Duecento anni di Infinito: Leopardi, il poeta-amico

L'anniversario dell'Infinito di Giacomo Leopardi

0
1157

Martedì 28 maggio 2019 l’Infinito di Giacomo Leopardi, senza dubbio uno dei testi più importanti e famosi della nostra letteratura e icona del romanticismo italiano, ha compiuto 200 anni. In occasione dell’anniversario sono stati organizzati diversi eventi per celebrare l’opera leopardiana. In particolar modo nel paese natio dell’autore, Recanati, dove si è svolto un flash mob degli studenti di tutta Italia organizzato dalla contessa Olimpia Leopardi, discendente diretta del poeta, e dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “L’infinito” è stato celebrato da moltissimi studenti nella piazza del Sabato del Villaggio a Recanati.

Nel corso dell’evento Olimpia Leopardi ha sottolineato il messaggio che Giacomo, attraverso la sua vita, ci ha lasciato: <<I limiti devono servire non per fermarci, ma per insegnarci a guardare oltre, a vedere le infinite possibilità che abbiamo dentro di noi>>. Un messaggio forte di speranza attraversa la vita del poeta che, molto spesso, non è stato compreso dai ragazzi delle scuole che hanno visto in Leopardi una visione pessimistica della vita, il cosiddetto “pessimismo cosmico”.

L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia

Lo scrittore Alessandro D’Avenia negli ultimi anni, attraverso la sua penna, ha cercato di riscattare l’immagine di Giacomo, presentandolo ai ragazzi sotto una nuova prospettiva: non il poeta pessimista, ma un ragazzo come tanti assetato di felicità. <<L’arte di essere fragili>> – titolo dell’opera del professore D’Avenia – è quello che la letteratura leopardiana vuole insegnarci.

<<Fu un cacciatore di bellezza, intesa come pienezza che si mostra nelle cose di tutti i giorni a chi sa coglierne gli indizi, e cercò di darle spazio con le sue parole, per rendere feconda e felice una vita costellata di imperfezioni>> –  e poi conclude D’Avenia – <<Leopardi mi ha insegnato ad accostarmi alle età della vita con parole precise, rendendole così reali e abitabili, e mi ha aiutato a trovare gli strumenti dell’arte del vivere quotidiano in ogni tappa dell’esistenza, identificando il fine per cui esiste e la passione felice che deve attraversarla e guidarla>>.

L’Infinito di Giacomo Leopardi

Una vita irrequieta quella di Leopardi, complicata dal rapporto difficile con il padre e dai suoi problemi di salute, ma nonostante le difficoltà è riuscito a vivere una vita piena di sogni, di speranza, di amore indefinito. Basta solo accostarsi ai primi versi delle sue poesie che già si riconosce in lui un “amico” che ha vissuto le stesse difficoltà e gli stessi sogni che ognuno di noi oggi rincorre:

<<Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare>>.

Nella fantasia non esistono limiti

Un colle solitario e una siepe che rappresentano per il poeta il limite del presente, della vita quotidiana, oltre al quale ciascuno di noi spesso non osa andare. La siepe infatti ostacola la visione di ciò che potrebbe esserci “dall’altra parte”, ovvero tutto ciò che di misterioso c’è al di là della vita quotidiana. Così la sua immaginazione inizia a volare oltre la realtà della quotidianità, perché nella fantasia non esistono limiti. Inizia a vedere spazi interminati, senza limiti, ascoltando silenzi sovrumani fino a provare una quiete profonda.

In questo viaggio della mente e dell’anima, il poeta immagina come potrebbe essere la sua vita oltre la realtà, al di là della siepe, di quello che vede e vive ogni giorno. Ascolta il vento e in quel vento riconosce l’eterno e, subito dopo, la sua mente vola verso la vita già trascorsa e che non potrà mai più tornare indietro, fino ad arrivare alla sua “deludente realtà quotidiana”. L’infinito è un mare vasto in cui la mente di Leopardi ora si perde, ma questo perdersi provoca in lui un piacere breve, ma intenso.

Leopardi: il poeta-amico

Immagine tratta dal film “Il Giovane Favoloso” sulla vita di Leopardi

A chiunque è capitato di fantasticare sulla propria vita, davanti ad un tramonto, davanti alle onde del mare, davanti ad un cielo stellato. Tutti abbiamo ripercorso con la mente il nostro passato, immaginando un futuro migliore, senza dar limiti al nostro immaginario. Questi “viaggi mentali” oltre le nostre siepi quotidiane, ci ricordano quanto sia importante la speranza, l’unica a dare conforto quando il presente ci appare vuoto e insensato. Questa incantevole poesia, dunque, parla ancora oggi dopo 200 anni a ciascuno di noi.

Le opere di Leopardi, così come tutta la letteratura, ci aiutano a sentirci meno soli perché anche quando la vita ci appare cruda, tragica, insignificante, basta leggere anche un solo verso per ricordarci che altri hanno già vissuto tutte queste cose ancor prima di noi e, vivendole, ciascun poeta e autore ha trovato un senso che è rimasto intatto negli anni, fra l’inchiostro e i fogli.

Perché la letteratura è un’amica fedele, pronta ad indicarci la strada quando ci sentiamo persi.

Grazie Giacomo!

L’infinito di Leopardi : il bicentenario

Commento a l’Infinito di G. Leopardi di Giuseppe Palma

Commenti