Ecosia, oltre 100 milioni di alberi piantati

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Le ricerche di Ecosia hanno permesso di piantare oltre 100 milioni di alberi, spiega il blog corporate dell’organizzazione. Stando al contatore presente sulla homepage del servizio, la pietra miliare dei 100 milioni di alberi piantati verrà superata entro pochi giorni.

Ecosia è un motore di ricerca proprio come Google, ma con una differenza sostanziale: utilizza i proventi generati dalle inserzioni pubblicitarie per piantare alberi nei luoghi dove la natura e l’uomo risentono maggiormente della loro carenza. La comunità Ecosia ha già piantato milioni di alberi in Etiopia, Brasile, Indonesia, Spagna e in molti altri cuori pulsanti della biodiversità.
Nata in Germania nel 2009, l’azienda finora ha piantato oltre 100 milioni di alberi in tutto il mondo. Riforestare il pianeta semplicemente facendo ricerche su internet: non è un’utopia, ma la realtà a cui contribuisce chi, invece di Google o Yahoo, usa Ecosia.

Il fondatore: Christian Kroll

L’idea di Ecosia è venuta a Kroll, allora studente di Economia con una passione per i computer, dopo alcuni viaggi in Asia alla ricerca di modelli di business che avessero un impatto sociale positivo, e un soggiorno in Sudamerica che lo ha spinto a impegnarsi per la riforestazione e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Il sito – che oggi nella sua sede di Berlino impiega una quarantina di persone – è andato online a dicembre 2009, e nel 2014 ha ottenuto la certificazione di B-Corporation, che viene rilasciata dall’ente no profit statunitense B Lab alle imprese con elevati standard di sostenibilità ambientale e sociale.

Il fondatore di Ecosia Christian Kroll 

Avere 100 milioni di alberi in più in circolazione equivale a sottrarre 1771 tonnellate di CO2 dall’atmosfera ogni giorno, stimano da Ecosia. Un modo concreto e attivo per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici che per Ecosia è da sempre una vocazione, più che un modello di business che sfrutta l’advertising di Microsoft Bing.

Ecosia permette agli utenti interessati di consultare le iniziative ecologiche dell’azienda grazie alla pagina coi report finanziari, da cui è tra l’altro possibile visionare i vari progetti di riforestazioni attivi nel mondo e l’ammontare dei relativi finanziamenti concessi dalla società.

Ecosia nel mondo

Attualmente, gli utilizzatori di Ecosia nel mondo sono più o meno 8 milioni, per la maggior parte europei (tedeschi, francesi e britannici in testa). Ma stanno aumentando rapidamente anche negli Stati Uniti, in parte grazie alle iniziative di alcuni gruppi di studenti: per esempio quelli della Ohio State University, che hanno lanciato un progetto per chiedere di far installare Ecosia come motore di ricerca di default su tutti i computer dell’ateneo.

“È ovvio che siamo molto contenti per ogni utente che sceglie Ecosia al posto di Google, e per questo boom di popolarità che arriva dopo anni di crescita continua e costante”, dice Génica Schäfgen, responsabile di Ecosia per la Germania. “La situazione, però, non è assolutamente delle migliori: siamo davvero molto impauriti e preoccupati per l’Amazzonia e per l’intera dinamica del cambiamento climatico”

Il team di Ecosia

Alcuni dei traguardi

A seguito dei devastanti incendi in Amazzonia, il numero di persone che avevano installato l’app Ecosia è raddoppiato, consentendo loro di finanziare un progetto di 3 milioni di alberi in Brasile. Sulla scia degli incendi boschivi australiani, Ecosia iniziò a ripristinare le foreste native lì. Proprio l’anno scorso hanno celebrato il loro traguardo dei 50 milioni di alberi, dopo averlo raddoppiato in un solo anno.

Nel 2018, ad esempio, hanno creato un vivaio per 200.000 alberi in Madagascar, per aiutare a creare un corridoio forestale che conduce da un habitat isolato all’oceano. Nel 2019 hanno creato un progetto di agricoltura forestale nel Borneo, per impedire ai locali di vendere la terra allo sviluppo della palma da olio.

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