Dresda dichiara stato di emergenza nazismo

Nazinotstand. Una delibera shock votata a maggioranza da socialdemocratici e post-comunisti. La CDU della Merkel non vota e la definisce atto simbolico e lessicalmente sbagliato.

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La delibera approvata a maggioranza dal consiglio comunale di Dresda e proposta dal partito Die Partei ha dichiarato lo stato di emergenza nazismo a causa dell’intensificarsi dei movimenti di estrema destra. Il partito cristiano-democratico della cancelliera Angela Merkel non ha votato la delibera definendola come atto puramente simbolico e lessicalmente sbagliato.

L’atto è stato votato da 39 consiglieri comunali Verdi, post-comunisti (Linke), Liberali (Fdp) e socialdemocratici (Spd).

La risoluzione della città ha motivato il Nazinotstand con il fatto che “atteggiamenti e atti antidemocratici, antipluralisti, contrari all’umanità e di estrema destra che arrivano fino alla violenza vengono apertamente alla luce a Dresda in maniera sempre più forte”. Ma come esplicitato dal consigliere che ha proposto la delibera, vi è un riferimento anche al movimento anti-islamico Pregida che è nato proprio a Desda e lì riempì le piazze nel biennio 2014-2015.

Questa delibera, destinata a far discutere molto, è un primo passo della città verso il rafforzamento della quotidiana cultura democratica e la protezione delle minoranze e delle vittime di violenza di destra.

L’associazione ‘Raa Sachsen’ solo nel 2018 ha registrato 60 violenze di estrema destra a Dresda, in aumento rispetto all’anno precedente. Anche se cerca di prendere le distanze dal neonazismo, l’Alternativa per la Germania (Afd) è spesso sotto i riflettori dei media per dichiarazioni e atti contigui all’estrema destra e all’antisemitismo attribuiti a suoi esponenti. Ecco perché questa delibera, votata nella serata di mercoledì scorso ma giunta ai media solo poche ore fa, rappresenta uno strumento per provare ad arginare quella violenza che ha già raggiunto il limite della tollerabilità.

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