Ebrei e palestinesi: sale la tensione a Gerusalemme (Video)

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ebrei e palestinesi

Ebrei e palestinesi tornano a scontrarsi nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. Occupata. Il risultato? Due arresti. Almeno 20 palestinesi feriti e quattro famiglie sfrattate. Il tutto a favore dei settlers, i coloni ebrei. Durante la sua visita nel rione, il leader sionista Betzalel Smotrich è stato aspramente criticato dai residenti. Che sono tornati nelle piazze.

Nuovi scontri tra ebrei e palestinesi?

Non si fermano le tensioni a Gerusalemme Est. Dopo l’escalation dell’aprile scorso, che ha riacceso la guerra contro Hamas, i manifestanti tornano nelle piazze. Di nuovo. Ciò che chiedono è il rispetto dei loro diritti. Nonché dello status quo della Città Santa. Ancora una volta, i disordini sono scoppiati a seguito dell’autorizzazione di un tribunale israeliano a sfrattare quattro famiglie palestinesi dal quartiere conteso di Sheikh Jarrah. Di recente, teatro degli scontri. In questi giorni sono riprese le proteste contro le forze di occupazione israeliane. Le ultime di una serie. Eppure, il motivo è sempre lo stesso.

Tensioni

Come riporta la Mezzaluna Rossa Palestinese, lunedì notte circa 20 palestinesi sono rimasti feriti nella protesta contro gli ebrei israeliani e forze di sicurezza nel quartiere di Sheikh Jarrah. A Gerusalemme Est. Occupata. Mentre per KAN News, due palestinesi sono stati arrestati dalla polizia a causa degli scontri. Un video della protesta mostra i manifestanti di entrambe le fazioni mentre lanciano sedie oltre le barriere che la polizia aveva posto tra loro. Stando a quanto riferito, gli agenti israeliani hanno risposto sparando granate assordanti per disperdere la folla di palestinesi. I quali hanno lanciato petardi in direzione delle forze di occupazione.


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Escalation

In realtà, i disordini erano iniziati qualche giorno prima. Più precisamente sabato, nei pressi della Porta di Damasco. Dove i palestinesi avevano manifestato per alcuni graffiti blasfemi nei confronti del profeta Maometto. Nella tarda serata, gli scontri si erano spostati nel vicino quartiere di Sheikh Jarrah. Stando ai resoconti dei media palestinesi, gli israeliani hanno attaccato le case dei residenti “indesiderati” del quartiere. Anche in quell’occasione, le forze di sicurezza israeliane hanno sparato granate stordenti e gas lacrimogeni contro i manifestanti palestinesi. Dal canto loro, i residenti palestinesi di Sheikh Jarrah hanno esortato i connazionali che vivono a Gerusalemme a unirsi agli scontri. I quali hanno accolto l’invito.

Ancora feriti tra ebrei e palestinesi

Difatti, analoghe tensioni si sono segnalate anche tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane nel quartiere di Silwan, a Gerusalemme Est. Il quale si trova nei pressi del Monte del Tempio, dov’è situata la Spianata delle Moschee. Un luogo sacro per musulmani ed ebrei. In cui a questi ultimi, però, è interdetto non solo svolgere funzioni religiose. Ma anche pregare. Come riferisce l’agenzia Ynet, i rivoltosi palestinesi hanno lanciato pietre e bottiglie molotov contro le case degli ebrei nel quartiere. Mentre il Times of Israel riferisce che una donna ebrea incinta è rimasta ferita dopo che una pietra l’ha colpita alla testa.

Una dichiarazione

Questo evento non deve passare in silenzio”. Lo ha detto Ben-Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit. “Seguo con preoccupazione i tentativi di prevaricare degli arabi, che stanno attaccando gli ebrei e cercando di espellerli dal loro luogo di residenza“, ha aggiunto. Prima di sferrare il suo attacco. “La responsabilità oggi è del Primo Ministro Naftali Bennett, amico della Sinistra e del Movimento Islamico. Non è in grado di proteggere gli abitanti del quartiere di Shimon Hatzadik perché prigioniero del Movimento Islamico, che fornisce sostegno alla terroristi in rivolta“. Il mese scorso, Ben-Gvir aveva istituito un quartier generale a Sheikh Jarrah per gestire le tensioni. Ma invano.


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Per quanto ancora?

