E’ stato ucciso in Iran il numero due di Al Qaida

Abdullah Ahmed Abdullah, il numero due di Al Qaida, è stato ucciso segretamente in Iran tre mesi fa

0
272
Numero due di Al Qaida

Abdullah Ahmed Abdullah, il numero due di Al Qaida, è stato ucciso segretamente ucciso in Iran tre mesi fa. A compiere l’atto sono stati due agenti israeliani per ordine degli Stati Uniti. Il New York Times ha diffuso la notizia confermando le fonti di intelligence. Abdullah è stato accusato di essere il cervello degli attentati del 1998 alle ambasciate americane in Kenia e in Tanzania.

L’uccisione

Il leader dell’organizzazione è stato ucciso nelle strade di Teheran da due agenti. Secondo le fonti gli agenti erano soldati israeliani mandati dagli USA. Era il 7 agosto, un giorno importante per l’America. Lo stesso giorno nel 1998 Abu Muhammad al-Masri, così si faceva chiamare in battaglia, aveva commesso l’attentato alle ambasciate americane. Fino a questo momento stavano solo circolando delle voci che confermavano l’accaduto, ma Al Qaida non aveva mai annunciato la sua morte. Due motociclette si sono avvicinate ad Al-Masri e hanno ucciso l’attentatore insieme alla moglie Miriam. La donna è la vedova di Hamza bin laden, uno dei figli di Osama bin Laden, il fondatore di Al-Qaida. Ancora, non è stato chiarito il ruolo preciso degli americani in questa vicenda. Da anni l’intelligence americana stava tracciando i movimenti del numero due di Al Qaida.

Chi è il numero due di Al Qaida?

Masri era visto come un probabile successore di Ayman al-Zawahri, ritenuto l’attuale leader di Al Qaida. Questo era accusato di aver architettato gli attentati terroristici alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania. Era il 1998 quando due auto bomba esplosero quasi simultaneamente nei presse delle due ambasciate. I morti furono 224 e migliaia i feriti. Secondo quanto affermato dal NYT, Masri era sotto la “custodia” dell’Iran dal 2003. Tuttavia, a partire dal 2015, questo viveva liberamente in un sobborgo di lusso a Teheran. I funzionari dell’antiterrorismo statunitensi credevano che l’Iran stesse lasciando vivere liberamente Masri nel Paese, mentre lui conduceva delle operazioni contro gli americani. Non è ancora chiaro quale sia l’impatto della sua morte su Al Qaida. L’organizzazione ha perso numerosi leader dopo quel terribile 11 settembre. Tuttavia, si pensa che si siano ancora degli affiliati attivi diffusi in Medio Oriente, Afghanistan e Africa occidentale.

Commenti