Padova. Giornata della Memoria e dell’Impegno.

Verità e Giustizia il grido lanciato da Padova. 50mila persone in piazza a Padova per la Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia e molte altre in 4.000 città d’Italia.Guidati dal leader di Libera Don Luigi Ciotti studenti, bambini, famigliari dei persone uccise dalla mafia hanno manifestato contro illegalità, contro la malavità organizzata, per chiedere giustizia. La prima volta a Nordest per questo grande evento per testimoniare che nessun posto in Italia è immune alla presenza della mafia.

I cinquantamila di Padova erano collegati virtualmente con tutta Italia, da Aosta a Palermo. “C’è gente che ha deciso di metterci la faccia e far capire da che parte sta. In questo momento nel nostro paese dobbiamo alzare la voce, mentre tanti scelgono un prudente silenzio” è il primo grido di Luigi Ciotti in piazza insieme ai tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie, al Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, Rosy Bindi e il segretario della Cgil Maurizio Landini.

Padova. 21 Marzo 2019

Tra le migliaia e migliaia di persone anche una delegazione di Eraclea il comune veneziano al centro di una delle ultime operazione in veneto contro le infiltrazioni mafiose che ha portato all’arresto del Sindaco. Un’enorme bandiera della pace ha aperto il lunghissimo corteo partito da piazzale boschetti e arrivato in prato della Valle.

La mafia si combatte con la scuola e con il lavoro ha detto Don Ciotti, ricordando tutte le vittime della mafia. I loro nomi sono risuonati in Prato della Valle accompagnati dai violini.

Don Luigi Ciotti

Dal palco il primo pensiero Luigi Ciotti lo rivolge ai giovani: “Siete meravigliosi, non induriti dagli egoismi, non intossicati o corrotti dalla sete di denaro e potere, sensibili al sogno e all’utopia, che rischiate di diventare prede di spacciatori di illusioni. Oggi milioni di giovani non trovano lavoro. Ho raccolto il vostro grido rispetto alla precarietà e incertezza per il futuro. Non rassegnatevi. Una società che non si cura dei giovani non si cura del proprio avvenire. Scuola e lavoro sono le priorità di una società aperta al futuro, senza lavoro la società muore perché manca lo strumento cui ciascuno affida il senso della sua dignità e identità”. Ai giovani don Ciotti chiede di non temere la fragilità, che è condizione umana e il saperlo è ciò che rende forti. Le mafie oggi sono diventate simili a noi. Hanno acquisito sembianze più rassicuranti e noi siamo diventati simili a loro. Non occorre essere complici attivi per essere alleati delle mafie, basta la mafiosità, quel distorto modo di vedere e di sentire che antepone l’interesse privato a tutto.

E conclude la manifestazione con parole chiare: “E’ da 163 anni che parliamo di mafie. Non è possibile. Non è possibile in un paese civile che l’80 per cento dei familiari delle vittime non conosce la verità o la conosce solo in parte. Abbiamo bisogno della verità su Giulio Regeni e Ilaria Alpi e abbiamo  e abbiamo bisogno di notizie su Padre Dell’Oglio e Silvia Romano. Sto con la nave Mediterranea che salva le vite e sto con Roberto Saviano che scrive parole graffianti. Gli immigrati sono rappresentati come nemici e usurpatori fingendo di non sapere che e’ il sistema economico dell’occidente che ha depredato intere zone del mondo costringendoli a lasciare le loro terre i loro affetti. No alla gestione repressiva dei migranti, no all’attacco dei diritti umani. Le leggi devono tutelare i diritti non il potere”.

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