Due nuovi libri illuminano il lavoro di Marcel Proust

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Una raccolta di notizie inedite di Marcel Proust e un libro di Jean-Yves Tadié hanno fatto luce sul resto del suo lavoro.

I due libri, editi in francese, sono Le mystérieux correspondant et autres nouvelles inédites testi trascritti, annotati e presentati da Luc Fraisse, editore de Fallois e Marcel Proust – Sketch of an epic, di Jean-Yves Tadié, Gallimard,

Nel 1919, il Goncourt fu assegnato a Marcel Proust per il suo secondo romanzo All’ombra delle fanciulle in fiore. Nella moltitudine di libri pubblicati in occasione di questo anniversario, due libri ci avvicinano a ciò che cerchiamo di definire indefinitamente: il cuore della ricerca e il suo mistero.

Il primo libro riunisce notizie senza precedenti (tranne una) di Proust, contemporanei di Pleasures and Days (1890), che aveva scartato dalla pubblicazione. Come Jean Santeuil e Contre Sainte-Beuve, questa notizia fu trovata da Bernard de Fallois che, il primo, all’alba degli anni cinquanta, rifiutando la leggenda di un Proust solo banale prima di La Recherche, aprì i “corridoi segreti” Portando alla sua immensa costruzione.

Le domande e le esitazioni di Françoise

La notizia che Proust probabilmente voleva mantenere segreta è anche incentrata su un segreto: l’omosessualità. Confessione impossibile di un personaggio a un altro, ma anche di un personaggio a se stesso e del narratore al lettore. Nel nuovo eponimo, costruito sotto forma di un enigma, l’eroina, Françoise, è dispiaciuta di vedere Christiane, la sua amica, combattuta tra il languore e, allo stesso tempo, la ricezione di lettere appassionate da un misterioso corrispondente che dicono che sta morendo d’amore per lei.

Nutrita dall’aspettativa e dalla curiosità, la storia parla anche delle domande e delle esitazioni di Francoise, tra il prete che minaccia l’eterna dannazione se accetta – per salvarlo – l’amore del corrispondente e il medico che le predice che Christiane morirà a meno che non si sposi o non ami.

Marcel Proust: uomo o opera?

Il ricordo di un volto

Nessuno dei tre ha chiarito l’enigma, che non è uno. E in questa notizia troviamo, mescolato a ciò che i personaggi e l’autore vogliono nascondere, schizzi del “quaderno di schizzi”, il “grimorio complicato e fiorito” che il narratore ha disegnato a sua insaputa e che decifra lui alla fine del tempo riguadagnò. Mentre trova le situazioni, le figure del nuovo classico – la possibilità di un incontro, una visita a un vecchio amico, il segreto nascosto in una scatola – il lettore vede immagini in filigrana, situazioni ossessive che diventeranno in seguito ricorrente – angoscia all’ingresso di un soggiorno dove nessuno conosce la persona amata, il ragazzo che piange nei giorni di pioggia perché non riesce a trovare la bambina sugli Champs-Élysées che un giorno lo batterà, il fascino per la memoria di un volto le cui caratteristiche rimangono vaghe nella memoria.

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