Dove sono gli aerei che non stanno volando?

In un'era in cui gli tutti sono sempre volo, a terra non c'è spazio per gli aerei fermi

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Uno dei settori messo in ginocchia dall’emergenza coronavirus è sicuramente quello delle linee aeree, che si è visto costretto a ridurre estremamente i propri servizi. Prima una chiusura totale, ora è ancora in atto una riduzione pesante delle tratte. Ma dove sono gli aerei che non stanno volando?

Dove sono gli aerei? E quando torneremo a volare come prima?

“A marzo di solito i numeri dei voli si aggirano attorno ai 175,000 – 180,000 voli al giorno. Invece, se vediamo quanti voli ci sono stati il 29 marzo, per esempio, i numeri scendono a 64,522” spiega Ian Petchenik, dal sito FlightRadar24 che si occupa di monitorare i voli aerei. Infatti, il divieto di compiere grandi spostamenti e la chiusura di diversi confini nazionali ha ridotto quasi a zero il numero di voli, determinando, oltre a gravi ricadute economiche, anche un altro problema: le linee aeree dove tengono gli aerei a terra?

Di regola, infatti, gli aerei vengono usati il più possibile, cercando di farli volare quasi 24 ore al giorno. Gli aerei di solito stanno a terra quasi solo per il tempo di far scendere certi passeggeri e caricarne altri. Il problema che si pone in questi giorni è che, nella maggior parte degli aeroporti, non c’è materialmente spazio per tenere tutti questi aerei a terra. Trovare posti per parcheggiare tutti questi aeroplani pone diversi problemi e determina una serie di costi aggiuntivi. Quindi dove sono gli aerei che non stanno volando?

Le compagnie low-cost in Europa

In Europa molte line aeree hanno prima sospeso totalmente i voli e ora ridotto anche fino all’80% le tratte servite. Alcune compagnie low-cost hanno sparso i propri mezzi in tutta Europa. Gli aerei di EasyJet, ad esempio, sono parcheggiati in 30 diversi aeroporti. Lufthansa, invece, ha deciso di sfruttare le aree inutilizzate degli aeroporti, parcheggiando i propri aerei sulle piste d’atterraggio vuote o in altre zone inattive. “In totale (a marzo, ndr), 700 dei 763 aerei di Lufthansa sono a terra,” afferma Neda Jaafari, la portavoce di Lufthansa.

Gli Usa e i “cimiteri per aerei”

Alcune linee statunitensi stanno usando i cosiddetti “cimiteri per aerei”, alcuni dei quali situati nel deserto. Si tratta di luoghi dedicati al deposito per aerei che non possono, momentaneamente o permanentemente, essere usati. Altrimenti, gli altri luoghi che sembrano avere spazio sufficiente sono le vecchie basi militari utilizzate durante la Guerra Fredda, come Roswell, in New Mexico.

Il costo dei mezzi a terra

Ovviamente questi parcheggi hanno un costo. Le line aeree devono prendere scelte difficili. Una variabile del prezzo, infatti, è la vicinanza del parcheggio all’aeroporto: più è vicino, a volte nell’aeroporto stesso, più costa. Le compagnie devono decidere se pagare di più rendendo poi più facile il ritorno a volare, o meno. A ciò si aggiunge il problema della manutenzione. “Cosa fare con un aereo a terra dipende da quanto si pensa che dovrà rimanere parcheggiato” spiega Neda Jaafari, la portavoce di Lufthansa. La grande incognita è sicuramente il tempo: per quanto ancora non voleranno?

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