Dorian Gray: il Musical della Bellezza

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Dorian Gray. La Bellezza non ha Pietà: il musical che racchiude danza, musica, teatro, disegni di luce e proiezioni 3D.
Un percorso fra i temi romanzati di Oscar Wilde, tra emozioni, paure ed ossessioni.
Prodotto da Pierre Cardin, che ha caratterizzato in modo profondo ed inimitabile il mondo della moda e dello spettacolo, celebra così i 70 anni della sua carriera raccontando della “bellezza”attraverso il personaggio immortale di Dorian Gray.
In questi giorni affronta le ultime tappe del suo tour italiano.
Al 1 Agosto si concluderà, con grande stile, l’appuntamento al San Carlo di Napoli, dal 3 al 5 agosto gli ultimi spettacoli si svolgeranno al Teatro La Fenice di Venezia, dove il progetto ebbe inizio nel 2016, ottenendo i primi favorevoli consensi del pubblico.
Il tour internazionale ha toccato Parigi, Barcellona, Astana in Kazakistan e Atene affascinando con scene originali e sofisticate un classico che non ha tempo.
Il desiderio di immortalità, la continua ricerca della bellezza, il controllo, lo specchio sono rappresentati in chiave contemporanea.
Un progetto coraggioso ed ambizioso che riunisce tanti giovani talenti e la decisione di affrontare con un tour ricco di date durante il periodo estivo, sinonimo di partenze e vacanze con un’opera così importante e di grande impatto culturale.
Il musical porta la firma di Daniele Martini, capace di trasmettere punti di riflessione attraverso colori, forme e drappeggi provenienti della moda e dal mimo, interpretato dal talento di Federico Marignetti, attraverso gli sguardi, lo stupore, l’indifferenza che si leggono bene sul suo volto offre prova di bravura sia a livello interpretativo, sia a livello vocale mantenendo da solo tutto il peso dello spettacolo, attraverso la danza di Marco Vesprini e il tocco della regia di Emanuele Gamba.
Le video proiezioni sono state affidate a Sara Caliumi, mentre Rodrigo Basilicati, nipote di Pierre Cardin e coproduttore si è occupato delle scenografie.
La raffinatezza delle musiche, che vanno dall’orchestrale al rock contemporaneo e la capacità degli attori, porta in scena l’estro di un lavoro teatrale che mette in risalto il tema della bellezza e dell’immortalità.
La parte emotiva, intima e psicologica del protagonista risalta attraverso video proiezioni e disegni di luce proiettate su diversi livelli di profondità da portare lo spettatore a condividere la vicenda umana del protagonista adattandola alla società contemporanea.
Particolare la scelta di narrare la storia con un unico personaggio, mentre il suo alter ego danzante rappresenta l’anima di Dorian: scene efficaci e realistiche che non fanno sentire la mancanza di lunghi dialoghi e battute classiche, ma offrono, al contrario, l’opportunità alla meditazione racchiudendo e conservando l’essenza del pensiero di Wilde.
L’incantesimo del quadro prende qui una scelta più cosciente a cui viene dedicata un’intera canzone e sottolinea un passaggio che nel testo originale viene delineato con più leggerezza.

Qui trovate il racconto della serata al San Carlo di Napoli e le interviste ai protagonisti

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