Addio ai partiti: Premier Draghi sa già chi perderà

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All’Italia non bastava un’emergenza sanitaria in corso che ha recato danni economici, di salute e sociali al Paese. Da qualche settimana il Premier Conte si è dimesso lasciando allo sbaraglio il Governo italiano. Attualmente è alla guida degli italiani il Presidente Mario Draghi eletto dal Presidente della Repubblica Mattarella. Il Premier è già a lavoro per ricostruire il Paese, ma cosa pensa riguardo ad alcuni partiti?

Draghi: quali partiti non ce la faranno?

Nel 2022 ci saranno le elezioni per decidere il successore di Sergio Mattarella. Secondo gli ultimi dati, i numeri parlano chiaro: alcuni partiti non ce la faranno. Lo conferma anche il Presidente Draghi che con il suo Governo mette da parte quelli della minoranza. Con Italia Viva, poi l’espulsione dal Movimento cinque stelle di quindici senatori e ventuno deputati hanno reso i numeri del centrosinistra non più autosufficienti. Sembra quindi che l’alleanza che ha sostenuto il Premier Conte, stia perdendo pezzi, e al momento, la pattuglia di grandi elettori del centrosinistra si ferma a quota quattrocentocinquantanove, vale a dire quarantasei in meno della quota minima, cinquecentocinque, che servirebbe per eleggere il capo dello Stato dal quarto scrutinio.


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Il centrodestra

Il centrodestra cresce sempre di più e per il momento l’alleanza composta dalla Lega, Fratelli D’Italia, Forza Italia e alleati minori ha quattrocentotrentasette grandi elettori. Inoltre al comando per il momento c’è il Governo Draghi, formato proprio da questi partiti.


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Verso le elezioni

Il 3 gennaio 2022, un mese prima della scadenza del mandato di Sergio Mattarella e a poco tempo dalle elezioni, il presidente della Camera convocherà i seicentotrenta deputati, i trecentoventuno senatori e i cinquantotto delegati regionali. Nelle prime tre sedute servono i due terzi dell’assemblea per eleggere il capo dello Stato, dal quarto scrutinio in poi si scende alla maggioranza assoluta.