vista di una futura campagna contro Cesare, per poi assassinarlo a tradimento. La testa di Pompeo venne consegnata a Cesare per acquisirne il favore.

Con nessuno di loro la Nemesi fu clemente. Tolomeo si trovò a lottare contro la sorella Cleopatra sostenuta da Cesare e in questa guerra trovò la morte. Cesare sostenne Cleopatra per ambizioni personali ma formalmente presentò una situazione diversa: il suo principale avversario era stato ucciso, è vero, ma era un cittadino romano, assassinato da un sovrano straniero. Il suo dovere era la guerra contro lo Stato traditore. Lo stesso Cesare, come è risaputo, venne assassinato, e la leggenda narra che il suo corpo straziato dalle coltellate dei congiurati, rotolò esanime ai piedi della statua di Pompeo Magno nella Curia, a Roma.