Droghe psichedeliche: come possono influire sulla religione

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Droghe psichedeliche

In questa inchiesta cercheremo di capire come le droghe psichedeliche possono influire sulla religione e in che modo possono modificarne la struttura. La struttura percettiva della mente ci fornisce la misura su come la droga può amplificare il messaggio emotivo.

Le droghe psichedeliche possono influire sulla religione?

Avvicinandoci a questo argomento usando un metro storico, potremmo affermare che la religione e l’alterazione psichedelica siano commesse. Già nel libro “Il ramo d’oro” di James Frazer del 1890, troviamo tracce della connessione tra le due pratiche. Frazer ci definisce la religione, come unione di credenze moderne esaltate dalle ritualità tribali. Queste ultime, spesso, si avvalevano di sostanze allucinogene per percorrere tratti sensoriali psichedelici, tanto da connettere l’abisso alla sua essenza: Spirito. Negli ultimi anni si sono formati molti gruppi di preghiera multireligiosi. Questo perché molte persone con idee più estreme nella sperimentazione dello spirito, non trovando agio nella tradizione si sono aperte alle cooperazioni senza pregiudizi. Principalmente si tende ad avere un approccio meditatorio del proprio Dio, senza dover a tutti i costi imporre ritualità convenzionali. L’uso della MDMA ha mostrato che più che la connessione con un Dio, si può arrivare ad una alternativa connessione con se stessi.

Io Dio

Ho sognato la tua anima, nebulosa come l’oblio che mi avvolge. Vissi tempi estremi in fondo ai tuoi occhi che rilessero le mie parole, i mie giorni e i miei tremori. Sei le braccia dello spirito che avvolge il mio perdersi nel tuo spirito. Non smetterò mai di sospirare i tuoi sogni, non smetterò mai di ansimare il tuo respiro. Mi ritrovo senza anima a fissare i tuoi passi portarla via. Mai te la chiederò indietro. Comparse mi diedero di bere senza sentir gusto, comparse si alzarono al di sopra della loro scomparsa. Pensando di esser attrici e attori di un grande spettacolo. Tu sei l’essenza della mia speranza di come sia il tutto. Così smisi brividi, così smisi sospiri, così smisi battiti di questo cuore stanco di battiti mancanti. Abbassai gli occhi verso terra e camminai cercando le tue orme. Abbassai gli occhi verso terra e camminai cercando segni lasciati dai sogni. Ci sarà sempre una porta che non si chiuderà mai. Avrò sempre un sogno incompleto da finire. Ci sarà sempre un sospiro da ricordare all’anima“.


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L’avvicinamento alla psichedelia spirituale come esaltazione di un dio

Noi siamo la connessione allo spirito dell’universo e Dio. Dio è il tutto che racchiude l’essenza universale di se stesso 8n se stesso. Se imprimo una sollecitazione alla mia percezione mi connetto con il mio io. Il mio io è unione diretta con la realtà ultima, ciò non significa che io sono Dio, ma sono la sua espressività del mio essere la sua parte divina. Se attraverso una meditazione, in questo caso forzata dalle droghe psichedeliche, connetterei il mio essere: sua espressione divina, con la rete universale che ne rappresenta l’essenza: Dio unico nella realtà di se stessi. Cosa è più importante alla luce di ciò, la consapevolezza o la sua espressione? Se guardo alla sperimentazione di per sé direi consapevolezza. Ma se guardo all’essenza direi espressione dell’essere consapevolezza. Questo abbatterebbe la necessità del rito e aumenterebbe la necessità della connessione consapevole. Le droghe psichedeliche possono essere una religione? Se non sono il dio di essa, possono sicuramente essere la connessione con il suo percorso.

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