EastMed porterà il gas israeliano in Europa

Un'alleanza nel segno del gas, ma anche un'intesa tra governi dal forte significato politico.

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Firmato ad Atene l’accordo tra Grecia, Israele e Cipro per la costruzione del gasdotto EastMed.

Un’intesa tra governi dal forte significato politico, che prevede anche un articolo inerenti a misure di difesa del condotto, che dovrebbe portare il gas naturale estratto dalle acque territoriali di Israele e Cipro verso l’Europa. Grecia, Cipro ed Israele delineano anche un sistema fiscale unico per la costruzione di EastMed, la prospettiva di includere altri Paesi nell’intesa e lavorare insieme per sfruttare giacimenti che saranno scoperti in futuro. Inoltre, eventuali riserve di gas scoperte a sud di Creta verranno collegate al gasdotto.

Quando e come è nato il progetto

Il progetto Eastmed risale al 2013, quando la Grecia beneficiò di fondi europei per finanziare i lavori preliminari del gasdotto, il cui costo totale si avvicina ai 6 miliardi di euro e la cui durata si aggira intorno ai 5 anni. L’importanza dell’intesa è stata sottolineata da Israele dove da qualche giorno è entrata in funzione anche la piattaforma marina del giacimento di gas naturale Leviathan, dal quale verranno riforniti Giordania ed Egitto. Il Ministro dell’energia Yuval Steinitz ha poi preannunciato che l’obiettivo è quello di rifornire anche l’Europa.

A partire dal 2009, Israele, Egitto e Cipro hanno iniziato a studiare i fondali del bacino del Levante, scoprendo così una ricchezza stimabile in riserve per 3,5 trilioni di metri cubi di gas e 1,7 miliardi di barili di petrolio.

Una ricchezza immensa che i Paesi rivieraschi cercano di accaparrarsi. Questo è uno dei motivi per i quali si è riacutizzato lo scontro fra Cipro e Turchia.

Il portavoce del Premier Israeliano Netanyahu ha dichiarato che in passato era stata valutata anche una possibile cooperazione con la Turchia, per la quale però mancavano le condizioni richieste.

Cosa prevede

Il gasdotto EastMed sarà realizzato da Igi Poseidon, società greca partecipata da Depa s.a. e da Edison International.

Si estenderà per circa 2.000 chilometri, dal Medio Oriente al Sud Europa. Partirà a circa 170 chilometri dalla costa meridionale di Cipro, si snoderà nei fondali del Mediterraneo fino a Cipro, passerà per Creta, prima di raggiungere la terraferma per arrivare poi a Otranto (anche se quest’ultima tappa è ancora da studiare e discutere).

EastMed avrà la potenzialità di trasportare almeno 11 miliardi di metri cubi di gas all’anno, cambiando incisivamente gli scenari energetici nel Mediterraneo, dove già si sono innescate nuove dinamiche nei rapporti tra Grecia, Turchia e Israele, per la scoperta di nuovi giacimenti di idrocarburi.

EastMed, come prevedibile, non piace a Mosca perché potrebbe attenuare in modo significativo il rifornimento in Europa del gas russo. Mosca inoltre è legata in questo settore a doppio filo con Ankara e il nuovo gasdotto TurkStream, frutto della joint-venture tra i due paesi, dovrebbe essere inaugurato a breve.

In Italia EastMed, come anticipato, dovrebbe approdare in Puglia, ma infiamma la polemica tra gli ambientalisti per i malumori derivanti dagli espropri dei terreni interessati e dai calcoli sull’impatto ambientale dell’opera.

Nessuna firma italiana ad oggi è stata apposta all’accordo, ma nel mondo politico c’è approvazione per quanto siglato ad Atene.

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