Editoria, i dati e le parole del Presidente dell’Aie

L'idea proposta dall' Aie è quella di ''un milione di buoni da 100 euro da spendere in libri''

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Attualmente l’editoria è un settore fortemente in crisi. Nonostante ciò sarà fondamentale per la ripresa economica italiana successiva alla crisi sanitaria. A parlarne è il presidente dell’ Aie (Associazione Italiana Editori),Ricardo Franco Levi. L’editoria è una filiera importantissima per l’Italia, poiché costruisce conoscenza e competenza fin dall’infanzia. Gli editori, per garantire una ripresa, puntano principalmente su bambini e famiglie che sono da anni i più grandi fruitori del mezzo. Ma tante sono anche le richieste al Parlamento e ai ministri della Cultura dell’ UE. L’idea sarebbe quella di ”un milione di buoni da 100 euro da spendere in libri”. Al momento si attende la risposta a questa proposta avanzata da bibliotecari e librai del ministro Franceschini. Con l’ augurio che il ministro “mantenga la sua passione nel mettere la cultura al centro del disegno del paese”.

Ricardo Franco Levi

Crisi dell’editoria: La ricerca

Le parole di Levi possono essere definite come un rilancio di un settore che nel periodo del lockdown è stato messo a dura prova. La riapertura anticipata delle librerie ha evitato il collasso della filiera, nonostante rimanga ancora fortemente in difficoltà. I dati presentati da Levi sono molto preoccupanti. Da Gennaio a Maggio 2020 si sono avuti circa 134 milioni in meno di fatturato e 8 milioni di copie perse. Entro fine anno si rischia un calo del fatturato di circo 900 milioni su 3,2 miliardi complessivi. Lo studio annunciato nel forum dell’Associazione Italiana Editori, è stato un lavoro portato avanti dal Aie in collaborazione con Nielsen e IE-Informazioni Editoriali.

Il mercato ha subito una violenta caduta verticale, ma ha subito un forte incremento del mercato della distribuzione online, fino a questo momento quasi totalmente ignorata. Al momento coprono il 50% del mercato evitando perdite epocali. Altro dato importante è sicuramente il crollo di vendite delle librerie, che nelle settimane tra il 9 marzo e il 12 aprile si è avvicinato all’85%.

I dati emersi dalla ricerca

In estrema sintesi gli elementi emersi dalla ricerca sono i seguenti:

-Rispetto al 2019 il mercato si flette del 19,9% con una sostanziale riduzione delle vendite. 362,6 milioni di vendite contro le 452,9 dell’anno scorso. Se consideriamo anche le vendite in canali non presi in considerazione come fiere, cartolibrerie e librerie universitarie, la perdita è ancora più pesante.

– L’analisi è divisa in ‘generi letterari’. La letteratura per ragazzi perde il 16,2%, mentre più pesanti sono le perdite degli altri generi. La non fiction specialistica perde l’ 11,3% , la fiction il 22,9% e la non fiction generale il 23,4%.

– Il calo delle nuove uscite è pari al 66,3% se consideriamo le grandi distribuzioni. I lanci in ebook compensano in parte con il 22,3% di pubblicazioni direttamente online. Il crollo totale è del 91,1%

– Il commercio online è stato la grande sorpresa di questo periodo di crisi. Nelle 16 settimane dell’anno, gli store online raggiungono il 47% delle vendite di libri, contro uno scarsissimo 26% del 2019. Ne hanno guadagnato anche librerie con servizi di commercio online che sono riusciti a creare un rapporto di fidelizzazione con il proprio cliente. Altre hanno previsto vendite a domicilio e prenotazioni.

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