Per sedare i disordini, le forze di sicurezza israeliane hanno preso d’assalto alcune case palestinesi a Sheikh Jarrah. Stando ai resoconti dei media, il lancio di una molotov ha incendiato una delle abitazioni, occupate da una famiglia ebrea. Questo incidente aveva convinto i deputati di estrema destra Betzalel Smotrich e Orit Strock a visitare il quartiere. Sabato notte, il leader del partito Sionista Religioso, accusato di razzismo contro gli arabi in passato, ha trovato ad accoglierlo un drappello di cittadini infuriati. “Vattene, vattene subito“, ha urlato la folla. Come si nota nelle riprese video, alcuni palestinesi hanno definito i due politici “animali”. Mentre uno degli astanti ha afferrato il telefono cellulare dell’assistente di Strock, spingendo la polizia a intervenire.

La rabbia di ebrei e palestinesi

Perché sei qui? Sei spazzatura, sei uno scarafaggio“, ha gridato un uomo a Smotrich. Prima di aggiungere: “Vattene da qui adesso, non c’è motivo per te di essere qui“. All’imbeccata Smotrich ha risposto: “Perché ha parlato così? Deve rivolgersi in modo appropriato a un membro della Knesset“. Ma i cittadini sono esasperati. A ben vedere, le tensioni nel quartiere di Sheikh Jarrah erano iniziate a maggio. All’epoca in cui il tribunale distrettuale di Gerusalemme aveva respinto un ricorso contro un provvedimento di sfrattare di alcune famiglie palestinesi dal quartiere.

La motivazione

Come motivazione, la corte aveva stabilito che i residenti non avevano pagato il canone di locazione. Soprattutto, non erano riusciti ad opporsi alle rivendicazioni degli ebrei israeliani della proprietà. Questo ai sensi di una legge israeliana del 1970, che consente agli ebrei di reclamare la terra di Gerusalemme Est. In quanto apparteneva al popolo ebraico prima del 1948.


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L’attacco di Smotrich

Al termine della visita, Smotrich ha attaccato la polizia israeliana. Con particolare riferimento all’incidente del telefono. Secondo il politica di estrema destra, l’episodio mostra “l’incompetenza del sistema israeliano, dalla polizia ai tribunali“. “Ci sono prove evidenti di un terrorista che lancia pietre e cerca di uccidere ebrei e continua a vagare libero e ad attaccare violentemente“, si è lamentato Smotrich. “Oggi c’erano i membri della Knesset”, ha concluso il parlamentare. Eppure, gli sgomberi stanno suscitando un sentimento di rabbia diffusa. Tanto tra i palestinesi e gli arabi che vinono in Israele. quanto tra gli ebrei. In questo contesto, grava la condanna della Corte penale internazionale che ha accusato di crimini di guerra sia Israele sia Hamas.

Terra contesa

Da un lato, i palestinesi e una parte della comunità internazionale accusano Israele di voler “giudaizzare” Gerusalemme Est. Procedendo con sfratti mirati e costanti delle centinaia di famiglie arabe che abitano il quartiere. E sostituendole con coloni ebrei. Dall’altro, Israele rivendica l’intera Città Santa come capitale, violando lo status quo riconosciutole a livello internazionale. In questo senso, i trasferimenti degli ebrei sarebbero del tutto legali.


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Ebrei e arabi alla resa dei conti?

Domenica sono continuati i disordini nel quartiere di Sheikh Jarrah. A Gerusalemme Est Occupata. Si tratta solo degli ultimi episodi di una serie di tensioni sorte tra ebrei e palestinesi. Queste erano sfociate in guerriglia a maggio. Quando il tribunale distrettuale di Gerusalemme aveva respinto un ricorso contro il provvedimento di sfratto nei confronti di alcune famiglie palestinesi del quartiere conteso. Come motivazione, la corte aveva rilevato che i residenti non avevano pagato il canone di locazione. Soprattutto, non erano riusciti a confutare le rivendicazioni relative alla proprietà da parte degli ebrei israeliani. Il culmine si era raggiunto con l’intervento di Hamas, dalla Striscia di Gaza.

Il punto

Il gruppo a capo della Resistenza palestinese aveva lanciato i suoi razzi verso il Centro e il Sud dello Stato ebraico. Per undici giorni. In risposta, le forze di sicurezza israeliane avevano avviato l’operazione Guardiano dei muri. Della stessa durata. Nonostante il cessate-il-fuoco che ha posto fine al conflitto, nei giorni scorsi l’organizzazione palestinese nella Striscia ha rinnovato il lancio di palloni incendiari verso Israele. A cui le IDF hanno risposto con i soliti raid aerei. A sua volta, il Movimento della Jihad islamica palestinese si dice pronto a una nuova offensiva. Ragion per cui, domenica, si era riunito il gabinetto di sicurezza, per la prima volta da quando Naftali Bennett è Primo Ministro. Si prepara una nuova guerra?


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