Draghi-Salvini la svolta per il dentro o fuori

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Draghi-Salvini

In questi giorni siamo portati a riflettere, o a giocare al totoministri, cercando di intuire il legame Draghi-Salvini. Per intuirlo però ci affidiamo a logiche basate sul presente o dell’immediato passato. Ci affidiamo alle stravaganti prese di posizione di Salvini riguardo specifiche materie, perdendo di vista la struttura della Lega o della destra nel suo insieme.

Draghi-Salvini cosa potrebbe influire per un si?

Che Salvini abbia detto si, questo ormai è argomento cassato. Il punto è cosa ha richiesto il leghista che Draghi ha accettato per far dire il fatidico si? Se ricordate bene, uno dei punti, che portò alla rottura del governo giallo-verde, è la TAV. In realtà non tanto per l’importanza in essere, quanto più come simbolo di un qualcosa di estremamente radicato: i cantieri. Si lotta, e lo si fa anche in questo periodo di pandemia, per come o quando far ripartire le centinaia di cantieri bloccati. Ma una domanda dovremmo porci in ottica accordo Draghi-Salvini: si parla di cantieri pubblici o privati? La sensazione che lascia il voltagabbana improvviso di Salvini, forse è che il tutto sia proprio legato alla questione cantieri privati. Del resto è normale che una certa destra focalizzi il suo impatto politico sulla questione imprenditoriale. Questo soprattutto perché, la maggioranza del suo elettorato è formato da professionisti e imprenditori.


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Legati a filo doppio

Ma vista così, allora Salvini si fa portavoce, sommesso (e chi conosce i retroscena del logo Lega sa già) di una certa richiesta del Silvio nazionale? Quando mai non è stato così? Del resto i leghisti, di qualsiasi fascia di età, senza Berlusconi, non sarebbero in grado neanche di comprarsi la merenda. Anche perché parliamoci con franchezza è la Lega il partito più populista della galassia. Loro sono stati i primi a cavalcare il malcontento dei cittadini: soprattutto gli anti negher. In definitiva, insieme a cinque stelle, il partito con le idee più confuse del panorama italiano. Ma tornando al tema principale: quale potrebbe essere l’accordo Draghi-Salvini? Da un punto di vista strettamente non politico, per non utilizzare tecnico, la concessione a Salvini del ministero infrastrutture e trasporti, situazione che salverebbe l’imprenditore votante, e la faccia del Matteo leghista. Ma questo sempre sotto l’occhio vigile del guru Silvio, che potrebbe anche ricevere direttamente tale ministero, il che sarebbe perfettamente la stessa cosa.