Un becero atto di vandalismo si è consumato nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio al Duomo di Napoli. Un gruppo di giovani teppisti (non ancora identificati dalle forze dell’ordine) ha preso di mira la porta principale della Cattedrale di Santa Maria Assunta, strappando e danneggiando pesantemente Eldorato, opera d’arte firmata da Giovanni De Gara come simbolo dell’illusione alla quale vanno incontro i migranti durante i loro burrascosi viaggi verso l’Italia in cerca di fortuna.

In tarda serata, alcuni ragazzi che solitamente quando calano le tenebre bivaccano nella zona del Duomo di Napoli e nei pressi del sagrato incuranti del passaggio delle camionette dell’esercito e delle vetture delle forze dell’ordine, avrebbero assaltato l’ingresso della chiesa, strappando via la copertura dorata installata poco prima di Pasqua sulla porta centrale. L’opera di De Gara è realizzata con il materiale di cui si compongono le coperte termiche spesso utilizzate dai soccorritori quando si verificano incidenti o disastri naturali. In questo caso il riferimento è alle precarie condizioni dei migranti e all’illusione legata ai «viaggi della speranza» verso il nostro Paese alla ricerca di un inesistente futuro migliore, lontano da stenti e povertà.

Come ha riportato l’artista, quasi sempre, invece di un Eldorado, ovvero di un mondo felice costituito di gioielli, benessere e pietre preziose, gli extracomunitari in fuga dalle proprie terre d’origine trovano di dorato soltanto il colore delle coperte termiche. Il portone del Duomo di Napoli era stato interamente rivestito del manto dell’opera Eldorato, e da lontano sembrava che fosse realmente rivestito d’oro quando, alla prova dei fatti, si trattava di un comune materiale senza alcun valore prezioso. In seguito all’atto vandalico verificatosi in queste ore, sarà necessario rimuovere del tutto l’installazione per motivi di sicurezza.

Duomo di Napoli: danneggiata installazione Eldorato.

La denuncia di Borrelli e Vasquez: «Dimostrazione dell’inefficacia della presenza dell’esercito»

Il deplorevole episodio è stato denunciato soprattutto da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, e da Enzo Vasquez, responsabile ambiente per Il Sole che Ride. I due esponenti politici hanno affermato che risuona alquanto assurdo il fatto che l’atto vandalico si sia consumato nella zona in cui sorge il Duomo di Napoli, costantemente presidiata dall’esercito nell’ambito dell’operazione «Strade Sicure». Stando al loro parere, quanto accaduto l’altra sera sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’inefficacia di questo piano di sicurezza che non basterebbe da solo a tenere sotto controllo e a limitare azioni illegali.

Vandali al Duomo di Napoli: la denuncia di Borrelli.

Il progetto Eldorato di Giovanni De Gara

L’approdo di Eldorato a Napoli è avvenuto poco più di un mese fa, quando nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Chiesa valdese di Via dei Cimbri sono intervenuti l’autore dell’opera Giovanni De Gara, il sindaco della città partenopea Luigi De Magistris, il pastore valdese Leonardo Magrì e il parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità, don Antonio Loffredo.

Il progetto è partito ufficialmente nell’ottobre del 2018 con la prima installazione presso la Chiesa di San Miniaro al Monte (Firenze), e nel corso del tempo ha trovato il supporto di altre città italiane, chiese cristiane ed evangeliche. Tra queste si ricordano la chiesa valdese di Palermo e quella metodista di Bologna. Come ha spiegato il promotore dell’iniziativa, la sua idea è nata dalla triste constatazione che mai come oggi quella del mondo felice di Eldorado è una mera illusione per i migranti che si mettono in viaggio per l’Italia e l’Europa nella speranza di trovare nuove opportunità, benessere e accoglienza. Purtroppo però, l’unico elemento dorato in cui si imbattono è quello del colore delle coperte termiche messe a disposizione dai soccorritori.

Il nome dell’opera deriva dal suffisso «El» che in ebraico è la radice del nome di Dio, e che in questo frangente simboleggia il Dio dorato spesso raffigurato sulle porte degli edifici religiosi. A questo va aggiunto il «dorato» che non richiama il metallo prezioso, ma quello che De Gara ha definito un «oro povero» che mira ad accogliere tutti senza alcuna distinzione di razza, sesso, religione o estrazione sociale.

A Napoli sono state ben 7 le chiese che hanno aderito all’iniziativa Eldorato, e si tratta delle due chiese valdesi di Via dei Cimbri e Via Andrea Vaccaro, di quella metodista di Corso Garibaldi (Portici), della Luterana di Via Carlo Poerio, della Basilica di Santa Maria della Sanità, della chiesa greco-ortodossa di Via San Tommaso d’Aquino e ovviamente del Duomo di Napoli dov’è avvenuto l’episodio di vandalismo. Infine anche sul Maschio Angioino è stata issata una bandiera dorata.

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