Edoardo Agnelli – il suicidio del 15 novembre 2000

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Edoardo Agnelli

Edoardo Agnelli (9 giugno 1954 – 15 novembre 2000) era l’unico figlio maschio dell’avvocato Gianni Agnelli (12 marzo 1921 – 24 gennaio 2003). La mattina del 15 novembre 2000 viene trovato morto ai piedi di un viadotto della Savona-Torino. Fin dall’inizio si parla subito di suicidio.

Edoardo Agnelli: una morte misteriosa

Anche se per gli inquirenti non ci sia dubbio che si tratti di suicidio, c’è chi non crede alla versione ufficiale.

Edoardo Agnelli

La mattina del 15 novembre 2000 Edoardo Agnelli, unico figlio maschio di Gianni e Marella, viene trovato cadavere ai piedi di un viadotto della Savona-Torino. La Croma era ferma nella corsia d’emergenza dell’autostrada col motore acceso. Dopo essere sceso, forse stava male o forse voleva farla finita, è volato di sotto.
Il suo corpo è stato trovato intorno alle 10, sfracellato in un prato.
Qualcuno, tra le cascine e i viottoli fangosi di contrada Boschetti, sulla sponda sinistra del torrente Stura, ha visto il cadavere e ha avvisato la stradale.
Sul viadotto, quasi nello stesso tempo, un operaio della società Autostrade ha visto l’auto ferma e ha pensato alla scena di un suicidio. D’altronde non sarebbe una situazione nuova per quel ponte della Torino-Savona intitolato al generale dei carabinieri Franco Romano.
I poliziotti sono arrivati, hanno esaminato il corpo senza vita, in una tasca hanno trovato i documenti di Edoardo.

Edoardo Agnelli

Edoardo Agnelli: una vita travagliata fatta di incomprensioni

La vita di Edoardo è stata una vita di grandi incomprensioni, idee innovative e controcorrente, ma anche di profonda solitudine. Diviso tra economia, politica internazionale e spiritualismo. L’erede mancato dell’impero finanziario più imponente del nostro Paese era un uomo colto, raffinato, sensibile e malinconico. Purtroppo, però, si ritrovava immerso in un mondo da cui non riuscì mai davvero a farsi accettare.

Si trattava di una personalità che gli amici definirono “solare”, molto diversa, forse, da quello che tanti s’immaginavano. Profonda fu l’amicizia col cugino Giovanni Alberto, detto Giovannino, figlio di Umberto, capace di diventare un manager famoso, alla Piaggio, l’altra grande industria di famiglia. Morì presto anche lui, a soli 36 anni, il 13 dicembre del 1997, colpito da una rara forma di cancro. Al di là di interessi e stili di vita diversi, si sentivano spesso e si scambiavano confidenze e, per Edoardo, la morte del cugino di sicuro fu un colpo duro. In un’intervista al “Manifesto” aveva criticato la decisione del gruppo di famiglia di sostituire Giovannino, ad appena un mese dalla morte, col giovanissimo (22 anni) Jaki Elkann, figlio della sorella Margherita e dello scrittore Alain. Aveva parlato di “offesa alla sua memoria”.

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